Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / L'Aquila: quattro anni dopo

L'Aquila: quattro anni dopo

creato da Denj — ultima modifica 29/09/2015 12:34
22.120: è il numero delle persone che trascorreranno il quarto anniversario del terremoto che ha colpito l’Aquila, il 6 aprile 2009, lontani dalla loro casa, secondo i dati disponibili sul sito della regione Abruzzo...

(Redattore sociale) – 22.120: è il numero delle persone che trascorreranno il quarto anniversario del terremoto che ha colpito l’Aquila, il 6 aprile 2009, lontani dalla loro casa, secondo i dati disponibili sul sito della regione Abruzzo.

Di questi 15.266 vivono negli alloggi temporanei forniti dallo stato, gli appartamenti delle 19 “new town” fatte costruire all’indomani del sisma contro il volere di molta parte della popolazione.

6.595 sono invece i cittadini che con un contributo di 600 euro a famiglia (per quelle più numerose) ha trovato una sistemazione in autonomia; 143 persone vivono ancora in alberghi e strutture ricettive (15 si trovano ancora fuori dalla regione Abruzzo) e 116 persone sono ospitate nella caserma della Guardia di Finanza. Tutto dipende dai tempi dilatati della ricostruzione, del centro storico, delle periferie e dei paesi limitrofi.

È stato il sindaco Massimo Cialente, in un incontro del 21 marzo, alla presenza del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, a descrivere, il progetto di ricostruzione. Secondo il sindaco si può “ben dire che la ricostruzione degli edifici A (edifici poco o per niente danneggiati), dei B e dei C (strutture con danni di media entità), sia pressoché conclusa con oltre 48mila aquilani rientrati nelle loro abitazioni”.

Più difficile, invece, la situazione delle case fortemente danneggiate, quelle contrassegnate dalla lettera E: “Sulle E pende ancora un pesante ritardo. Quelle della periferia saranno comunque pronte per la metà dell’anno prossimo”.

Il discorso si complica ancora di più quando si entra nella zona rossa: “Il vero problema – ha spiegato infatti il primo cittadino – resta il centro storico, dove si trova la maggior parte degli edifici E”. Esiste un programma della ricostruzione, approvato in consiglio comunale, che scandisce i tempi dei lavori (che dovrebbero essere completati entro il 2018), ma il problema restano i fondi.

“Allo stato attuale, perché tutto il comune venga ricostruito definitivamente, servono ancora 7 miliardi di euro di cui 6,1 solo per la città dell’Aquila. Il comune dell’Aquila avrà bisogno di 1 miliardo all’anno”, ha dichiarato il sindaco.

Per quanto riguarda i piccoli centri limitrofi Cialente ha spiegato che: “Il programma riguarda chiaramente anche le piccole frazioni, per le quali sono stati usati i criteri della densità della popolazione e dell’intensità del danno. Tra il 2015 ed il 2016 tutte le frazioni si troveranno allo stesso livello di ricostruzione”. Per evitare lo spopolamento L’Aquila “va ricostruita in cinque anni, e questo è il compito che il paese dovrà assumersi”.

Tuttavia la fiducia dei cittadini nelle promesse degli amministratori è molto bassa. Il 23 marzo un paio dei comitati nati dopo il sisma (Comitato 3:32 e Assemblea cittadina) e altre associazioni hanno organizzato la Festa della non ricostruzione. Un’intera giornata in cui il centro storico è tornato a vivere. Con l’ironia che ha caratterizzato molte delle loro iniziative in questi anni, i comitati hanno organizzato un tour fra le macerie e hanno indetto il concorso per la “balla più grossa” fra quelle dette dai politici negli ultimi quattro anni.

 

fonte: www.internazionale.it, 04.04.2013

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasi un fine 118.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 118
(2020- Anno XVI)

quadratino rosso Tema: Economia civile

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 118 è sull'ECONOMIA CIVILE. Il cartaceo è stato spedito; il PDF lo si trova qui si sopra nella home page.

 listing Il n. 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  è in preparazione.

 listing Il n. 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 30 aprile 2020.

Per il n. 120 lanciamo un’iniziativa per coinvolgere tutti i nostri lettori: Tweet on duty - Un tweet sul dovere

Ti chiediamo di rispondere a una sola di queste domande (indicando nome, cognome, lavoro, città) in maniera sintetica, praticamente non più dei 140 caratteri che si usano in un tweet, da inviare a associazione@cercasiunfine.it o sms o whatsapp al cell. 337 1031728
Ecco le domande, scegline solo una e rispondi!
1. Cosa ti spinge a fare il tuo dovere?
2. Cosa provi nel fare il tuo dovere?
3. Cosa ti aspetti quando fai il tuo dovere?
4. Quali difficoltà incontri quando fai il tuo dovere? 
Testi da inviare entro il 30 aprile 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.