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La teologia ortodossa di fronte ai non cristiani, di Dimitrios Keramidas

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 17/09/2015 16:36
Un simposio internazionale discute sulla possibilità di un’aggiornata teologia delle religioni ed evidenzia il ruolo della Chiesa ortodossa

 

 

È fondata l’ipotesi secondo cui la crisi del cristianesimo in Europa, la prevalenza del concetto di pluralismo culturale e la riapparizione in alcuni ambienti di un certo fondamentalismo religioso mettono in dubbio la validità della missione cristiana, o questi fenomeni suggeriscono piuttosto la necessità di una ri-elaborazione teologica dei rapporti con le altre religioni? Il confronto con il mondo non cristiano deve altresì affermare l’esclusività della fede cristiana, oppure deve discernere la presenza salvifica di Dio al di fuori dei confini canonici della Chiesa?

Prendendo spunto da tali interrogativi, un Simposio internazionale, svoltosi dal 14 al 15 giugno a Salonicco (Grecia), ha discusso il tema: Approcci ortodossi per una teologia delle religioni. Il convegno è stato realizzato con l’appoggio del dipartimento di Teologia dell’Università “Aristotele” di Salonicco e della Facoltà teologica “Holy Cross” di Boston e fa parte di un seminario di ricerca sulle prospettive e le problematiche, appunto, del dialogo interreligioso.

I relatori del Simposio (docenti, ex alunni e dottorandi delle due istituzioni accademiche) si sono interessati ad evidenziare gli aspetti più salienti che riguardano un’elaborazione specificatamente “ortodossa” della teologia delle religioni, nonché il carattere interdisciplinare di una tale ermeneutica, che attinge infatti i propri lineamenti da: la tradizione biblica (temi quali: il valore universale dei diversi “Testamenti” presenti all’interno della tradizione veterotestamentaria; la remissione “giubilare” dei peccati in Israele, ecc); l’atteggiamento dei Padri della Chiesa nei confronti del mondo non cristiano (per es. il paradigma della sintesi tra cristianesimo e filosofia greca, l’idea di Logos spermatikos, il dialogo tra Bisanzio ed Islam); le riflessioni presso altri ambienti confessionali (il magistero cattolico contemporaneo ed i documenti del Consiglio Mondiale delle Chiese sulle religioni); l’interdipendenza tra politica e religione; la testimonianza odierna del Patriarcato ecumenico; infine, i tentativi più recenti, da parte di teologi privati, di intuire la possibilità di salvezza o meno al di fuori dei confini canonici della Chiesa.

In seno ad un tale quadro storico, biblico, patristico, dottrinale ed ecumenico, il cammino verso la formazione di una teologia delle religioni ortodossa richiede inevitabilmente la sensibilità pastorale della Chiesa e l’apporto valido della ricerca scientifica. Intanto, si pone la domanda: è possibile specificare alcuni tratti caratteristici della testimonianza ortodossa a proposito delle religioni? La risposta del Simposio si è indirizzata verso quattro direzioni:

(a) attualizzare l’insegnamento patristico, ovvero confermare della Cristologia come criterio della salvezza umana, senza pertanto esitare di discernere la presenza seminale del Logos, che illumina ogni uomo (Gv. 1,9);

(b) approfondire l’importanza della teologia trinitaria e della Pneumatologia in quanto chiavi ermeneutici che permettono l’inserimento delle religioni all’interno dell’unico piano salvifico di Dio e della comunione trinitaria;

(c) a differenza di una lettura talvolta ecclesiocentrica dei rapporti con i non cristiani, l’Ortodossia può evidenziare l’universalità dell’esperienza liturgico-eucaristica della Chiesa, in quanto essa è l’anticipazione “storica” del Regno escatologico di Dio e la santificazione di tutte le genti (Mt. 12,21), le quali entrano nella vita comunale delle divine Persone;

(d) considerare il passaggio dalle missioni di taglio mono-confessionale alla testimonianza comune cristiana (common christian witness), concretizzata nelle iniziative interreligiose inter-cristiane.

Il Simposio ha quindi studiato l’idea di un impiego interreligioso del patrimonio dottrinale ortodosso che, alla luce dell’esperienza viva della fede ecclesiale, consideri le nuove istanze di una tale opera e impari dall’esempio dei Padri i quali, a loro tempo, lavorarono con spirito di discernimento al fine di valorizzare i “giusti” che, pur appartenenti ad altre religioni, si preparano per riposarsi in Cristo (Clemente di Alessandria, Strōmata, A,5).

La prossima “tappa” del seminario si terrà nel 2014 a Boston, su invito della Facoltà teologica di “Holy Cross”, mentre gli Atti saranno pubblicati nel prossimo numero della rivista ufficiale della Chiesa di Grecia “Θεολογία”.

 

[teologo greco, esperto in teologia ecumenica e in missiologia]

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