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La sfida dell’etica interroga il futuro delle imprese, di Romana Liuzzo

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 15/11/2019 08:04
È stata definita la svolta etica di Wall Street. I 181 amministratori delegati di altrettante aziende con fatturati di oltre 7 triliardi di dollari che deci- dono di abbandonare il dogma della moltiplicazione dei profitti...

Per mettere nero su bianco - e soprattutto realizzare - una sorta di decalogo di valori. Una carta che valga per tutti: per gli azionisti, i manager, i dipendenti, i fornitori e i clienti delle imprese. E che imprese. Avveniva in agosto, solo pochi mesi fa.

Un’onda d’urto che non si ferma al di là dell’Atlantico. Ma che ha le sue ripercussioni, e non da ora, anche al di qua, nella vecchia Europa e in Italia. E tutto sta maturando rapidamente, ancor prima della stipula del manifesto americano denominato “Statement on the Purpose of Corporation”. 

Per il mondo delle imprese e dell’economia un movimento rivoluzionario, capace di mettere in discussione il caposaldo della scuola economica di Chicago, quello secondo il quale la responsabilità di un’azienda consiste nell’accrescimento dei propri profitti. Perché solo così si moltiplicano, a cascata, anche i benefici per la collettività. È stato un dogma dell’intero Occidente. Oggi possiamo dire che non è più così.

L’Italia non fa eccezione. Non è questa la sede per elencare tutte le aziende che hanno fatto la storia del made in Italy e che hanno trasformato quella che sembrava una moda manageriale nella propria finalità strategica. Che hanno elaborato un nuovo concetto del “fare impresa”: trasformare degli apparenti vincoli, dettati da regole non scritte, in occasione di marketing. E dunque di profitto

Insomma, non c’era bisogno dei Ceo statunitensi per comprendere che la lotta al cambiamento climatico che mobilita centinaia di migliaia di giovani in tutto il mondo, che la riduzione delle emissioni dannose, la tutela della salute del consumatore, la salvaguardia dell’ambiente, la garanzia piena per i diritti dei lavoratori sono ormai essi stessi finalità e obiettivi di chi fa impresa.

Ebbene, pensiamo che in Italia tutto questo processo pur in atto non sia sufficiente. Non lo è il “virtuosismomanageriale, pur convinto e diffuso, di una sorta di minoranza illuminata di grandi aziende. Riteniamo che occorra un passo avanti.

Magari, in una prima fase, compiuto proprio dagli amministratori delegati di quelle stesse società già al top. Servirebbe insomma anche da noi la stipula di una dichiarazione di intenti con cui gli amministratori si pongano l’obiettivo di affiancare al naturale perseguimento dell’utile e del profitto, anche la codificazione di regole finora non scritte: quelle che tengono conto degli interessi dei propri consumatori, di fornitori, dei dipendenti, dell’ambiente sul quale la produzione ha un suo impatto, diretto o indiretto. Parlare di impresa etica è forse una utopia, oltre che un atto di presunzione intellettuale. Ma nel nostro Paese, ancor più che negli Stati Uniti, è possibile rendere maggiormente solide le basi della cosiddetta impresa socialmente responsabile.

Questo non vuol dire che l’assunto sia divenuto già patrimonio universalmente riconosciuto, non tutti ne sono convinti, anche tra gli economisti, figurarsi tra gli imprenditori. E non a torto. Le criticità infatti non mancano. Non c’è il rischio che, perseguendo finalità diverse dal profitto, chi guida un’azienda ne metta alla fine a repentaglio la sopravvivenza in un mercato sempre più competitivo? E poi, le norme in difesa dei consumatori, dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori non sono già codificate? Perché affidare agli ad delle società la stesura di altre? Con quali criteri lo farebbero? E con quale scopo reale?

Il dibattito è tutt’altro che chiuso, insomma. Pone ancora mille interrogativi. Ecco perché la Fondazione Guido Carli ha promosso un confronto su “Etica e impresa. Due realtà conciliabili? Una sfida ancora aperta”. L’etica sarà il filo conduttore anche degli altri dibattiti della Fondazione che seguiranno nei prossimi mesi e che condurranno al tradizionale appuntamento del Premio Guido Carli celebrato come ogni anno a maggio.

 

https://www.ilsole24ore.com/art/la-sfida-dell-etica-interroga-futuro-imprese-ACxz3Qy

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