Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / La resa dei conti, di Emanuele Carrieri

La resa dei conti, di Emanuele Carrieri

creato da webmaster ultima modifica 16/09/2015 21:47
Di una classe dirigente, in qualche maniera, ci si dovrebbe poter fidare, presupponendo che si prodighi realmente per il bene comune.

 

“Il dotto e il ricco ed il patrizio vulgo”. Così tratteggiava nei Sepolcri e non senza una punta di disprezzo, Ugo Foscolo, agli albori dell’Ottocento, la classe dirigente della sua epoca. Ma nel nostro tempo, a distanza di duecento e passa anni, che cos’è la classe dirigente di un paese? O meglio, che cosa dovrebbe essere la classe dirigente di un paese? Già, perché forse è più opportuno adoperare i verbi al condizionale. Una definizione, più o meno presentabile, reciterebbe che è quella categoria della società che, per cultura e formazione intellettuale, per patrimonio di valori e idee, per consapevolezza dell’appartenenza a una comunità, è in grado di esercitare un ruolo di guida intellettuale e morale. È proprio per questo presupposto che, in condizioni normali, quando la vita di una società non presenta complessi rimescolamenti, alla classe dirigente viene attribuito anche il potere decisionale e politico.

Per farla breve, di una classe dirigente, in qualche maniera, ci si dovrebbe poter fidare, presupponendo che si prodighi realmente per il bene comune. È semplice comprendere che questi insufficienti e scarsi elementi hanno davvero poco o nulla a che fare con la vicenda della Regione Lazio, infognata in una clamorosa figuraccia di dimensioni epocali e planetarie che verrebbe solo appena attenuata da una collettiva defenestrazione politica, non solo regionale ma anche nazionale.

È ovvio che non si può essere molto esigenti o addirittura incontentabili, ma non si può non chiedere a un gruppo sociale dirigente, tanto per fare un esempio, un po’ di buona educazione, e invece fra banchetti luculliani e balletti – si fa per dire – in maschera, siamo arrivati davanti alla più memorabile delle abbuffate. Nessuno, neanche il più moralista degli elettori, può pretendere che gli appartenenti alla classe dirigente del paese abbiano frequentato le scuole dei gesuiti o che conoscano alla perfezione il Galateo di monsignor Giovanni Della Casa o che sappiano a menadito le rigidissime norme del cerimoniale di corte spagnolo, diffuse da Carlo VI d’Asburgo in Europa, ma “un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori” merita indubbiamente qualcosa di più e di meglio.

Un altro elemento, estremamente importante, che contraddistingue una classe dirigente degna di tale nome e del dovuto (non di più!) rispetto è la assunzione di responsabilità davanti agli errori. Scusate, ho sbagliato, chiedo scusa pure al canarino canterino e al pesciolino rosso, me ne vado, torno a casa (quale?), torno alle cose della famiglia (la prima o l’altra?), torno al lavoro (ma io un lavoro ce l’ho?), ogni mattina compro il giornale e porto il cagnolino a passeggio ai giardinetti pubblici. Mai. Tutti invocano il pronto soccorso di una “geniale” invenzione della nostra classe dirigente e cioè l’autosospensione. Ma che cosa significa con esattezza?

È una vera e propria presa in giro dell’intero universo mondo: vuol dire, molto semplicemente, che quando ti colgono sul fatto, con le classiche mani nel sacco, prima che qualcuno ti mandi via in cattivo modo (avvenimento, d’altra parte, molto raro), basta dichiarare l’autosospensione e si diventa istantaneamente inattaccabili. È una specie di protezione che assicura, nel tempo che occorre per accertamenti e indagini, continuità di stipendio e protezione dalle dimissioni autentiche.

Sono mesi e mesi che, con il governo Monti, considerevoli fette di ceto politico parla di sospensione della democrazia solo perché Monti non appartiene alla casta dei votati. La verità è esattamente l’opposto. Quelli sospesi, nei loro poteri di controllo e revoca prescritti dalla democrazia, sono i cittadini e a escluderli dai loro diritti è stata proprio questa classe dirigente o sedicente tale. Ma sopraggiunge sempre il momento della resa dei conti e forse manca veramente poco.

Fonte: "Nuovo Dialogo" n. 27 del 5 ottobre 2012

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: ,
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

La fatica di essere nel mondo. Lettera sul discernimento

Un po’ imitando don Milani e la sua lettera a una prof.ssa, con amici di Vicenza abbiamo scritto insieme una lettera sul discernimento e il nostro essere nel mondo. Per disponibilità copie info al 333 8465594, 0444 226530, 080 5014906 


 

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 127
(2022- Anno XVIII)

quadratino rosso Tema: La vita quotidiana

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). In preparazione.

 

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 settembre 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.