Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / La Politica è morta: 10 parole da cui "ripartire", di Francesco Delfino

La Politica è morta: 10 parole da cui "ripartire", di Francesco Delfino

creato da Denj — ultima modifica 14/09/2015 18:11
Riflettendo...sull’incontro-dibattito “La storia siamo noi”, tenutosi lo scorso 20 aprile a Minervino Murge, promosso dall’associazione Cittadinanzattiva, sul tema della formazione e partecipazione giovanile alla vita politica.

"Dio è morto" è il titolo di una canzone di Guccini, che trova giustificazione nel racconto delle prime due strofe: ci rappresenta un mondo vuoto e senza senso, in cui all’uomo manca qualcosa, in cui gli eventi di disperazione, dipendenza, di ricerca effimera di gioia, lasciano spazio al vuoto. Questa mancanza di senso della storia segnata da illusioni e false rappresentazioni in cui credere sono state al centro del pensiero filosofico di origine materialista e in particolare in Nietzsche. L’assenza di Dio nella storia porterebbe, secondo il testo di Guccini, a mancanza di costume, di legalità, e all’utilizzo della fede e dei valori come delle bandiere in cui nascondere corruzione e interessi illeciti. Pertanto occorre professare una nuova fede, quella vera, in un Dio Risorto, che non è solo morte, sofferenza, sacrificio, ma anche speranza, voglia di fare bene, insita in ogni uomo, che spesso si esprime nella novità e nel cambiamento.

I primi a dover testimoniare tale fede e tale anelito al bene comune, sono innanzitutto i credenti. Il cristiano secondo la sua fede non può esimersi dall’essere impegnato nella società, ad essere responsabile nella comunità civile, e a sporcarsi le mani nella politica.

Lo spunto di questa canzone ci dà l’occasione per riflettere sul ruolo che i cattolici in Italia hanno nella politica e nell’impegno sociale. Innanzitutto è facile rilevare come i cattolici impegnati nella politica sono sparsi in ogni parte e si riconoscono in quasi tutte le componenti politiche. Tutti i partiti da desta a sinistra sono caratterizzati dalla presenza dei cattolici, che sembrano essere una corrente interna, quasi necessaria, piccola o grande che sia, da dovere accontentare o far tacere a seconda del bisogno o dall’opinione comune, o dal sondaggio in voga.

Chi tra i fedeli laici sposa l’impegno politico è diviso tra ricerca identitaria di uno spazio cristianamente ispirato e l’adesione a programmi con al centro temi di interesse e azioni sociali care al mondo cattolico. Riconoscibilità e attivismo quando vengono estremizzati spesso danno vita a finzioni o a camuffamenti che si bollano di cristiano, ma che poi si rivelano vuoti e inconcludenti, come i “sepolcri imbiancati” richiamati da Gesù nel Vangelo. E allora si cerca o a tutti i costi di dimostrare una identità attraverso l’ attaccamento ai valori, alla difesa di temi morali, per poi scadere nella incoerenza delle pratiche e della testimonianza; oppure ci si appropria di temi cari alla Chiesa di intervento sociale (“anche il papa l’ha detto”, “anche Gesù fece questo”, ecc.) tralasciando le ragioni e le convinzioni di fondo che giustificano l’azione. Questo ha prodotto negli ultimi 20 anni due effetti: la presenza dei cattolici in quasi tutti i partiti come detto, e l’assenza di un partito che rappresenti tutti i cattolici, o gran parte di essi, come lo era stato in passato. Questi due effetti possono essere giudicati in modo positivo o negativo, considerati una ricchezza o una povertà,  a seconda delle analisi. Certo è che i politologi fanno difficoltà a capire dove votano i cattolici praticanti, proprio perché nelle comunità non vi è un chiaro orientamento o una indicazione forte. Possiamo definire che anche i cristiani in politica hanno ceduto al relativismo.

 

Ponendo lo sguardo alle macerie prodotte dalla 2^ repubblica in termini di rappresentanza politica, e a giudicare quanto è avvenuto nell’ultimo anno (scandali, antipolitica, arresti , ruberie, ecc.),  mi chiedo se non sia giunto il momento di provare a riaggregare tutte quelle donne e uomini di buona volontà che a partire dal loro credo provino e ritessere le trame della buona politica, in una nuova fase ricostituente della politica italiana dove ritornino al centro le idee e i valori che orientino le scelte dei partiti, per archiviare il personalismo dei leader, la logica antitetica destra-sinistra, l’incapacità di saper parlare al territorio e alla gente. Le rappresentanze cattoliche impegnate nel sociale potrebbero riunirsi per costituire una piattaforma innanzitutto programmatica che trovi sbocco in un movimento politico nuovo che abbia come capisaldi i principi della Dottrina Sociale della Chiesa.

Questo processo deve avvenire innanzitutto investendo nella formazione di nuove e giovani generazioni di classe dirigente politica, sulla scia di quanto già prodotto da “Cercasi un Fine”, con un richiamo alle comunità a sostenere elettoralmente e nella reciproca delega quanti decidono di accogliere la responsabilità politica diretta nei vari livelli amministrativi. Credo che questo compito spetti ai laici e non alle gerarchie ecclesiastiche, a vario titolo impegnati e organizzati nella società italiana, che devono liberarsi sia dal clericalismo che dal clientelismo partitico. Il mondo variegato di associazioni, sindacati,movimenti, comitati, consulte, ecc. di ispirazione cristiana possono costruire questo necessario percorso quale servizio alla nazione per rimettere in ordine il caos di identità politica  nel quale viviamo  e che produce l’attuale situazione di crisi e di stallo delle istituzioni.

 

Da dove partire? Per i credenti il riferimento è posto nella Parola di Dio. Allora ho accolto la sfida lanciata nel testo da don Rocco D’Ambrosio nell’individuare 10 parole evangeliche che possono essere poste a base di un programma politico, e che ho cercato di sintetizzare così:

 

1-   I POVERI “Avevo fame e mi avete dato da magiare”.

La prefigurazione del giudizio finale fatta da Gesù non è solo un programma di vita spirituale, con le cosiddette opere di misericordia, ma può diventare anche un impegno di vita sociale, quando al centro dell’agire politico viene fatta una scelta preferenziale per gli ultimi.

 

2-   GIUSTIZIA “Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia“.

Ad ognuno deve essere garantita una pari dignità nei diritti, nelle possibilità, nella distribuzione dei beni. La giustizia non è un giudizio, ma un cammino di educazione, infatti per Dio la giustizia si traduce in misericordia.

 

3-   VERITA’ “Io sono venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità”.

Così si rivela Gesù a Pilato che lo stava giudicando. Per noi rendere testimonianza della verità significa essere capaci di denuncia, essere consapevoli della realtà, conoscere i fatti e le storie di vita della gente, evitando finzioni, coperture, distorsioni, informazioni di parte e convenevoli. Significa trasparenza negli atti e libertà di comunicazione.

 

4- PACE “Pace a voi”

E’ il saluto del Risorto. La pace oltre che un sentimento interiore e uno stile di vita personale, deve essere anche la chiave per interpretare situazioni di conflitto interno, sociale e tra gli Stati. Avere come obiettivo la pace, significa, ripudiare la guerra in ogni sua forma, evitare dispendiose azioni di armamento, evitare la militarizzazione del paese, intraprendere politiche di accoglienza e cooperazione tra i popoli.

 

5-   CREATO “ Vide che era cosa buona (Genesi)“ .

Il primo appello che il Papa Francesco ha rivolto ai politici è stato mirato alla salvaguardia dell’ambiente. La custodia del creato emerge sempre più come una esigenza vitale dell’uomo, che si fonda non in un ecologismo praticante ma in un umanesimo che parte dal rispetto dell’uomo, del suo essere, della sua natura, della sua struttura, e della dimensione in cui esso vive. L’impegno politico si traduce  in scelte di sostenibilità che garantiscano benessere e salute alle presenti e alle future generazioni.

 

6-   DIRITTI UMANI “Siate come i bambini”.

Gesù aveva a cuore i bambini e in essi vedeva coloro che erano meno difesi e non potevano far emergere la loro voce. Ponendoli al centro Gesù indica che anche a loro è annunciato il Regno di Dio. Pertanto l’invito è quello di riconoscere a tutti la dignità di uomo, piccoli o grandi che siano, dall’inizio della vita fino alla sua naturale fine.

 

7-   SOLIDARIETA’ “Non sono venuto per essere servito ma per servire”.

E’ questo lo stile evangelico che è richiesto anche nella politica. Politica come servizio e non come opportunità o interesse. Questo significa anche valorizzare la rappresentanza, le organizzazioni, le forme associate di servizio alla “polis” nell’ottica della sussidiarietà, riconoscendo e promuovendo la partecipazione attiva dei cittadini alla vita civile.

 

8-   LAVORO “Non sei il figlio del carpentiere?”

Gesù è stato per gran parte della sua esistenza terrena  un lavoratore della bottega paterna. Il lavoro è al centro della vita dell’esistenza delle persone, è il mezzo che dà il pane, che offre dignità, in cui si esprimono le professionalità e le capacità intellettuali. Il lavoro è vocazione. Pertanto va tutelato e garantito in ogni sua forma e nel rispetto dei tempi di vita dell’uomo.

 

9-   FAMIGLIA “Cresceva e si fortificava in età, sapienza e grazia”.

Gesù è nato in una famiglia, a ha sempre indicato la famiglia come luogo in cui si realizza e si fonda la società. Il cristiano impegnato è pertanto chiamato a custodire tale forma di organizzazione sociale, fondato sull’unione in matrimonio tra uomo e donna, e a promuovere la generazione dei figli.

 

10- AMORE “Amate i vostri nemici”.

Tale dichiarazione stride violentemente con lo scenario che ogni giorno vediamo in politica. La frase evangelica indica la ricerca della concordia anche con chi ci sembra più lontano da noi. Il dialogo come stile di confronto tra le parti può costruire azioni condivise tese alla ricerca del bene comune.

 

[Francesco Delfino, 31 anni, laureato in Scienze politiche]

Azioni sul documento
  • Stampa
Prossimi eventi
III Forum di Etica Civile, Verso un patto tra generazioni: un presente giusto per tutti 16/11/2019 - 17/11/2019 — Firenze
La comunità che viene dal futuro: ricordando Franco Ferrara 30/11/2019 09:00 - 17:30 — Sala De Deo, Palazzo Comunale, via G. Rossini, Gioia del Colle (Ba)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine_115_Pagina_01.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 115
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: Ambiente

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) in preparazione.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa ci fa diventare razzisti? C'è il razzismo nella Chiesa?),  testi da inviare entro il 15 ottobre 2019.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? I Pro e i Contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 15 novembre 2019.

 listing Il 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  (Quanto abbiamo paura delle altre religioni? Le religioni dialogano tra di loro? Qual'è la finalità del dialogo? Cos'è il fondamentalismo religioso?)  testi da inviare entro il 31 gennaio 2020.

 listing Il 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 15 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.