Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / La mia fede alla prova, di L. Yesumarian

La mia fede alla prova, di L. Yesumarian

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 14/09/2015 18:30
La testimonianza di un gesuita indiano nella lotta per la giustizia e la pace del suo popolo...
La mia fede alla prova, di L. Yesumarian

padre L. Yesumarian, sj

 

 

Per andare alla scuola superiore, ogni giorno dovevo farmi a piedi 10 chilometri ad andare e altrettanti a tornare. Quando avevo 17 anni e frequentavo l'ultimo anno, la regione fu colpita da una grave siccità e tutti, compresi la mia famiglia ed io, fummo costretti a far fronte alla fame e lottare anche solo per l'acqua da bere. Avevamo a stento un pasto al giorno, e vedere del riso era come vedere Dio; quando l'intera famiglia riusciva a mangiare un pasto completo era come sperimentare la Sua grazia.

.

Fu istituito per la prima volta il "mercato del fine settimana", che si radunava a tre chilometri dal mio villaggio. Avevamo una mucca che per noi era fonte di reddito. Mia madre preparò quindi un contenitore con il siero di latte prodotto e lo portò a vendere al mercato del fine settimana. Nel giro di mezz'ora, era tutto venduto e i clienti ne apprezzarono il sapore. Con il poco denaro che riuscì a guadagnare, mia madre comprò del riso e delle verdure, e fu così che, dopo tanto tempo, riuscimmo a mangiare un pasto completo e a dormire bene la notte.

 

La settimana successiva, mia madre ne preparò di ancora migliore e di nuovo lo portò al mercato. Noi aspettavamo il suo rientro la sera con la speranza di mangiare un altro pasto completo: dopo una lunga attesa, con nostro disappunto, mia madre tornò riportandolo tutto indietro poiché non era riuscita a venderne neppure un bicchiere. Quando le chiedemmo il perché, in lacrime ci rispose che la settimana precedente era stato il primo giorno di mercato e nessuno si era preoccupato di sapere chi fosse; invece quel giorno l'avevano identificata e classificata come "donna intoccabile", e quindi nessuno aveva voluto bere il suo latticello. Lo bevemmo noi e andammo a dormire. Rimasi sveglio tutta la notte, inquieto e carico di emozioni, in lacrime.

 

L'intoccabilità, forma ed espressione crudele del casteismo, mi aveva privato del cibo, aggravato il mio stato di indigenza,  umiliato mia madre, e ci aveva fatto capire che la società indiana ci tratta e ci considera meno che esseri umani. Tutta l'esperienza e le riflessioni che essa comportò non mi spinsero alla vendetta, anzi, alimentarono in me la vocazione religiosa, il desiderio di farmi sacerdote della Compagnia di Gesù: un religioso all'opera tra le vittime della disumanizzazione. E nel corso di tutta la mia formazione sono rimasto in contatto con situazioni simili e con le persone per tenere vivo il mio spirito.

 

Diventato sacerdote della Compagnia, avevo cominciato a vivere e lavorare con i poveri, gli emarginati, i dalit - rafforzandone la consapevolezza, promuovendo e proteggendo i diritti umani, istituendo reti e solidarietà con le masse oppresse. Il mio compito e impegno principale è stato quello di formare movimenti come il Movimento dalit, il Movimento dei dalit cristiani e il Movimento dei lavoratori. Vedo il movimento, nel contesto indiano, come un simbolo di speranza e del Regno di Dio. Ho capito e fatto esperienza personale di come un Movimento sociale dei poveri sia paragonabile a un canale attraverso cui fluisce la grazia di Dio per la salvezza e la liberazione.

 

In una delle lotte per i diritti terrieri dei dalit, sono stato arrestato, spogliato, torturato e incarcerato. (Più volte sono finito in prigione a causa della mia solidarietà con i dalit e gli emarginati). In quel periodo, uno dei funzionari di polizia mi disse "sembri intelligente e preparato, perché sprechi i tuoi talenti e la tua vita con queste persone - gli intoccabili ecc, quando potresti iscriverti all'università: saresti utile a tutti noi, e te ne saremmo grati". Il messaggio che mi veniva lanciato era quello che l'intelligenza e le doti personali andrebbero usate solo a beneficio delle persone influenti e privilegiate; i dalit emarginati e i poveri non dovrebbero possedere né dovrebbe essere loro consentito di conquistare ciò che per loro è meglio. L'arresto e la carcerazione sono stati per me un momento di grazia: mi hanno spinto a impegnarmi a fondo per la causa dei poveri, degli emarginati e dei dalit. Servirsi di ciò che c'è di meglio per queste persone è una sfida al contesto culturale indiano improntato sulle caste. Mi sono reso conto e ho fatto esperienza diretta di come mettere in piedi un movimento fatto di persone sia una risposta a sfide come questa.

 

Prendendo parte alle lotte dei movimenti creati dalla gente, anch'io mi libero (santifico). Grazie a questo impegno, la lettura delle Sacre Scritture, gli Esercizi Spirituali e la celebrazione della Santa Eucaristia mi danno nuovo significato, energia e comprensione dell'universo.

Più mi coinvolgo nel movimento delle persone, più vengo spinto verso la preghiera della generosità: "senza far calcoli, ... senza preoccupazione di ferite, ... senza cercare riposo, ... senza aspettare ricompensa".  Sento e prego di potermi dare interamente ai poveri, perché è attraverso loro che sono libero e salvo. "Beati i poveri ... perché di essi è il regno dei cieli".

fonte: SJES Headlines, 19 settembre 2012

HEADLINES viene inviato a 8.000 indirizzi di 130 Paesi in italiano, francese, inglese e spagnolo. Informateci se state per cambiare indirizzo email, contattandoci all'indirizzo: sjes-hl@sjcuria.org. Grazie! Visitate il nostro sito:www.sjweb.info/sjs.

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
selton
selton :
01/10/2012 15:14
Molto bella la testimonianza, ci si ridimensiona con il senso autentico della vita.Credo che forme (crudeli) di casteismo siano presenti nelle nostre piccole realtà,con le quali ci troviamo a dover fare i conti:nelle nostre istituzioni, civili e/o religiose che siano, dove vigono modalità più sofisticate,di basso profilo, con copioni subculturali, intrisi di narcisismo del tipo:" se fai il mio volere sei con me altrimenti fuori,out,sei inutile e da tenere alla larga;e se per caso (?) hai un minimo di dignità (che è l'unica eredità che mio padre mi ha lasciato per cui in questi anni ho lottato e ancora lotto) tale da accogliere la fragilità dell'altro continuando ad esercitare la libertà nel servizio che continuo ad offrire,allora nell'intimo del "casto" si fa strada la tentazione alla riduzione: poichè non ti lasci manipolare, non sei obbediente, sei dunque una dissidente, sei il diavolo...scrivo pure con la sinistra.Non mi resta che pregare e vivere la vita buona:sono una donna, donna di fede...senza far calcoli, ... senza preoccupazione di ferite, ... senza cercare riposo, ... senza aspettare ricompensa".A testa dritta nè in basso, nè in alto, possibilmente.Con gratitudine per il vs. esserci.
Prossimi eventi
La comunità che viene dal futuro: ricordando Franco Ferrara 30/11/2019 09:00 - 17:30 — Sala De Deo, Palazzo Comunale, via G. Rossini, Gioia del Colle (Ba)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine_115_Pagina_01.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 115
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: Ambiente

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) in preparazione.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa ci fa diventare razzisti? C'è il razzismo nella Chiesa?),  testi da inviare entro il 15 ottobre 2019.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? I Pro e i Contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 15 novembre 2019.

 listing Il 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  (Quanto abbiamo paura delle altre religioni? Le religioni dialogano tra di loro? Qual'è la finalità del dialogo? Cos'è il fondamentalismo religioso?)  testi da inviare entro il 31 gennaio 2020.

 listing Il 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 15 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.