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La lotta alla pandemia è competenza dello Stato, di Sabino Cassese

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 27/02/2021 09:26
Si deve cambiare la rotta: il servizio sanitario da nazionale è divenuto confederale, scoordinato, non comunicante…

Per affrontare la pandemia, governo centrale e Regioni devono cambiare rotta. Hanno finora agito come se operassero nella materia della sanità, che è ripartita tra Stato e Regioni. Invece si tratta della materia «profilassi internazionale», che spetta solo allo Stato. Questo ha stabilito la Corte costituzionale con due pronunce a breve distanza l’una dall’altra, ambedue relative a una legge della Regione a statuto speciale Valle d’Aosta, impugnata dal governo. La prima pronuncia, del 14 gennaio scorso, ha sospeso in via cautelare l’efficacia della legge. Essa ha disposto che «la pandemia in corso ha richiesto e richiede interventi rientranti nella materia della profilassi internazionale di competenza esclusiva dello Stato ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera q), Costituzione».

Con la seconda decisione, del 24 febbraio scorso, la cui motivazione non è stata ancora pubblicata, il ricorso governativo è stato accolto, limitatamente alle disposizioni con le quali la legge impugnata ha introdotto misure di contrasto all’epidemia differenti da quelle previste dalla normativa statale. Per la Corte, la Regione, anche nell’ambito della propria autonomia speciale, non può invadere con una sua disciplina una materia come quella avente ad oggetto il contenimento della pandemia da Covid 19, diffusa a livello globale e perciò affidata interamente alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, a titolo di profilassi internazionale.

La genesi e gli effetti di queste due decisioni della Corte costituzionale sono singolari. Il governo Conte aveva impugnato la legge regionale della Valle d’Aosta per far valere la propria competenza. Ma, più che la Regione, è stato «bocciato» il governo stesso. Esso aveva imboccato dall’inizio la strada sbagliata, dimenticando — nonostante fosse stato anche messo sull’avviso — che la Costituzione riserva alla competenza esclusiva dello Stato la profilassi internazionale. Si può dire che il governo, impugnando la legge regionale, si è dato la zappa sui piedi.

L’errore iniziale dello Stato nell’imboccare la strada sbagliata ha prodotto una cacofonia di voci, un tira e molla tra centro e periferia, più tardi anche un gioco a scaricabarile, producendo una confusione che ha stupito l’opinione pubblica. Il servizio sanitario, da nazionale è divenuto confederale, scoordinato, non comunicante. Basta notare con quale diversità di passo si sta procedendo nella vaccinazione, da Regione a Regione.

Al primo errore si è sommato un altro errore. Alla sconcertante dimenticanza di una propria competenza esclusiva, da parte dello Stato, si poteva porre rimedio rafforzando le funzioni della conferenza Stato-Regioni, valorizzandone il compito, portandola al centro del contrasto alla pandemia, facendone un piccolo Senato delle Regioni «in nuce». Ma anche in questo si è proceduto alla giornata, con alti e bassi, momenti di collaborazione e giornate di tensione o di conflitti.

Il nuovo governo, per rimediare agli errori compiuti e seguire l’interpretazione della Costituzione data dalla Corte costituzionale, ha un unico modo: quello di assicurare la maggior collaborazione possibile governo centrale-Regioni, nella conferenza Stato-Regioni, condividendo dati e valutazioni, preparando insieme le decisioni e monitorando congiuntamente la loro esecuzione. Infatti, la Costituzione consacra il principio di leale collaborazione e ad esso collega la disposizione per cui il governo può sostituirsi a organi delle Regioni, nel caso di pericolo grave per l’incolumità e quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.

 

https://www.corriere.it/editoriali/21_febbraio_26/lotta-pandemiae-competenza-stato-d06fe8c2-7877-11eb-a31c-83439f3265f9.shtml

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