Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / La giustizia sociale è un requisito fondamentale per la produttività, dice Fabrizio Barca, di Alessandro Cappelli

La giustizia sociale è un requisito fondamentale per la produttività, dice Fabrizio Barca, di Alessandro Cappelli

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 03/12/2020 09:07
L’ex ministro per la Coesione territoriale vede questo momento storico come una grande occasione per l’Italia che, anche grazie alle risorse in arrivo da Bruxelles, può definire obiettivi strategici non più rimandabili: non solo ridurre gli squilibri all’interno del Paese, ma anche lavorare allo sviluppo delle piccole e medie imprese, perno dell’economia italiana, e valorizzare le aree interne…

«Parlare ancora di uguaglianza di opportunità come conseguenza della crescita economica sarebbe un grave errore. Al contrario, la giustizia sociale deve essere il driver dello sviluppo: senza l’una non c’è l’altro». Lo dice l’ex ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, coordinatore del Forum disuguaglianze e diversità, che ha appena pubblicato il saggio “Quel mondo diverso. Da immaginare, per cui battersi, che si può realizzare” (Laterza), scritto a quattro mani con Enrico Giovannini.

Barca definisce questa fase «un’opportunità» per l’Italia. Non solo per l’arrivo dei fondi europei con il Next Generation Eu, ma anche per la possibilità di «avere per la prima volta una visione e un approccio strategico per quanto riguarda le politiche da mettere in campo, mettendo a sistema tantissime risorse. Ancor di più perché i fondi europei arriveranno in base ai progressi fatti, quindi qualsiasi piano senza costrutto verrebbe interrotto».

Il punto di partenza del Recovery Plan italiano deve essere un principio fondamentale, quello espresso nell’articolo 3 della Costituzione, che recita così: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».

Per Barca basterebbe rispettare questi principi costituzionali per cambiare il paradigma della nostra economia, «che non può e non deve più essere soltanto quello dell’aumento del reddito, ma deve migliorare l’accesso alla salute, a un’istruzione adeguata, assicurare il lavoro ai cittadini».

La prima delle priorità strategiche inquadrate dall’ex ministro è proprio quella della giustizia sociale. «L’Italia – spiega – non può più fare a meno di fare della riduzione delle disuguaglianze il suo obiettivo primario, il cui conseguimento è un requisito per l’aumento della produttività. Parliamo di un Paese che ha distrutto l’uguaglianza delle opportunità nella vita e nel lavoro: donne, giovani che escono dalla scuola, piccole e medie imprese, questi soggetti di cui troppo facilmente si dice che “non producono quindi non contribuiscono allo sviluppo del Paese” vanno rimessi al centro del discorso di sviluppo».

Una seconda priorità riprende ancora l’articolo 3 della Costituzione. “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

La parte su cui concentrarsi in questo passaggio è «rimuovere gli ostacoli». Barca lo spiega così: «L’Italia è stata particolarmente colpita dal progresso tecnologico che ha concentrato la conoscenza nelle mani di pochi soggetti, perché siamo il Paese delle piccole e medie imprese, le famose multinazionali tascabili che per questo motivo sono state tagliate fuori dal progresso. A loro va trasferita competenza tecnologica, innovazione, conoscenza attraverso la valorizzazione dei legami tra imprese, università e ricerca».

Anche in questo caso, la proposta di Barca non comporta grandi progetti da parte dello Stato, «la politica non è chiamata a inventarsi regole nuove, ma deve semplicemente implementare, rafforzare ed estendere questi legami tra le parti, che già ci sono».

L’aiuto dall’alto ai principali attori del tessuto economico e imprenditoriale italiano, le pmi appunto, è diventato prioritario in questa fase di crisi soprattutto perché nel corso degli anni troppo spesso i governi hanno avuto un atteggiamento quasi di indifferenza nei loro confronti.

«Già nelle stime precedenti al 2020 – spiega l’ex ministro – tra un quarto e un terzo delle Pmi risultava avere bassa produttività, e sopravviveva grazie a bassi salari o a lavoro parzialmente irregolare. L’indifferenza di cui si parla ha due genitori, molto diversi, ma entrambi responsabili. Da un lato una fiducia cieca in quel modello di business che faceva pensare “tanto ce la fanno comunque”. Dall’altro una disattenzione perché si pensa che il mondo va verso le grandi aziende». In questo modo però si è arrivati a una mancanza di coordinamento, di stimoli e di supporto a una molteplicità di piccole e medie imprese che dell’Italia sono una componente fondamentale.

C’è una terza priorità indicata da Barca, e riguarda un argomento rimesso al centro del dibattito pubblico proprio in questi mesi: occorre ridare forza alle aree interne del Paese e rilanciarle.

È un discorso piuttosto lineare, dice Barca: «Siamo un Paese di costruttori, di ingegneri, l’edilizia vale molto nel Pil italiano, e oggi c’è un grande bisogno di un piano di edilizia pubblica ben indirizzato. Le aree interne ospitano tra i 4 e i 5 milioni di persone. Territori in cui vanno valorizzati i servizi fondamentali per la vita, quindi scuola, ospedali e tutto il resto; eliminati gli ostacoli alla qualità di vita e agli imprenditori giovani che già ci stano scommettendo; e vanno messi in in sicurezza perché tra le altre cose questi territori coincidono anche con le aree sismiche».

Per l’ex ministro queste tre priorità – giustizia sociale, rimuovere gli ostacoli alla qualità della vita delle persone e valorizzare tutto il territorio italiano – non sono le uniche, «ce ne sono altre, come l’abbattimento della povertà educativa, ad esempio. Ma c’è bisogno soprattutto di creare piani strategici che parlino alle persone, ai loro piani di vita, che creino delle risposte alle esigenze reali».

Per creare questo dialogo tra istituzioni e tutte le parti sociali e imprenditoriali, dice Barca, «è indispensabile creare tavoli di discussione su cui lavorare a lungo giorno e notte, chiarendo obiettivi, questioni tecniche, anche per raccogliere i saperi. Perché se devo fare una strategia di mitigazione del rischio sismico in un’area dovrò necessariamente dialogare con chi vive e lavora lì».

Per il momento però c’è da essere fiduciosi circa le possibilità che l’Italia riesca a definire i suoi obiettivi strategici con chiarezza e puntualità. «Dopo una falsa partenza a luglio – dice Barca – c’è stato un cambio di rotta del governo che adesso dimostra di voler costruire, riconoscendo soprattutto la necessità di aver bisogno di tempo per definire i suoi obiettivi. In questo momento di progetti pensati e presentati in tutta fretta non ce n’è alcun bisogno».

https://www.linkiesta.it/2020/11/fabrizio-barca-forum-disuguaglianza-diversita-giustizia-sociale-opportunita-recovery-plan-fund-next-generation/

Azioni sul documento
  • Stampa
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

La fatica di essere nel mondo. Lettera sul discernimento

Un po’ imitando don Milani e la sua lettera a una prof.ssa, con amici di Vicenza abbiamo scritto insieme una lettera sul discernimento e il nostro essere nel mondo. Per disponibilità copie info al 333 8465594, 0444 226530, 080 5014906 


 

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 127
(2022- Anno XVIII)

quadratino rosso Tema: La vita quotidiana

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). In preparazione.

 

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 settembre 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.