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La Fratelli tutti? Può essere il testo fondante di una nuova rinascita, di Francesco Anfossi

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 15/02/2021 08:58
Per il manager Domenico Fucigna l'enciclica di Francesco è il caposaldo di una rivoluzione spirituale e umanitaria simile alla Regola di San Benedetto…

«La tendenza alla spiritualità è molto cresciuta negli ultimi anni e in tutti i Paesi occidentali: le persone sono sempre più interessate a ciò che va al di là delle percezioni». Domenico Fucigna, architetto, studioso di marketing (insegna all’Università di Padova), è fondatore e presidente di Tea Trends, società di ricerche predittive che ha tra i suoi partner importanti aziende di tutto il mondo ha letto con molto interesse l’enciclica “Fratelli tutti”. 

La considera un testo base per la formazione delle élite del nuovo millennio. Ha idee molto suggestive in merito. «Il fenomeno della spiritualità è, come il buon senso suggerisce, anche il portato di una lunga crisi economica e di profondi cambiamenti, che hanno accresciuto il senso di smarrimento e di incertezza negli individui. 

Questa tendenza si intreccia, quasi si sovrappone, alla tendenza ambientale. Dobbiamo stare attenti: “God is Green” è la deriva che porta a identificare la creazione con il divino e, in un crescendo panteistico, a rovesciare il rapporto tra Creazione e Creatore, laddove la Natura non è più l’emanazione di Dio, ma Dio stesso».

Deus sive Natura, Dio ossia la Natura …

«Esattamente. La riflessione propria di Baruch Spinoza sembra la più vicina al senso emergente del divino e al nuovo corso militante della spiritualità in cui possono cadere anche alcuni cattolici, sulla quale portiamo l’attenzione in questo caso. Su questo percorso, che avvicina la spiritualità alla vita reale e mira a calare i valori del Vangelo nelle azioni quotidiane di ognuno, si stanno organizzando forme politiche ed economiche concretamente post capitalistiche».

Insomma nell’ondata verde ci sono segnali rossi di pericolo, di na deriva new age …

«Proprio per questo la nuova enciclica , “Fratelli tutti” è una guida all’economia del futuro e invita a cogliere l’opportunità di questa grande crisi per un ridisegno radicale delle strutture dell’attuale sistema economico e sociale. E’ forse il primo passo concreto verso l’economia collaborativa e circolare, l’economia del dono, della pazienza, di cui si parla da anni, ma che non ha trovato ancora applicazioni sostanziali. Ora è chiaro che le disuguaglianze e i disastri economici nascono dalla eccessiva produzione e concentrazione di ricchezza. Nell’enciclica si arriva a riprendere i tre grandi princìpi proclamati dalla Rivoluzione Francese, “Libertà, Uguaglianza e Fraternità”, valorizzando l’ultimo, la fraternità, in relazione con gli altri due. In questo lungo momento storico segnato dalla caduta del sistema capitalistico, Papa Francesco assume un ruolo analogo a quello che fu del suo grande predecessore Leone Magno.

Il papa che fermò Attila. Chi sarebbe l’Attila odierno?

«Leone Magno fu il pontefice che visse in un momento segnato dalla rapida disintegrazione dell’Impero e dal caos delle invasioni barbariche. In un mondo caotico e al contempo asfissiato da pletore di leggi contraddittorie, la sfida, ora come allora, è ristabilire una regola, premessa necessaria del nuovo paradigma, e formare una nuova élite. In particolare, l’esistenza di un "problema dell’élite" si presenta oggi in forma eclatante, come storicamente si è sempre verificato nei momenti di rapidi e profondi cambiamenti: dalla caduta dell’Impero romano alla rivoluzione francese (non a caso presa a riferimento in “Fratelli tutti”), alla rivoluzione russa».

Se ne è parlato nel recente convegno di Assisi “The economy of Francesco”

«Il nuovo mondo ha bisogno di produrre le figure in grado di guidarlo: un problema che nella Chiesa dei primi secoli anche San Benedetto avvertiva e che trova nella Regola dell’Ordine un caposaldo tuttora attuale e autorevole. Nell’epoca della digitalizzazione del sistema, la locuzione latina che è alla base della regola benedettina, “Ora et Labora”, potrebbe forse tradursi in “Ora et Elabora”, trasferendo al digitale il compito della conservazione e circolazione della migliore cultura del nostro tempo».

https://www.famigliacristiana.it/articolo/la-fratelli-tutti-puo-essere-il-testo-fondante-dio-una-nuova-elite.aspx

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Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo:

Vico II Spineto,2 (c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)

76013 Minervino Murge (BT)

per info:

mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it

cell: 349 6534286

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Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


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La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

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Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

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