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La formazione del consenso nelle decisioni collettive

creato da Denj — ultima modifica 21/07/2016 18:06
Uno studio sul comportamento di gruppi di pesci gregari ha dimostrato che la formazione del consenso è un processo attivo in tutte le specie sociali. In particolare, la ricerca ha sottolineato che le informazioni in possesso di ciascun membro del gruppo hanno un peso, ma vengono comunque integrate con quelle degli altri membri, in modo da salvaguardare la coesione
La formazione del consenso nelle decisioni collettive

Schema dell'apparato sperimentale utilizzato dai ricercatori. (fonte: www.lescienze.it)

 

Le informazioni basate sull'esperienza individuale e quelle basate sul clima sociale, cioè sul comportamento degli altri, concorrono in modo uguale alle decisioni collettive. E' quanto emerge da uno studio sui processi decisionali di gruppo condotto su una specie sociale di pesci da quattro ricercatori della Princeton University che firmano un articolo pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”.
Gran parte degli studi teorici sui processi di decisione consensuale si è concentrata sugli aspetti informativi delle possibili scelte, ipotizzando che gli individui abbiano come unico punto di riferimento l'utile che potrebbe derivarne. Tuttavia, una volta che si passa dalla teoria alla pratica, le decisioni, sia degli esseri umani sia dei gruppi di animali sociali, non sembrano affatto corrispondere a questo presupposto.
Noam Miller e colleghi hanno progettato un esperimento che permettesse di distinguere in modo chiaro il contributo alle decisioni collettive della "condivisione" delle informazioni e della coesione di gruppo, usando come modello Notemigonus crysoleucas, un pesce ciprinide dal comportamento spiccatamente gregario.
Per prima cosa, i ricercatori hanno addestrato due gruppi di pesci ad associare una ricompensa a un percorso in una vasca a più rami, percorso che era caratterizzato da uno specifico indizio. Per uno dei due gruppi si trattava di un colore del fondo, per esempio il blu, mentre per l'altro gruppo l'indizio era una parete a strisce verticali.
Schema dell'apparato sperimentale utilizzato dai ricercatori. (Cortesia N. Miller et al. / PNAS)Successivamente hanno creato gruppi misti con esemplari provenienti in uguale numero dai due gruppi originari. Questi nuovi gruppi potevano seguire tre percorsi: uno caratterizzato dal colore del fondo, uno dal disegno delle pareti e una terza opzione, quella del "braccio del consenso" in cui erano presenti entrambi gli stimoli.
Come spiegano gli autori dello studio, se di fronte a questa scelta i singoli esemplari decidessero di seguire solo le proprie preferenze, cioè le informazioni acquisite nell'addestramento, il gruppo si dividerebbe equamente in due, sottolineando l'assenza di una comunicazione sociale. Al contrario, in presenza di una forte coesione sociale, ma senza la condivisione delle informazioni, il gruppo dovrebbe mantenersi compatto, dirigendosi a caso ora verso uno dei bracci ora verso l'altro.
Nei fatti, invece, non si è realizzata nessuna di queste prime due eventualità, ma una terza: il plotone dei pesci si è diretto quasi sistematicamente verso il "braccio del consenso", l'unico gradito a tutti i membri. Questo comportamento, spiegano i ricercatori, si può verificare solo se i pesci sono in grado di condividere e integrare le informazioni in possesso dei due gruppi di provenienza.
L'abramide è un pesce ciprinide d'acqua dolce che vive e si sposta in grandi banchi. (Cortesia Sean Fogarty, Princeton University)
Il braccio del consenso non è stato scelto solo in un caso, quello in cui veniva violata una condizione: una distribuzione uniforme dell'informazione. In altre parole: affinché ci sia una decisione realmente condivisa, i due gruppi originari devono essere spazialmente ben mescolati.
Se infatti nella posizione di testa, quella più vicina alla diramazione fra i tre bracci, c'è una maggioranza di pesci con le stesse preferenze (ossia dello stesso gruppo di origine), questa "avanguardia" non avrà modo di "consultarsi" efficacemente con gli esemplari delle retrovie e seguirà solo l'indicazione che aveva imparato in precedenza, mentre tutti gli altri esemplari, per coesione di gruppo, li seguiranno.
A quanto pare, dunque, anche per i pesci una decisione davvero "democratica" richiede una buona diffusione delle informazioni.

 

fonte: www.lescienze.it, 27.02.2013

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