Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / La diversità conviene, Mauro Leonardi

La diversità conviene, Mauro Leonardi

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 03/10/2020 10:22
Oggi papa Francesco firmerà sulla tomba di san Francesco la sua nuova enciclica “Fratelli tutti” sulla fraternità e l’amicizia sociale…

Il mondo attende una direzione. L’intero pianeta soffre una pandemia che mette tutti i Paesi in difficoltà e per questo cerca nel pontefice chi lo aiuti a passare dalla fraternità del dolore a quella dell’amore. Abbiamo bisogno di chi ci aiuti a trovare un senso, in mezzo a tante leadership culturali e politiche che proprio in queste occasioni si dimostrano quanto mai inadeguate a rispondere alla nostra domanda più vera, quella di saper affrontare la tempesta essendo fino in fondo noi stessi. 

Se ne esce soltanto assieme: ecco perché l’idea della fraternità è quella necessaria.

Esistono però fratelli che si trattano con cortesia, ma sono distanti, freddi, non hanno a cuore la loro relazione. Per vivere la fratellanza e l’amicizia sociale dobbiamo dialogare ma, se dobbiamo dialogare, il dialogo deve essere vero. I buoni sentimenti non bastano. C’è bisogno che intervenga anche la ragione.

Non basta il negativo: “non litighiamo”, “non usiamo violenza”. Cosa significa davvero convivere pacificamente? Cos’è questa con–vivenza, questo “vivere insieme”? 

Il rischio dell’indifferentismo, cioè del “tutti differenti tutti uguali”, è gravissimo perché l’espressione “tutti differenti tutti uguali” dice che la diversità è insignificante, indifferente, ovvero che la differenza non vale più, non ha nessun significato. Ma, se così fosse, questo sarebbe un’enorme problema, perché ciascuno di noi ha bisogno di definire la propria diversità, dal momento che la nostra identità viene definita in quanto differente da quella degli altri: la relazione è possibile solo fra diversi.

Avere a cuore il dialogo fraterno, quindi, non è dire che non esiste tra noi alcuna differenza – affermazione che, tra l’altro, sarebbe una gravissima menzogna –, ma rendere questa diversità “con–vivente” con quella degli altri. Significa porre in essere delle relazioni in cui da una parte si mantiene la diversità e dall’altra, nello stesso tempo, si alimenta, attraverso questa diversità, una relazione di piena convivenza interculturale e intereligiosa.

È trovare ciò che accomuna nel “fra”, nell’ “inter”. Può sembrare una novità e invece è ciò che è già accaduto storicamente moltissime volte. È avvenuto tra cristiani e musulmani nei numerosi secoli e nelle tante nazioni in cui cristiani e musulmani convivevano pacificamente insieme, è accaduto tra cristiani di diverse confessioni dopo gli anni in cui i loro rapporti erano stati di “guerra religiosa”: inter– religiosità è lo sforzo per trovare degli spazi comuni in cui coltivare gli stessi valori – quello della pace o della responsabilità per la “casa comune” – anche se a partire da sensibilità diverse, da modi di vedere diversi.

Siamo fratelli: l’uno per l’altro e tutti insieme verso un nuovo inizio. Fratelli, in volontaria rivolta dell’uomo di fronte al male che insidia il mondo e che deriva dalle nostre fragilità. Parafrasando Ungaretti possiamo ricordare come il riconoscersi fratelli sia da sempre un modo per l’uomo di reagire al dolore, al pericolo, all’incertezza. 

Il Papa lo sa bene e per questo ha pensato di centrare la sua nuova Enciclica sulla fraternità, sul bisogno di trovare una radice comune per essere più forti del destino che mai come oggi pare avverso. Come i pesci più piccoli si radunano in branco per fingere di essere una creatura marina enorme che mette in fuga i predatori, così l’uomo riconoscendo una comune fraternità trova un senso nel dolore proprio quando è condiviso, portato insieme.

E, se siamo fratelli, siamo anche figli. Maria, dal Presepe di cui san Francesco è stato profeta, ci insegna l’importanza di sentirci figli e ci offre una maternità che non solo offre Dio, ma custodisce libero il creato: pastori, gente venuta da lontano, mercanti, artigiani , centurioni: persino oche, pecore e bovini, trovano riparo in Maria, nuova arca dell’alleanza.

 

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/la-diversit-convivente

Azioni sul documento
  • Stampa
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Prossimi eventi
Il voto politico tra astensione e progetti 03/09/2022 16:00 - 20:00 — Sala Bice Leddomade, via Sanges 11/A, Cassano delle Murge (BA)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.