Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / La differenza fra essere maggioranza ed essere totalità. La spiega Mattarella, di Valeria Covato

La differenza fra essere maggioranza ed essere totalità. La spiega Mattarella, di Valeria Covato

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 12/10/2018 10:02
È una Costituzione, come si dice, “rigida” nel senso che non può essere cambiata da una legge normale, occorre una procedura particolarmente impegnativa per cambiarla. Questo le garantisce stabilità e autorevolezza”…

“Bellissime parole”. Così il vicepremier e ministro Matteo Salvini commenta, lasciando palazzo Madama, il discorso del Capo dello Stato Sergio Mattarella che parlando a gruppi di studenti ricevuti al Quirinale ha ricordato che la Costituzione gli permette di svolgere la funzione di garante del buon funzionamento del sistema. E non solo. Al centro del discorso di Mattarella c’è molto altro. Enunciando tutti i meriti della nostra Carta costituzionale il Presidente della Repubblica ha sottolineato l’importanza delle autorità indipendenti e il vero senso della distribuzione del potere, ancor più quando viene meno l’autocontrollo e come inebriati si perde il senso del servizio e si sfocia nel dominio.
Salvini fa orecchie da mercante, ma il riferimento è chiaramente alle polemiche degli scorsi giorni tra esponenti di governo, l’Ufficio parlamentare di bilancio e Bankitalia che hanno avvertito circa i potenziali problemi derivanti dalle misure scelte per la legge di Bilancio dall’esecutivo M5s-Lega.

Su Twitter si parla infatti di tiratina d’orecchie: “Mattarella dà una vigorosa tirata d’orecchie a Matteo Salvini e Luigi Di Maio: il potere inebria, servono pesi e contrappesi. Il governo abbassi i toni e la smetta di attaccare in modo sguaiato gli organi terzi previsti dalla nostra Costituzione”, ha scritto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera.

Rispetto ai pericoli di sbandamenti nella gestione del potere, il Presidente ha spiegato ci sono “due antidoti”: uno è il “senso del limite” e l’altro sono i “meccanismi di equilibrio” che distribuiscono funzioni e compiti di potere “tra più soggetti”. “È una Costituzione che ha creato una condizione di equilibri. La nostra Costituzione consente di superare difficoltà e di garantire l’unità della società anche perché ha creato un sistema in cui nessuno, da solo, può avere troppo potere. C’è un sistema che si articola nella divisione dei poteri, nella previsione di autorità indipendenti, autorità che non sono dipendenti dagli organi politici ma che, dovendo governare aspetti tecnici, li governano prescindendo dalle scelte politiche, a garanzia di tutti. C’è un sistema complesso di pesi e contrappesi, come insegna la nostra Costituzione”, ha detto il Presidente.

Perché? “Perché – vedete – la storia insegna che l’esercizio del potere può provocare il rischio di fare inebriare, di perderne il senso del servizio e di fare invece acquisire il senso del dominio nell’esercizio del potere. Ci sono, rispetto a questo pericolo, due antidoti. Il primo e’ personale: una capacita’ di autodisciplina, di senso del limite, del proprio limite come persona e come ruolo che si esercita, un senso di autocontrollo – e, ragazzi, anche, perché no – di autoironia che è sempre molto utile a tutti. C’è poi un altro antidoto che è quello di meccanismi di equilibri che distribuiscono le funzioni e i compiti del potere tra più soggetti, in maniera che nessuno, da solo, ne abbia troppo. La nostra Costituzione conta molto sul primo aspetto, quello dell’autodisciplina e dell’autocontrollo, ma ha messo in campo una serie di meccanismi di articolazione del potere che garantiscono quell’obiettivo. Questo consente anche al Capo dello Stato, al Presidente della Repubblica, di svolgere la funzione di garante del buon funzionamento del sistema in maniera adeguata, ma il merito è della Costituzione”.

Alla domanda: “In qualità di garante della Costituzione, quanto ritiene sia difficile il suo lavoro?” il Presidente ha cosi’ risposto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado: “Ogni Presidente della Repubblica che si succede in questo ruolo incontra problemi e difficoltà, incontra condizioni diverse. Io penso sempre a quelle maggiori che vi sono state in periodi precedenti. Quando penso alle difficoltà che vi sono in questo periodo, penso gli anni ’70. Voi non eravate nati, ragazzi, ma io ero già tra i trenta e i quaranta anni. Era il decennio del terrorismo, degli attentati, delle bombe; venivano assassinate moltissime persone, spesso tra le migliori della Repubblica. Quelle erano condizioni tragiche, di difficoltà. Bisogna sempre avere la conoscenza e il ricordo della storia per valutare le condizioni in cui si opera. E questa è una cosa che si riallaccia in fondo alla forza della nostra Costituzione: essere garante della Costituzione, o perlomeno essere Presidente della Repubblica garante che rappresenta l’unità nazionale, che non e’ soltanto quella del territorio ma anche quella della società, quella delle istituzioni, quella della vita in comune. La nostra Costituzione, per fortuna, è riuscita a superare momenti difficili, riesce sempre a superare momenti difficili, anche perché ha anche alcuni elementi che la difendono. È una Costituzione, come si dice, “rigida” nel senso che non può essere cambiata da una legge normale, occorre una procedura particolarmente impegnativa per cambiarla. Questo le garantisce stabilità e autorevolezza”, ha concluso Mattarella.

Una lezione costituzionale per gli studenti, e non solo.

https://formiche.net/blog/2018/10/la-differenza-fra-maggioranza-ed-totalita-la-spiega-mattarella/

Azioni sul documento
  • Stampa
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

e ancora...

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Copertina114

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 114
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: L'Europa

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) testi già inviati; in preparazione.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa di fa diventare razzisti? C' il razzismo nella Chiesa?)  testi da inviare entro il 30 agosto 2019.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? Pro e contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 31 ottobre 2019.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.