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La crisi democratica italiana, di Roberto Musacchio

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 09/10/2020 10:17
È ora di dire le cose per quel che sono: in Italia c'è una profonda crisi democratica. Una crisi che rende il nostro Paese una anomalia in Europa, che meriterebbe di essere segnalata…

Il livello della rappresentanza, quantitativa e qualitativa, la sistematica esclusione di intere parti di cittadinanza, la sovrapposizione e il cortocircuito di sistemi istituzionali ed elettorali diversi, hanno prodotto non solo un guazzabuglio ma veri e propri vulnus dell'impianto costituzionale e degli stessi standard europei.

Si è arrivati a questo con 30 anni di strappi e forzature che non hanno pari in Paesi europei analoghi al nostro. A colpi di referendum e di modifiche parlamentari e costituzionali prive di qualsiasi organicità. 

Si è arrivati a questo per una concomitanza di fattori.

Il primo è il modo del tutto subalterno con cui l'Italia è stata nel processo di edificazione dell'Unione Europea utilizzato da correnti politiche e soggetti di potere come un vincolo esterno.

Lo strappo del pareggio di bilancio in Costituzione e almeno un governo, quello Monti, del tutto figlio del vincolo esterno sono due passaggi fondamentali. Che naturalmente seguono l'atto originario dell'adesione a Maastricht che Guido Csrli ben indicava come foriera di modifiche sostanziali e formali dell'impianto costituzionale. 

Ma fin qui staremmo nel trend dei problemi e non delle anomalie. Le anomalie stanno nell'aver fatto degli assetti costituzionali e istituzionali il terreno dello scontro di potere. Possiamo individuare 4 filoni.

Quello maggioritario bipolare del PD inteso a fare della governance il perno della vita istituzionale e di se stesso il perno della governance. 

Quello presidenzialistico, delle destre, che è riuscito a sfondare nei comuni e, soprattutto e più gravemente (perché assemblee legislative), nelle regioni. La legge regionale è stata apparecchiata da un esponente della destra presidenzialistica come Pinuccio Tatarella.

Quello del federalismo differenziato voluto dalla Lega.

Quello dell'antipolitica populista e dell'antiparlamentarismo, agito da settori dei poteri e poi assunto dal movimento Cinquestelle. 

Queste quattro spinte, agendo sostanzialmente a valle di quella dominante della edificazione della UE come governance, hanno interagito al peggio, per pura competizione di potere.

Il risultato è quello che abbiamo di fronte oggi.

Un Parlamento colpito dalla campagna sulla casta e tagliato in modi da renderlo il meno rappresentativo e assai scarsamente funzionale (soprattutto il Senato) ai compiti del bicameralismo perfetto. Parlamentari eletti con leggi che li mortificano con i criteri previsti per le liste.

Un Parlamento che da anni viene schiscciato dall'attività di decretazione abnorme dei governi. E dal prevalere degli indirizzi della UE.

Regioni in cui al presidenzialismo pensato da Tatarella, ed accettato da quasi tutti, si è poi sommato il taglio inverosimile della rappresentanza con consigli legislativi minimi che non hanno pari in Europa risultando inferiori spesso a quelli di un Paese di Visegrad come la Polonia. Lontanissimi dagli standard di Paesi come Germania, Francia, Spagna.

In più si sono fatte leggi elettorali escludenti, con soglie di sbarramento di stampo turco. Presidenti forti per meccanismo di investitura, consigli deboli poco rappresentativi e dipendenti dai presidenti stessi. Una aberrazione democratica anche rispetto ai regimi presidenziali normali.

Il caos determinato dalla modifica del titolo quinto e l'aspettativa di ulteriori poteri sostenuta dalle logiche presidenzialistiche e differenzialistiche ora trova nuovo alimento dal colpo dato al Parlamento col referendum. 

La debolezza strutturale dei corpi intermedi partitici e l'assenza di una legge che ne garantisca l'esercizio democratico fa venire meno la loro funzione costituzionale. Abbiamo ora un continuo strappare dei presidenti. 

Una conferenza Stato Regioni che ha una maggioranza di 15 a 5 per le destre e in realtà un trasversalismo tra i 15 e i 5 su quasi tutti i temi sensibili, dal Mes alla riapertura degli stadi, dalle grandi opere ai soldi alle imprese, dalla sanità privata ai tagli alle tasse e, soprattutto, sulla richiesta dell'autonomia differenziata.

A fronte un governo il cui presidente del Consiglio è passato da una maggioranza all'altra, il partito di maggioranza relativa, i Cinquestelle, è in crollo di voti, mentre il Pd per opportunismo connesso alla sua funzione di governance  ha votato si a un taglio contro cui aveva votato tre volte.

Ma aldilà della fase corrente, certificata dallo stop alla legge elettorale promessa per favorire il si, è evidente che siamo all'incartamento strutturale. Col rischio di un impianto presidenzialista abnorme. Col Pd che preannuncia richieste di quadro per cercare di riordinare.  Che fare?

Innanzitutto evidenziare il disastro fatto e denunciare la crisi democratica. È quello che noi proveremo a fare sollevando la questione degli standard europei. Poi occorre che prevalga una idea di quadro in connessione al ripristino della volontà costituzionale. 

Si vuol fare una cosa seria?

Si prenda il modello tedesco in tutto e per tutto. Il modello tedesco prevede ciò che riassumo. Alle elezioni si presentano i partiti che sono normati per legge per garantirne i doveri democratici. Liste solo elettorali non si possono fare.

Il sistema è federale ma i laender hanno effettiva rappresentatività democratica. Non esistono parlamenti di laender di 20 eletti. Il minimo è 71. Il sistema è tutto parlamentare ed è esclusa ogni elezione diretta presidenziale.

Lo Stato federale è l'esatto opposto della autonomia differenziata e presuppone uno Stato ordinamento chiaro senza strappi istituzionali. La camera dei laender funziona secondo questo modello.

Durante la fase dell'unificazione vi furono deroghe allo sbarramento elettorale per consentire il riformarsi di partiti adeguati. Io di mio penso che lo sbarramento sia comunque e sempre inopportuno e prenderei la legge elettorale che la Germania usa per le europee, che è proporzionale senza sbarramento. 

Non sarà facile cambiare e per questo occorre rilanciare una vera lotta per ripristinare la democrazia. 

Qui a seguire il confronto sulle rappresentanze legislative tra Italia, Germania, Francia, Spagna e Polonia.

Ma prima un confronto con l'Ungheria che colpisce. Una delle prime cose fatte da Orban (rieletto primo ministro nel 2010) nel 2012  è fare una "riforma" che ha tolto dal nome la parola Repubblica e ha praticamente dimezzato il Parlamento. Da notare che anche i consigli regionali sono di dimensioni "italiane" di una ventina di eletti. Ecco i dati.

Ungheria abitanti 9655361

Camera 199 (fino al 2011erano 386. Tolta anche la dizione repubblica)

Regioni (19) 381

Parlamentari europei 21

Totale 601

Brutte somiglianze.

Veniamo ora al confronto con i grandi Paesi che dicevo. Poi un riassunto del numero di abitanti necessari ad eleggere un parlamentare di camera bassa con l'Italia con la più alta. E infine dati di gran parte degli altri Paesi UE o ex come la GB. E una tabella dei parlamenti di tutti i Paesi.

GERMANIA abitanti 83019200

Bundestag (Parlamento) 709 membri

Bundesrat (Camera dei Laender) 69

Parlamenti dei 16 Laender 1863

Parlamento europeo 96

Totale 2737

 

FRANCIA abitanti 65357350

Camera 577 seggi

Senato 348

Regioni (18)1731

Parlamento europeo 74

Totale 2700

 

SPAGNA abitanti 47431256

Camera 350

Senato 262

Regioni (17) 1198

Parlamento europeo 59

Totale 1869.

 

POLONIA abitanti 38485779

Camera 460

Senato 100

Regioni (16 Voivodati) 562

Parlamento europeo 51

Totale 1173

 

ITALIA abitanti 60244639

Camera 620 ora; con il taglio 400

Senato 325 ora; con il taglio 200

Regioni (20) 897

Parlamento europeo 76

Totale 1918 ora. Con il taglio 1575.

 

 

 

Rapporto parlamentari abitanti Camere (senza Senato) in Europa 

 

1/117 mila Germania

1/116 mila Francia

1/102 mila Regno Unito

1/151 mila Italia

1/133 mila Spagna

1/83 mila Polonia

1/59 mila Romania

1/115 mila Olanda

1/76 mila Belgio

1/36 mila Grecia 

1/53 mila Rep. Ceca

1/45 mila Portogallo 

1/29 mila Svezia

1/49 mila Ungheria

1/48 mila Austria

1/29 mila Bulgheria

1/32 mila Danimarca

1/28 mila Finlandia 

1/36 mila Slovacchia

1/31 mila Irlanda

1/27 mila Croazia

1/20 mila Lituania 

1/23 mila Slovenia

1/19 mila Lettonia 

1/13 mila Estonia

1/11 mila Cipro

1/10 mila Lussemburgo 

1/7 mila Malta

 

Rappresentanza legislativa complessiva di altri Paesi UE

 

BELGIO - abitanti 11046000

Camera 150

Senato 60

5 strutture politiche regionali rappresentative per un totale di 313 ELETTI (50 partecipano al Senato)

Parlamento europeo 21

Totale 544

 

AUSTRIA abitanti 8859000

Camera 183

Senato 61

- 9 regioni con 440 eletti totali 

Parlamentari europei 18

totale 702

 

DANIMARCA - abitanti 5782382

 Camera 179

5 regioni con 205 eletti totale

Parlamentari europei 13

Totale 397

 

PORTOGALLO - abitanti 10254666

Camera 230

6 grandi regioni ma la riforma costituzionale che riguarda il loro completamento (compresa elezione diretta rappresentanti) non è mai stata completata (Anzi respinta in origine per referendum). Ciò che si avvicina di più alla rappresentanza regionale sono 308 municipi che eleggolno direttamente un totale di 2074 grandi consiglieri.  A parte la situazione particolare di Madeira e Azzorre 

Parlamentari europei 21

 

GRECIA - abitanti 10771530

Camera 300

13 regioni per totale di 703 eletti

Parlamentari europei 21

Totale 1024

 

OLANDA - abitanti 17200671

Camera 150

Senato 75

 12 regioni per un totale di 570 eletti (che poi eleggono al loro interno i 75 membri del Senato - vedi mia nota stamattina)

Parlamentari europei 26

Totale 821

 

BULGARIA abitanti 6981981

Camera 240

Regioni (28 provincie) 240

Parlamentari europei 17

Totale 497

 

ROMANIA abitanti 19638000

semipresidenzialismo 

Camera 412

Senato 176

Regioni (41 Judete) 1600

Parlamentari europei 33

totale 2421

 

SLOVACCHIA abitanti 5421349

Camera 150

Regioni (8) 416

Parlamentari europei 14

Totale 580

 

SVEZIA abitanti 10302984

Camera 349

Regioni (21) 1696

Parlamentari europei 21

Totale 2066

 

UNGHERIA abitanti 9655361

Camera 199 (fino al 2011erano 386. Tolta anche la dizione repubblica)

Regioni (19) 381

Parlamentari europei 21

Totale 601

 

CECHIA abitanti 10553843

Camera 200

Senato 81

Regioni (13) 665

Parlamentari europei 21

Totale 967

 

IRLANDA abitanti 4761865

Camera 158

Senato 60 abita

Regioni (31 local goverments) 949

Parlamentari europei 13

Totale 1180

 

SLOVENIA abitanti 2089310

Camera 90

Senato (corporativo) 40

Niente regioni elettive

Parlamentari europei 8

totale 138

 

UK abitanti 65545757

Camera 650

Senato (Camera dei lord) 772

Scozia 131

Galles 60

Irlanda del Nord 90

Totale 2003

 

STATI MEMBRI UE - STRUTTURA PARLAMENTARE

 

 

Austria - Bundesrat - 61  

Austria - Nationalrat - 183 (camera principale)

 

Belgium - Chambre des représentants - 150 (principale)

Belgium - Sénat - 60

 

Bulgaria - Narodno sabranie - 240

 

Croatia - Hrvatski sabor - 151

 

Cyprus - Vouli ton Antiprosopon - 80

 

Czech Republic - Poslanecká sněmovna -200 (principale)

Czech Republic - Senát - 81

 

Denmark - Folketing - 179

 

Estonia - Riigikogu - 141

 

Finland - Eduskunta - 200

 

France - Assemblée nationale - 577 (principale)

France - Sénat - 348

 

Germany - Bundestag - 709 (principale)

Germany - Bundesrat - 69

 

Greece - Vouli ton Ellnion - 300

 

Hungary - Országgyűlés - 199

 

Ireland - Houses of the Oireachtas - 158

 

Italy - Camera dei Deputati - 630 (400)

Italy - Senato della Repubblica -  315 (200)

 

Latvia - Saeima - 100

 

Lithuania - Seimas - 141

 

Luxembourg - Chambre des Députés - 60

 

Malta - Kamra tad-Deputati - 71

 

Netherlands - Eerste Kamer (Senate) - 75

Netherlands – Tweede Kamer (House of Representatives) - 150 (principale)

 

Poland - Sejm - 460 (principale)

Poland - Senat - 100

 

Portugal - Assembleia da República - 230

 

Romania - Camera Deputaţilor - 329 (principale)

Romania - Senatul - 136 

 

Slovak Republic - Národná rada - 150

 

Slovenia - Državni zbor - 90 (principale)

Slovenia- Državni svet - 40 

 

Spain - Congreso de los Diputados - 350 (principale)

Spain - Senado de España - 262 

 

Sweden - Riksdag - 349

 

UK - House of Commons - 650

(UK - House of Lords - 795 / NON ELETTA)

 

[già europarlamnetare, socio CuF, Roma]

 

 

 

 

 

 

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