Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / La crisi delle relazioni dopo il tunnel della pandemia, di Rocco D’Ambrosio

La crisi delle relazioni dopo il tunnel della pandemia, di Rocco D’Ambrosio

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 25/10/2021 08:59
Una delle parole interpretative dell’oggi potrebbe essere “relazioni”. Esse sono in crisi per i motivi che conosciamo (pandemia, salute, crisi socioeconomica). La domanda è: da dove ricominciare per renderle solide?…

Scrive Mario Luzi in una sua poesia: “La tua porta è ancora chiusa/c’è una parola per passare il segno?”. Il poeta riflette sul “terzo millennio”, ma forse non è una forzatura applicare i versi al dopo pandemia. Il poeta si chiede se c’è una “parola per passare il segno”, per uscire dal tunnel, superare la crisi, nei suoi tanti risvolti personali, di salute, relazionali, economici e politici.

“C’è, non sai chi lo pronunzia/e nemmeno chi lo giudica, ma c’è”, scrive Luzi. Gli antichi parlerebbero di un “logos” (contenuto mentale) che interpreti il mondo, altri parlerebbero di “senso” o “significato” di quello che viviamo e così via. Oltre il recupero della salute e il sanare ferite socioeconomiche, ma forse prima di essi ci manca quella “parola” o “parole”. Nessuno può pensare di possedere quella vera e, ancor peggio, di imporla agli altri. Tutti balbettiamo, tutti abbiamo una visione circoscritta del reale, tutti siamo in cammino e quindi ci scambiamo parole, significati perché la porta del dopo pandemia si apra definitivamente. Senza pretese fondamentaliste, senza credere di essere esaustivi: continuiamo a dialogare e a costruire sapere comuni e condivisi.

Forse, a mio modesto parere, una delle parole, interpretative dell’oggi, potrebbe essere “relazioni”. Esse sono in crisi per i motivi prossimi che conosciamo (pandemia, salute, crisi socioeconomica). Ripetiamo che “tutto è in relazione” (papa Francesco), ma relazionarsi stanca e logora il nostro andare verso gli altri. Allora la domanda è: da dove ricominciare per riqualificare le nostre relazioni, per renderle solide? La risposta è difficilissima, ma può arrivare solo se l’impegno è comune. Non perché insieme è più facile e si lavora meno o c’è più forza o più gusto, ma, prima di tutto, perché la nostra vita è insieme di relazioni. Da esse si può ricominciare: famiglia, lavoro, amicizie, comunità di fede religiosa, politica, associazionismo; nessuna esclusa.

Abitiamo spazi, tempi, relazioni, emozioni, idee, sentimenti. Ma in che modo? A volte ci sentiamo pienamente inseriti e sereni, altre volte estranei e paurosi. Ogni relazione è la nostra terra e al tempo stesso il nostro esilio o la terra del nemico. Nel dopo pandemia necessitiamo di poesia, di metafore interpretative per definire meglio i nostri esili, le patrie, le relazioni di qualità e quelle da riqualificare o abbandonare. Agostino scriveva che “durante il soggiorno in questa vita terrestre i cuori sono nascosti ai cuori. E poiché i nostri segreti pensieri ci sfuggono reciprocamente, noi ci prestiamo dei sentimenti che non abbiamo”.

Non c’è solo parte del volto nascosto ancora dalle mascherine, ci sono zone d’ombra (rabbia, competitività esasperata, libertà diventata libertinaggio e mancanza di cura degli altri) che neanche il post pandemia riesce ad illuminare. Ci sono problemi relazionali, che costituiscono un denominatore comune di spazi e tempi tra loro anche molto diversi. Individuarli e raccontarceli è essenziale in questa fase, come anche aiutarci a risolverli, con scienza e coscienza. E questo perché siamo fatti di relazioni: siamo politikòn, direbbe Aristotele.

Rileggo spesso una pagina di Emanuel Mounier: “Noi ci troviamo presi in un corpo, in una famiglia, in un ambiente, in una classe, in una patria, in un’epoca che non abbiamo scelto. Che io mi trovi qui piuttosto che là, adesso piuttosto che allora, è stato deciso da un misterioso disegno in antecedenza a ogni partecipazione della mia volontà. In me si annodano le cifre intrecciate di un destino incombente e di una vocazione che è una sfida contro tutte le forze del mondo; ma questa vocazione non può aprirsi la via che in questo corpo, in questa famiglia, in quest’ambiente, in questa classe, in questa patria, in quest’epoca”.

La lezione di Mounier aiuta, con il suo “qui e adesso”, a rigettare ogni tentazione di fuga e ad accettare i compagni di strada che mi sono stati posti accanto dal buon Dio o da altro, per chi non crede in Dio. Ma, accanto a ciò, sprona anche a lavorare su se stessi e sugli altri affinché le relazioni personali siano il luogo in cui il nostro futuro, con tutti i nostri doni, si apra la via. Sono l’insieme delle relazioni su cui è indispensabile operare un discernimento, una valutazione in tutti i gruppi e istituzioni. Luzi direbbe “sfrondare di frivolezza e vanità lo scibile… portare in salvo l’essenziale…”.

A proposito, il bellissimo testo di Mario Luzi:

Terzo millennio, la tua porta è ancora chiusa
c’è una parola per passare il segno?
un motto di malleveria sovrana?
C’è, non sai chi lo pronunzia
e nemmeno chi lo giudica, ma c’è.
La mente umana greve e insoddisfatta
lo desidera, dura, contro di sé:
sfrondare di frivolezza e vanità lo scibile,
portare in salvo l’essenziale opera
di bellezza e conoscenza, alleggerire il carico
della presuntuosa fatuità…
Da questo purgatoriale rogo
uscirà l’uomo, spero, spoglio proteso
al meglio: al lavoro costruttivo,
alla pace, alla fraternità.

https://formiche.net/2021/10/relazioni-crisi-pandemia/

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: ,
La Vignetta, di Martina Losito

"Il bene più prezioso"

Vignetta di Martina Losito 

*Martina Losito, studentessa di ingegneria energetica presso il Politecnico di Milano.

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 124
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Pianeta che vogliamo

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  è in preparazione. 

 listing Il n. 126 è su "Il rispetto dell'identità sessuale"  (cosa intendiamo per identità sessuale? Come rispettarla nella vita quotidiana? Quali tutele politiche e giuridiche introdurre?). Tc

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). Testi da inviare entro il 28 febbraio 2022.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.