Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / la Corte di Amato: al peggio non c'è mai fine, di Paolo Farinella

la Corte di Amato: al peggio non c'è mai fine, di Paolo Farinella

creato da D. — ultima modifica 25/09/2015 11:10
Napolitano avrebbe dovuto nominare giudice costituzionale una figura integerrima e lontana da ogni scandalo, da ogni compromesso, da ogni contiguità con la delinquenza politica e il malaffare, invece di risuscitare Giuliano Amato che fornicò con Craxi finché fu potente. Il messaggio al Paese è chiaro: i politici non si toccano...

Il segno del degrado ha raggiunto il punto di non ritorno con la nomina di Giuliano Amato a giudice costituzionale da parte dell’imperatore usurpatore, Giorno II, re di Libia e negus di Abissinia. Per gradire, Amato è un politico «quadrilatero»: ha servito Craxi, latitante e ladro di Stato; ha una pensione di 30 mila euro al mese, quanto un operaio e mezzo guadagnano in un anno; ha contribuito attivamente come presidente di due governi e ministro del tesoro ad affossare l’economia italiana e infine è l’uomo adatto per riportare la Corte alla totale dipendenza della politica e segnatamente del Quirinale.


Il messaggio che re Giorgio II manda al Paese è uno solo: Amato è una garanzia di qualsiasi compromesso, è un avviso a Berlusconi di solidarietà, è un messaggio ai Giudici: i politici non si toccano. Quale altro senso ha una nomina, in questo momento, in questo frangente, in queste condizioni? Se l’imperatore d’Abissinia avesse voluto mandare un segnale forte e chiaro che la legalità è la sua stella polare non avrebbe forse dovuto nominare, sì, proprio adesso, una figura integerrima e lontana da ogni scandalo, da ogni compromesso, da ogni contiguità con la delinquenza politica e il malaffare invece di risuscitare Amato che fornicò con Craxi, finché fu potente? Avanti, Gerontocrati, correte a quattro zampe verso il ringiovanimento delle Istituzioni e il cambio generazionale perché voi vivrete fino a 120 anni perché dovete essere certi e sicuri di spolpare l’osso dell’Italia che muore per colpa vostra.

Che colpo se il «dio» d’Italietta, il Napolitano Giorgio II avesse nominato un giurista di fama che portasse un valore aggiunto alla Corte con il messaggio esplicito: le Istituzioni non sono lo zimbello di chi ha l’arroganza dei voti «rubati», ma sono materia seria e sono amministrate da persone serie. La Giustizia è il senso dell’Italia e deve essere tutelata dai ladri e dai delinquenti che, pur condannati in terzo grado, pretendono salvacondotti e agibilità politiche al di fuori di ogni legge.

Con questa nomina, Napolitano, proprietario del condominio governo-parlamento, ha gettato la maschera e si schiera dalla parte della delinquenza dalle larghe intese, pur di salvare un ladro e un corrotto, evasore fiscale di quello Stato a cui ha giurato fedeltà e dipendenza.

Da questo momento ripudio anche il presidente della non-repubblica, fondata sulle fisime e sulle fobie di un presidente che si crede «padreterno». Speriamo che almeno abbia avuto il buon gusto di suggerire al «sottil dottore» di rinunciare di sua iniziativa allo stipendio da membro della Corte costituzionale, perché di suo già ci frega 32 mila euro all’anno. Se dobbiamo sopportarlo, alla faccia di Napolitano, che almeno lo faccia gratis e ci sia consentito di non averlo in carico fino alla fine dei suoi giorni e anche oltre, visto che la reversibilità spetta alla moglie. Credevamo di esserci liberati di Craxi, delinquente in contumacia, invece ci siamo cuccati, Craxi, Amato e poi l’apprendista discepolo e maestro, Berlusconi e ora di nuovo Amato che è come un diamante: per sempre.

PS. Mi dispiace per la figlia di Berlusconi, Barbara, figlia di secondo letto, che difenda a spada tratta e con borsa griffata il cotanto padre. La capisco e la comprendo: senza quel padre non sarebbe stata invitata all’Ambrosetti tra il gotha della finanza e cosa ancora più interessante non avrebbe tutti i milioni di cui dispone senza esserseli guadagnati nemmeno sognando. «Mio padre non è un delinquente. La sua storia è la storia di un imprenditore». Certo, la tata l’ha cresciuta nelle favole e nella bambagia, per cui non si è nemmeno accorta che la guardia del corpo suo e della villa dove stava, era il mafioso Mangano che garantiva il patto d’acciaio tra il suo paparino e la mafia. Ne sa qualcosa la berlusconina Barbara? Lo sa da dove prese i soldi il papà, la cui storia sarebbe quella di un imprenditore? Capisco che ci mangia, ma abbia almeno il pudore e il buon senso di tacere perché un bel tacer non fu mai scritto.

 

di don Paolo Farinella

fonte: http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-corte-di-amato-al-peggio-non-c%E2%80%99e-fine/, 14 settembre 2013

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
Prossimi eventi
La comunità che viene dal futuro: ricordando Franco Ferrara 30/11/2019 09:00 - 17:30 — Sala De Deo, Palazzo Comunale, via G. Rossini, Gioia del Colle (Ba)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine_115_Pagina_01.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 115
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: Ambiente

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) in preparazione.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa ci fa diventare razzisti? C'è il razzismo nella Chiesa?),  testi da inviare entro il 15 ottobre 2019.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? I Pro e i Contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 15 novembre 2019.

 listing Il 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  (Quanto abbiamo paura delle altre religioni? Le religioni dialogano tra di loro? Qual'è la finalità del dialogo? Cos'è il fondamentalismo religioso?)  testi da inviare entro il 31 gennaio 2020.

 listing Il 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 15 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.