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L’INCONTRO DI DON FRANCO CON IL CARD. T. SPIDLIK P. MARKO I. RUPNIK E IL CENTRO ALETTI

creato da d.daiuto@alice.it — ultima modifica 03/03/2017 13:50
DON FRANCO NARDIN ● Residente a Treviso, nato a Arras (Francia) il 22-9-57, da famiglia di ceppo patriarcale veneta coronata da più vocazioni sacerdotali e religiose. Lo zio mons. RomanoNardin è stato segretario del Vescovo Luciani (eletto poi Papa Giov. Paolo I), il cuginoMons. Marcuzzo è vescovo di Nazareth, la zia suor Arcadia Nardin, è stata madre generale dell’Ordine Santo Volto. ● Sacerdote per la Diocesi di Roma, ordinato nel 1997 dal Santo Padre Giovanni Paolo II. ● Studi ecclesiastici (al sacerdozio) in filosofia e teologia, alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. ● Licenza in teologia patristica orientale, alla Pontificia Università Orientale di Roma. ● Dottorato in teologia (spiritualità orientale e russa in T. Spidlik) con indirizzo ecumenico, alla Pontificia Università Lateranense di Roma. ● Responsabile dal 1998 al 2004 della XI prefettura di Roma per la pastorale giovanile, e collaboratore diocesano per la Giornata Mondiale della Gioventù del 2000. ● Coordinatore XI Prefettura per i servizi e volontariato (giovani) per la CARITAS della diocesi di Roma (2000) ● Assistente spirituale di zona per i gruppi giovani Scout Agesci, e dell’Azione Cattolica. ● Assistente spirituale e vocazionale del Convento di clausura Domenicano (Marradi) e del convento di clausura Benedettino (Offida). ● Direttore spirituale vocazionale dell’Ordine religioso Orsoline di Roma, con incarico del Cardinale Camillo Ruini del 4 / 9 / 2001. ● Cappellano onorario dell' “Associazione Nazionale Carabinieri” per la zona Tiburtina Guidonia (Roma). ● Missionario (2 anni) in Nigeria (Africa) ● Parroco nel 2004 per la Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia ● Direttore Ufficio Catechistico e formatore catechisti-operatori parrocchiali, per la Diocesi di Civitavecchia. ● Docente di spiritualità liturgica e di teologia, all’Istituto “Veritas in Caritate” della Diocesi di Civitavecchia. ● Proposto da Padre Marko Ivan Rupnik, come docente in spiritualità patristica, alla Pontificia Università Orientale. ● Missionario nel 2008 in Francia per la Diocesi di Lione con incarichi di confessore-padre spirituale al Santuario di N.D. di Fourviere e parroco accompagnatore famiglie in missione Ad Gentes. ● In collaborazione con il Cardinale di Lione Philippe Barbarin, pubblica in Francia un libro sull’antropologia del Card T. Spidlik, ponte ecumenico tra Oriente e Occidente cristiano. ● Proposto come formatore e prefetto agli studi, al seminario missionario al sud della Francia. Attualmente è al servizio della sua Diocesi di Roma in accordo con il Cardinal Vicario di Roma il Mons. Agostino Vallini, come assistente spirituale Ospedale -Università Sapienza al S. Andrea.

Le fasi iniziali della ricerca che ha portato all’elaborazione di questo volume risalgono all’autunno del 2002, quando cominciai a prendere sempre più coscienza, attraverso gli studi di spiritualità orientale, dell’importanza del pensiero del teologo Tomas Spidlik.

La rilettura dei suoi scritti mise subito in rilievo una caratteristica di fondo, e cioè che tutto il suo pensiero è concentrato sull’importanza del “cuore” come luogo teologico, punto di contatto tra Dio e l’uomo. A questo si aggiunga che nel frattempo ebbi modo di condurre uno studio di licenza con padre Marko Rupnik, sui significati della “purificazione della mente” in S. Massimo il Confessore, all’interno del grande tema del discernimento spirituale. Questi studi attirarono la mia attenzione sui testi di mistica e di spiritualità dei Padri della Chiesa, che in questo caso mi sembravano decisivi per una più ampia comprensione del pensiero di Spidlik. Sulla base di queste considerazioni decisi di orientare la mia ricerca sulla teologia del “cuore” nel teologo gesuita, nel tentativo di far emergere l’importanza del suo pensiero antropologico valido per la Chiesa contemporanea.

Proprio questi tratti peculiari della spiritualità del cuore di Špidlík, hanno suscitato in me, già dal primo incontro con il teologo gesuita, il desiderio di approfondire il suo pensiero, in quello che diventerà poi, concretizzandosi, l’idea di un progetto per una ricerca dottorale sulla sua teologia. Sono rimasto infatti attratto fin dall’inizio, dal suo stile, nell’esporre le tematiche dell’Oriente cristiano, poichè con grande spontaneità sapeva passare da un autore e da un argomento all’altro, in una semplicità e in modo originale da suscitare sempre interesse per chi lo ascolta. Con un enorme senso della inculturazione, Špidlík, in un dialogo fecondo, sapeva cogliere e riconoscere le categorie e i simboli delle tradizioni, superando pregiudizi e giudizi culturali, in un clima sempre di amicizia e di sano umorismo. Proprio per questo infatti, la forza d’integrazione della sua personalità è stata molto apprezzata anche sulla scena ecumenica, in un modo sempre efficace che sapeva   sdrammatizzare i problemi del mondo della Chiesa o dei rapporti personali con delle risposte sempre rivolte nella logica della Divina Provvidenza. Tutte queste caratteristiche in Špidlík, hanno reso manifesto quanto sia stato indiscutibile il contributo della sua opera, che lo ha condotto ad essere considerato in tutto il mondo.

Inoltre, l’attrazione di occuparmi a un tema legato all’Oriente cristiano, è stata determinata anche dall’incontro con il teologo Marko Ivan Rupnik e con l’equipe del Centro Aletti, che si propone di lavorare sullo scambio dei doni tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente, attraverso i vari campi di attività, tra i quali le pubblicazioni di libri che sono caratterizzati, appunto, da questo approccio esistenziale ai tesori cristiani.

In definitiva il mio intento è stato quello di cercare di realizzare una riflessione teologica-esperienziale, mettendo in rilievo il  forte richiamo al luogo del “cuore” come integrità di tutto l’uomo sul fondamento del mistero del Personalismo Trinitario che “crea la persona” e dove il cuore è il “luogo” della vera conoscenza e dell’intuizione spirituale. Per conoscere   la teologia del padre gesuita, si è reso necessario analizzare il criterio e il metodo con cui Spidlik si accostava ai più svariati testi:  dalla teologia dei Padri greci, al pensiero medioevale, alla spiritualità dei pensatori russi ecc. Procedendo in una lettura trasversale sui temi legati al concetto di cuore, Spidlik, ha elaborato un pensiero spirituale “organico” in una chiave attuale ed efficace. Questa analisi mi ha permesso di comprendere la grandezza del pensiero di Spidlik, che con grande senso della inculturazione, evidenziava un nuovo modo di porsi nella Chiesa in una prospettiva ecumenica. Per questo Spidlik, è stato un teologo molto autorevole e riconosciuto dalla Chiesa Cattolica e Ortodossa. Un autore che ha colto l’apertura e l’innovazione del Concilio Vaticano II, e che  effettivamente  ha fatto molto come promotore di un rinnovamento della  spiritualità, e nell’apertura al mondo mistico in  un pensiero vivente per una Chiesa che vuole respirare “A due polmoni”.

In conclusione, a seguito di questa importante esperienza, l’interesse per la spiritualità orientale e russa,  e  i profondi e amichevoli contatti con il Centro Aletti  di Roma, dove viveva e lavorava il Card Spidlik, mi hanno condotto nel 2006 a discutere la tesi dottorale sulla “teologia del cuore” nel Card Spidlik, grazie in particolare all’incoraggiamento e l’aiuto di padre Marko Ivan Rupnik, e alla grande stima che nutrivo per lo stesso Card. Spidlik, anche in veste del mio “padre spirituale”. Successivamente con all’auspicio del Santo Padre Giovanni Paolo II, ad approfondire lo studio sul profondo pensiero del teologo gesuita, e oggi, all’attualità del pensiero ecumenico e spirituale di Papa Francesco, si è potuto concretizzare il libro: IL CUORE: L’UNO e L’INSIEME, nella speranza che sia un contributo, anche se modesto, per la Chiesa contemporanea.

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Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

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