Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / L’arte del governare una società complessa, di Giuseppe De Rita

L’arte del governare una società complessa, di Giuseppe De Rita

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 12/11/2018 09:38
Raccogliere il consenso originato sulle promesse può essere facile, ma l’errore è far credere che tutto si risolva con il cambiamento di chi va a comandare...

 

L’avvio parlamentare della manovra di bilancio chiude un periodo delicato della dialettica politica italiana, dove nell’intreccio fra impegni programmatici e faticosa decisionalità si sono rivelate due esplicite fragilità dell’attuale esperienza di governo: una culturale e l’altra sociale.
La prima fragilità è quella rivelata dalla differenza fra il tanto che i contendenti hanno annunciato in campagna elettorale e il poco che essi possono fare una volta giunti al potere; ed è una fragilità profonda che ha le sue radici nell’annuncio di forte decisionalità che c’era sotto le promesse elettorali («quando comanderemo noi, faremo immediatamente quel che vi stiamo promettendo»). Raccogliere il consenso originato sul contenuto delle promesse è stato facile, ma l’errore è stato quello di far credere che tutto sarebbe stato risolto con il cambiamento di chi comanda: errore semplice, ma drammaticamente contrario al fatto che vincere le elezioni non significa «andare a comandare».
L’esperienza di decenni, in tutto il mondo, dimostra che l’automatica corrispondenza fra essere al governo e esercitare il comando vige solo in sistemi feudali, autoritari, semplicistici. Governare, nelle società complesse, è invece gestione di aggiustaggi continuati, per cui se si accetta l’inevitabilità di tale aggiustamenti ci si deve aspettare che la promessa di esercitare semplicemente il comando si rivolga al limite contro chi l’ha fatta («ti abbiamo eletto perché decidessi subito su quel che promettevi, ed ora ci tradisci?»). Il ritorno alle manifestazioni in strada denota questo disagio e rende nuda la insana propensione a far coincidere governare e comandare, propensione peraltro ricorrente nella cultura politica italiana, che è stata sempre affascinata dal decisionismo e non ha mai capito che le società moderne vanno governate «accompagnandole» nella loro dinamica spontanea, senza scorciatoie decisionistiche.
A questa fragilità culturale si aggiunge una altrettanto pericolosa fragilità sociopolitica. Chi si trova a governare è sempre destinato alla solitudine, specialmente in questo periodo travagliato e complesso: si ritrova infatti in una realtà fatta di mille e mille variabili, soggetti e comportamenti che sfuggono ad un esercizio sofisticato del comando e chiedono invece una raffinata capacità di prendere atto dei fenomeni in corso; di padroneggiare i processi strutturali in cui i soggetti collettivi si fanno portatori (magari conflittuali) di interessi e obiettivi comuni; di essere pronti a dialogare con le diverse posizioni in campo. In parole più antiche, di saper gestire una continua mediazione, anzi continue e molteplici mediazioni.
Nell’attuale coazione al comando questa banale verità non gode di buona stampa; viene anzi interpretata come inutile e torbida istanza alla mediazione, da rigettare anche negando spazio alle strutture di rappresentanza di interessi e di identità collettive che, lavorando sulla e nella mediazione, rischiano il solipsismo ed ancora più rischiano di dover fronteggiare dinamiche molto emozionali, dove soggetti non chiamati alla mediazione pensano o si illudono di poter avere identità e potere di moltitudine: vanno in piazza, come unico contenitore di emozioni collettive e ci restano anche quando rappresentano solo se stessi.
Coazione al comando e difficile dialogo con il tessuto intermedio della società portano in conclusione ad una sostanziale fragilità dell’azione politica: fragilità non curabile con formule miracolistiche di decisione (l’algoritmo o la tentazione referendaria). Ci vuole pazienza, una virtù non facilmente spendibile nella congiuntura italiana.
https://www.corriere.it/opinioni/18_novembre_11/arte-governare-una-societa-complessa-d545db4e-e5db-11e8-a424-cbaa2fa93806.shtml

 

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasi un fine 118.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 118
(2020- Anno XVI)

quadratino rosso Tema: Economia civile

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 118 è sull'ECONOMIA CIVILE. Il cartaceo è stato spedito; il PDF lo si trova qui si sopra nella home page.

 listing Il n. 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  è in preparazione.

 listing Il n. 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 30 aprile 2020.

Per il n. 120 lanciamo un’iniziativa per coinvolgere tutti i nostri lettori: Tweet on duty - Un tweet sul dovere

Ti chiediamo di rispondere a una sola di queste domande (indicando nome, cognome, lavoro, città) in maniera sintetica, praticamente non più dei 140 caratteri che si usano in un tweet, da inviare a associazione@cercasiunfine.it o sms o whatsapp al cell. 337 1031728
Ecco le domande, scegline solo una e rispondi!
1. Cosa ti spinge a fare il tuo dovere?
2. Cosa provi nel fare il tuo dovere?
3. Cosa ti aspetti quando fai il tuo dovere?
4. Quali difficoltà incontri quando fai il tuo dovere? 
Testi da inviare entro il 30 aprile 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.