Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Italia depressa, il 'fu-Belpaese' è 45° nella classifica Onu sulla felicità

Italia depressa, il 'fu-Belpaese' è 45° nella classifica Onu sulla felicità

creato da D. — ultima modifica 17/09/2015 16:30
Un risultato che non ci si aspetterebbe da un paese denso di bellezze naturali e culturali...

Quasi un crollo di nervi. L'Italia come paese depresso, almeno stando alsecondo Rapporto mondiale sulla Felicità dell'Onu, è un risultato che non ci si aspetterebbe da un paese denso di bellezze naturali e culturali, eppure il fu-Belpaese è 45° nella classifica, sovrastato da paesi di ogni continente e anche tradizionalmente alle prese con problemi di una serietà qui sconosciuta, come ad esempio Panama, Israele, Messico. A parlarne con l'Adnkronos sono due economisti e un sociologo, rispettivamente Paolo Cacciari, Giuseppe De Marzo e Domenico De Masi; il primo teorico della decrescita felice, il secondo impegnato nella campagna "Miseria Ladra" di Libera, che verrà presentata questa sera a Grosseto, e il terzo propugnatore dei valori anche sociali di un tempo liberato dal lavoro "classico". Tutti puntano il dito sulla progressiva erosione dello Stato sociale, accoppiata a una più recente scomparsa della "missione sociale" della collettività italiana.

"Sono tutto sommato sempre le stesse, care, vecchie socialdemocrazie a tenere botta anche in questi tempi di crisi -osserva Paolo Cacciari, tra i promotori del Festival della Decrescita di Venezia-, quelle che hanno conservato il welfare, lo Stato sociale. Sapere di avere un futuro tutelato dalla collettività rasserena e rende più felici". E questo è il primo dei motivi, osserva, che vede cinque nazioni al di sopra delle Alpi ai primi cinque posti: ma non basta.

"C'è anche da sottolineare che in quei paesi le città 'funzionano', con servizi di ogni genere, traffico automobilistico sempre più scarno, aree conviviali sempre più estese: tutto ciò dà una sensazione di benessere che la mercificazione non dà". Mentre in Italia va "constatato un suicidio in atto. Un volersi male che parte da precondizioni invece ottime, con il nostro territorio storicamente attraente e una stratificazione culturale tra le più pregiate del mondo. Abbiamo fatto andare a male tutto ciò, e ora ne paghiamo le conseguenze".

Sulle "città funzionanti" punta anche Domenico De Masi. "Sono una derivata del welfare funzionante: quando esistono i servizi statali di buon livello, il resto è a ricaduta. Invece vedo che in Italia il welfare viene smantellato, e mi chiedo che senso abbia. Per certi versi noi dovremmo essere strafelici: abbiamo clima, natura, opere d'arte. Un popolo felice non può stare 4 mesi a discutere sulla sentenza di Berlusconi. Siamo un popolo depresso perché non ci occupiamo più della nostra felicità. E invece deve essere il primo pensiero della mattina".

Inoltre, "ci rende infelici il disorientamento. Non abbiamo più una coscienza della nostra utilità come società, della nostra 'mission' umana. Senza parametri di navigazione, senza sapere cosa sia bene o male, libertà o schiavitù, andiamo a sbattere -conclude De Masi- Un esempio mi è stato dato giusto oggi da una mia studentessa, che ha definito l'Italia 'uno dei paesi meno liberi del mondo'. Non ha proprio idea di dove sia e cosa sia, e fortunata lei che non era all'esame altrimenti l'avrei bocciata".

"Un popolo privo di cultura, memoria e valori è un popolo destinato a perdersi. E del resto la parola crisi vuol dire scegliere: quando non scegliamo o fai scegliere ad altri, come accade da oltre trent'anni, nella crisi ci restiamo". Giuseppe De Marzo, teorico dell'economia democratica e impegnato insieme a Libera di don Luigi Ciotti nel lancio della campagna Miseria Ladra, che proprio stasera verrà presentata a Grosseto con 10 proposte per uscire dall'impasse economica italiana, osserva che "la povertà è diventata la principale malattia: quasi il 20% vive in povertà relativa con 506 euro mese, 4,6 milioni al di sotto e quindi in povertà assoluta: dati che peggiorano di anno in anno. Questo oggi è il peggior paese in Europa dove nascere: c'è il 32,3% di possibilità di rimanere povero se nasci oggi qui".

A questo processo socioeconomico "si accompagna quello culturale, che rende il nostro paese apparentemente triste". Ma "possiamo tornare a osare la speranza e a ricostruire un noi collettivo -prosegue De Marzo- se sapremo guardare alle parti più vive del paese", quel sistema solo apparentemente frastagliato e scollegato fatto da coloro che "in questo momento storico combattono contro la povertà che si battono alla difesa Costituzione, contro la costruzione di megaopere inutili, per i servizi pubblici non in mano ai privati, per i beni comuni, una mobilità differente, per le energie rinnovabili, contro le mafie, che oggi hanno più l'aspetto della speculazione e delle banche che stozzano il futuro".

 

fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/In_Privato/Italia-depressa-il-fu-Belpaese-e-45-nella-classifica-Onu-sulla-felicita_32584161544.html, 10 settembre 2013

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
Prossimi eventi
Educare a custodirsi come Missione 19/10/2019 17:00 - 21:30 — Castellana Grotte
Ritiro spirituale sul potere 20/10/2019 10:00 - 18:00 — Massafra (Ta)
III Forum di Etica Civile, Verso un patto tra generazioni: un presente giusto per tutti 16/11/2019 - 17/11/2019 — Firenze
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

e ancora...

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine_115_Pagina_01.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 115
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: Ambiente

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) in preparazione.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa ci fa diventare razzisti? C'è il razzismo nella Chiesa?),  testi da inviare entro il 15 ottobre 2019.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? I Pro e i Contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 15 novembre 2019.

 listing Il 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  (Quanto abbiamo paura delle altre religioni? Le religioni dialogano tra di loro? Qual'è la finalità del dialogo? Cos'è il fondamentalismo religioso?)  testi da inviare entro il 31 gennaio 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.