Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / In manette il missionario che documenta lo sfruttamento. Ma è rivolta, di Matteo Fraschini Koffi

In manette il missionario che documenta lo sfruttamento. Ma è rivolta, di Matteo Fraschini Koffi

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 06/05/2019 10:24
Padre Aurelio Gazzera fermato perché documentava i danni ambientali provocati dalle miniere d'oro. Ma è stato rilasciato dopo le proteste in massa della sua gente...

«Non mi sento molto tranquillo». Commenta così ad Avvenire padre Aurelio Gazzera, missionario carmelitano residente da anni a Bozoum, nel nord-ovest della Repubblica Centrafricana. Alcuni militari lo hanno fermato per ore sabato scorso per aver fotografato il sito di una miniera sfruttata da una compagnia cinese. «Abbiamo una pattuglia di caschi blu davanti alla parrocchia – spiega Gazzera –, ma la gente fatica a fidarsi anche di loro».

Tutto è iniziato quando una società cinese ha cominciato alcuni mesi fa a scavare nell’area alla ricerca dell’oro. I danni ambientali e umani provocati durante gli scavi possono però essere fatali per la gente del posto. Per questo il carmelitano, sostenuto dalla popolazione locale, ha deciso di indagare documentando i lavori di questa ditta. «Mi hanno sequestrato cellulare e macchina fotografica – racconta Gazzera –, e poi mi hanno portato alla Brigata Mineraria, il comando militare incaricato di difendere le miniere».

L’arresto del religioso ha però provocato una rivolta popolare. Circa 4mila persone hanno manifestato per richiedere dalle autorità la sua liberazione. Gli abitanti di Bozoum hanno iniziato inoltre a minacciare i militari e la società cinese, bruciando almeno un veicolo ed erigendo barricate. Da anni, ormai, oro e diamanti vengono venduti o trafficati, alimentando le violenze nel Paese. 

«È paradossale che ci siano soldati pronti a difendere le società straniere e non la popolazione locale», sottolinea il missionario. In Centrafrica quasi tutto il settore minerario coinvolge artigiani che non usano le dovute precauzioni nello scavare. Spesso ci sono persino donne e bambini nei siti delle miniere, in gran parte incustodite dopo lo sfruttamento iniziale.

Da quando è riesplosa la guerra civile nel 2012, sono stati diversi gli accordi firmati per placare gli scontri spesso definiti frettolosamente «etnici o religiosi». Come spesso accade, però, le vere ragioni delle sofferenze si trovano nel “bottino di guerra”. In questo caso si tratta appunto delle risorse minerarie a cui Paesi stranieri come Francia (ex potenza coloniale), Cina e Russia sono fortemente interessati. 

«La Cina non sta solo scavando per cercare l’oro – ci spiega un diplomatico occidentale che si trova sul posto –. Sono anni che stanno esplorando il nord-est del territorio centrafricano per sfruttare le riserve di petrolio». Tre giornalisti russi sono invece stati uccisi l’anno scorso per aver investigato i legami tra Mosca e la capitale Bangui, soprattutto nel settore dei diamanti e delle armi.

«La situazione rimane molto tesa – conclude Gazzera –. La settimana prossima dovrei recarmi a Bangui insieme ad alcuni leader religiosi per discutere con le autorità del nostro futuro. Vedremo». 

 

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/manette-al-missionario-padre-gazzera-poi-rilasciato-centrafrica

 

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine_115_Pagina_01.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 115
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: Ambiente

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) in preparazione.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa ci fa diventare razzisti? C'è il razzismo nella Chiesa?),  testi da inviare entro il 15 ottobre 2019.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? I Pro e i Contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 15 novembre 2019.

 listing Il 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  (Quanto abbiamo paura delle altre religioni? Le religioni dialogano tra di loro? Qual'è la finalità del dialogo? Cos'è il fondamentalismo religioso?)  testi da inviare entro il 31 gennaio 2020.

 listing Il 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 15 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.