Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Ilaria Alpi: 19 anni ma è ancora oggi, di Santo Della Volpe

Ilaria Alpi: 19 anni ma è ancora oggi, di Santo Della Volpe

creato da Denj — ultima modifica 17/09/2015 11:32
Luciana Alpi ed i parenti di Miran chiedono ancora e sempre Verità e Giustizia. Un appello: chi sa parli!!! Chi ha visto per favore dica cosa è successo!! Con la speranza che finalmente si raggiunga qualche brandello di verità...

Nel maggio prossimo, Ilaria Alpi avrebbe compiuto 52 anni. Miran Hrovatin quest’anno ne avrebbe  64 e forse sarebbe vicino alla pensione, chissà… Ma a molti di noi sembra impossibile vederli  diversi da come ci appaiono nelle fotografie e nei filmati di quei giorni a Mogadiscio ed a Bosaso.

Era il 20 marzo 1994 ma sembra oggi: quei visi con  gli occhiali da sole, Ilaria con il velo, che guarda nell’obiettivo della telecamera , lo sguardo dolce di una giovane trentenne…Pochi sanno che quella mano che scosta dal capo il velo bianco aveva un tatuaggio con l’”henna” : glielo aveva fatto una delle tante donne somale che Ilaria incontrava a Mogadisco, anche solo per prendere il thè dopo una giornata di lavoro,o per parlare di famiglia, di guerra, di futuro e di speranza. Quel tatuaggio, che poi si scoloriva al ritorno in redazione, era uno degli orgogli di Ilaria: lo faceva vedere per dire “vedi, è il nostro modo di fare giornalismo, di stare con la gente e di scoprire le notizie…la guerra,sporca, che colpisce sempre di più i civili, la guerra sporca dei signori della guerra, mercanti del dolore che fanno i traffici”. Dì questo avevamo parlato,nel corridoio della nostra redazione , giovane redazione (eravamo da poco meno di un anno a Saxa Rubra) composta da giovani già però passati per esperienze che fanno invecchiare, come le guerre (Iraq, Balcani) o le crisi nazionali e internazionali. Ma quanta speranza…(c’era stata Mani Pulite, era finita una Prima Repubblica, a Palermo la città era scesa in piazza contro la mafia,dopo Falcone e Borsellino); e quanta voglia di vivere e di fare questo lavoro emanava Ilaria.

Voleva partire per la Somalia,perché le truppe dell’Onu si stavano ritirando, i soldati italiani stavano per imbarcarsi sulle navi al largo della Somalia: era la fase più difficile e delicata, la Somalia rischiava di restare in balia dei signori della guerra. Era lì la notizia, bisognava andare.  Certo Ilaria, la notizia è lì; ma quanto pericolo ora ! “ Lo sai che il momento del ritiro degli eserciti è il più pericoloso anche per noi giornalisti?” Le chiesi in quel giorno  di marzo: lei con in mano il taccuino, quelle mani di tatuaggio rosso ormai scolorito…lei che diceva, ho delle belle storie, la gente lì soffre, noi dobbiamo andare e poi…vedrai. “ Ma tu ,tu non sei stato lì in Iraq proprio nella guerra civile?” mi disse. Come dire, perché io no?E tu lì invece in Iraq c’eri sotto le bombe. Devo andare, devo andare….

Ancora oggi non riesco a pensare che forse avrei, avremmo, dovuto insistere di più per non farla partire. Oggi, in ogni ricorrenza, ci penso… Era un momento particolare della RAI. In mezzo a turbolenze politiche di vario genere (quanto mai…sai la novità!),quegli ottimi amministratori chiamati “i professori” si erano trovati tra le mani la questione delle trasferte estere piene di errori e  con alcuni falsi clamorosi nei rimborsi spese. In piena campagna elettorale ( le elezioni si svolsero una settimana dopo la morte di Ilaria e Miran) i giornali ed i politici che soffiavano sul fuoco, colpivano nel mucchio i giornalisti e, palpabile, tutti vedevamo la difficoltà ad affrontare quelle palate di fango contro la RAI, salvando il volto più amato del servizio pubblico, i suoi giornalisti veri, le nostre inchieste,i tg. Sparavano nel mucchio quegli uomini politici rancorosi che aspiravano alla “normalizzazione”, che sarebbe presto arrivata,contro ogni voce fuori dal coro.

E così Ilaria  disse: “posso partire anche con pochi dollari, ce la facciamo anche con una  scorta più piccola… “Ma come in quei posti dove solo i dollari possono salvarti la vita! Lì dove,appunto,la vita vale un mitra  e meno di  una “tecnica”? “Si, noi ce la facciamo,mi faccio ospitare, ho i miei contatti,a noi nessuno può dire niente per le trasferte…” Tutto vero ma Ilaria, sei partita con pochi, troppo pochi dollari !! Troppo indifesa!! Che brutto clima quei giorni, quante speranze…infrante! E chi aveva responsabilità non riuscì  ad evitare che quel clima ricadesse su chi vi lavorava; frastornato, con impegno e rigore, ma senza serenità.   Ilaria partì con Miran,esperto ( lui le darà una mano a non correre pericoli, pensavamo,visto che Alberto,il cameraman storico di Ilaria, ha la spalla lussata)….partì lo stesso. E per molti di noi  resterà il rimpianto di non aver insistito più del dovuto per farla restare.  avevamo, dovevamo…. Ma partì perché un giornalista deve fare il suo lavoro, sempre; è più forte di noi. Ed Ilaria e Miran erano bravi: lei giovane ma caparbia il giusto,si informava, studiava, parlava anche l’arabo e rideva dei capi che stavano in redazione dietro le sedie…I giornalisti veri consumano le suole delle scarpe, le avevamo detto appena era arrivata  al TG3, giovane  vincitrice di concorso, come primo insegnamento e sinonimo di buona informazione. Lei non sapeva cosa fossero le assunzioni per via politica o di amicizia: lei faceva parte di quella lega di giornalisti selezionati per concorso  perché era brava. E poi, aveva anche curiosità , aveva capito che i misteri d’Italia non si fermavano in Europa o al massimo al confine del Mediterraneo. Quei bidoni che affioravano sulla splendide spiagge somale non contenevano  ricordi o regali per i bambini, ma rifiuti tossici che venivano dall’Italia e facevano venire piaghe sulla pelle dei somali.

Li hanno uccisi per questo, Ilaria e Miran.

Io so. Diceva Pasolini. Giorgio e Luciana Alpi lo sanno, lo sappiamo anche noi. Ma non c’è una verità giudiziaria,non c’è un colpevole. Ci sono invece tanti misteri. L’assassinio di Ilaria e Miran è un altro dei misteri italiani, dove non si vuole raggiungere la verità,se anche la Commissione parlamentare Taormina è riuscita a deviare l’accertamento dei fatti arrivando alla bestemmia di dire che Ilaria e Miran erano andati “al mare a Bosaso”… E dove sono finiti i taccuini di Ilaria che mancano all’appello? E quei referti post mortem così frettolosi e poco accurati? E la macchina dei nostri colleghi,nelle immagini piana di sangue, fatta tornare in Italia anni dopo ben ripulita con addirittura i rivestimenti e  le moquettes interne cambiate? Dov’erano i servizi segreti italiani in quei giorni a Magdiscio? E quel misterioso signor Gelle che dice d’esser stato “imbeccato “ da misteriose autorità italiane per accusare suoi connazionali ,ma che è poi sparito senza che  nessuna Criminalpol lo abbia cercato  in giro per l’Europa?   Giorgio Alpi se ne è andato (e ci ha lasciati sofferenti) senza riuscire ad avere un minimo di risposte plausibili a queste domande, senza un briciolo di verità o un paio di nomi di esecutori e mandanti per la morte della sua dolce Ilaria.

Luciana Alpi   ed i parenti di Miran chiedono ancora e sempre Verità e Giustizia. Un appello: chi sa parli!!! Chi ha visto per favore dica cosa è successo!! Con la speranza che finalmente si raggiunga qualche brandello di verità. E sperando che la commissione d’indagine parlamentare auspicata dal presidente del Senato Grasso nel suo discorso di insediamento, possa finalmente prendere il via ed indagare senza pregiudizi e false piste. A noi tutti,oggi, tanti ricordi, qualche forte rimpianto e la dolcezza di uno sguardo che ci manca e che  oggi, a 52 anni, lo crediamo, avrebbe ancora saputo darci lampi di gioia e di allegria, se fosse con noi…. dolce e forte Ilaria Alpi.

 

fonte: www.liberainformazione.org, 20.03.2013

Azioni sul documento
  • Stampa
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Prossimi eventi
Il voto politico tra astensione e progetti 03/09/2022 16:00 - 20:00 — Sala Bice Leddomade, via Sanges 11/A, Cassano delle Murge (BA)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.