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Il sogno di Dio, di Robert Cheaib

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 08/12/2018 11:01
Maria, senza dubbio ha avuto un privilegio: quello di nascere in comunione con il Creatore, senza quella distanza che i nostri no hanno frapposto tra noi e Dio. Ma il suo privilegio è la grazia ricevuta non è stata vana. Il sì di Maria all'annunciazione ne è una chiarissima conferma. Maria ci è posta dinanzi non Co e astro irraggiungibile, ma come vocazione perché tutti noi siamo chiamati ad essere «santi e immacolati al suo cospetto nell'amore»…

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Gen 3,9-15.20   Sal 97   Ef 1,3-6.11-12   Lc 1,26-38

 

Maria è ciò che non siamo stati, ma è ciò che possiamo diventare. A sostenerci in questa impresa dell'impossibile è l'audacia del sogno di Dio che ci ha visti prima della creazione del mondo come «santi e immacolati al suo cospetto nell'amore». Il sogno di Dio non è reverie. Il sogno di Dio è la rivoluzione sottesa alla realtà. È il sogno che ci ha creati dal nulla, il sogno che ha fatto sì che Dio nascesse dal grembo di una vergine e che farà sì che dalle spine delle nostre esistenze nascano i fiori bianchi che profumano di pura eternità, come fu Maria.

 

* Scrittore e docente di teologia presso varie università tra cui la Pontificia Università Gregoriana. Membro del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita.

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