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Il Sinodo: un’esperienza di partecipazione di coppia alla vita ecclesiale, di Rossana Franzoso

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 05/04/2022 09:45
Un’esperienza che ci ha aiutato a riflettere sul nostro ruolo e sulla qualità della nostra partecipazione alla vita della comunità parrocchiale…

Il 10 ottobre 2021 Papa Francesco apre ufficialmente il processo sinodale che porterà alla celebrazione del Sinodo dei vescovi prevista nel 2023.

Il percorso è articolato in tre fasi: da una fase diocesana e una continentale che daranno vita a due diversi strumenti di lavoro, si giungerà a quella conclusiva a livello di Chiesa universale.

La fase diocesana, da ottobre 2021 ad aprile 2022, ha come obiettivo la consultazione del popolo di Dio “affinché il processo sinodale si realizzi nell’ascolto della totalità dei battezzati”: quindi è la fase dell’ascolto dal basso, cara al pontefice.

Alla chiusura di questa prima fase, ogni diocesi invierà il suo contributo alla conferenza episcopale che ne farà una sintesi per la Segreteria Generale del Sinodo che redigerà il primo strumento di lavoro.

La seconda fase, da settembre 2022 a marzo 2023, vedrà impegnata la Segreteria Generale del Sinodo che invierà il primo strumento di lavoro, mentre ogni Conferenza episcopale nominerà un referente che fungerà da collegamento sia con le Conferenze episcopali che con la Segreteria Generale del Sinodo.

Le assemblee termineranno con la redazione di un documento finale entro marzo 2023.

Nell’ottobre 2023 il Sinodo entrerà nella terza fase, quella della Chiesa universale: la celebrazione del Sinodo dei vescovi si terrà a Roma nello stesso mese. 

Quando il mio parroco don Giangiuseppe Luisi mi ha coinvolta chiedendomi di partecipare al gruppo del Sinodo, ho avuto molte perplessità, consapevole del fatto che del Sinodo sapevo molto poco.

Tuttavia ho cominciato a seguire il processo di formazione con il gruppo dell’Ufficio Pastorale Diocesano, riservandomi di dare la mia adesione quando avessi compreso meglio di che cosa si trattava.

Quando mi è stato chiaro che il mio contributo poteva consistere nel facilitare, attraverso la conduzione, il lavoro dei gruppi, ho ritenuto di poter mettere a disposizione della comunità la mia esperienza e la mia formazione specifica acquisita durante lo svolgimento della mia professione.

Abbiamo, quindi, cominciato il percorso con le riunioni in parrocchia sotto la guida del parroco don Giangiuseppe, sia per conoscere tutti i facilitatori coinvolti, sia per concordare le modalità di conduzione e sia per stabilire un cronoprogramma.

Abbiamo così cominciato ad individuare i gruppi con cui avviare questo cammino, dai più vicini alla comunità parrocchiale: il Consiglio pastorale parrocchiale, la comunità di Gesù Risorto, i catechisti, le confraternite;

-ai più lontani: le famiglie dei bambini che frequentano il catechismo, coloro che frequentano la Messa domenicale, i giovani e, per finire, i rappresentanti dell’Amministrazione comunale.

L’adesione e la partecipazione ai lavori di gruppo è stata abbastanza numerosa e, sorprendentemente, i partecipanti hanno contribuito in modo molto significativo, soprattutto i lontani dalla comunità parrocchiale.

Mi ha colpito in modo particolare l’incontro col gruppo dell’Amministrazione comunale e quello delle coppie di giovani che si preparano al matrimonio, tutti coloro da cui non ci si aspettava un entusiasmo come quello dimostrato. Il loro contributo è stato proficuo e ricco di spunti di riflessione.

Sono stata affiancata e validamente supportata in questa esperienza, nel ruolo di segretario, da mio marito, normalmente restio a questo genere di cose.

Questa esperienza ci ha aiutato a riflettere sul nostro ruolo e sulla qualità della nostra partecipazione alla vita della comunità parrocchiale dalla quale siamo sempre stati alquanto distanti. Il confronto con i gruppi ci ha aiutato a metterci in discussione e ci ha arricchito molto sul piano personale e sul piano della fede.

Abbiamo compreso il valore e l’importanza del camminare insieme con compagni di viaggio con cui condividere dubbi e timori e, soprattutto, dell’assumersi la responsabilità della partecipazione concreta, dedicandovi parte del proprio tempo.

[operatrice pastorale, parrocchia San Francesco D’Assisi, Castellana Grotte, Bari]

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Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

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(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
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