Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Il riso e l'empatia, di Annamaria Testa

Il riso e l'empatia, di Annamaria Testa

creato da D. — ultima modifica 14/09/2015 13:58
Dare un nome più suggestivo a un sentimento antichissimo e universale può servire a sviluppare discussione e pensiero critico.

Conviene diffidare delle mode. È quanto invita a fare il Corriere Cultura a proposito del termine empatia: viviamo nel mezzo di una “smania empatica”, per usare l’espressione di Steven Pinker, docente ad Harvard. Per esempio, la frequenza della ricerca per la parola empatia su Google è più che raddoppiata negli ultimi dieci anni. Sono andata a vedere (bastano un paio di clic su GoogleTrends). In effetti è vero, sia nel mondo anglofono (empathy), sia per italiani, spagnoli, polacchi (empatia). Sorte analoga, ma su livelli più bassi e solo nel mondo anglofono, per un’altra parola emergente: resilienza. I cinque paesi dove più si è cercato empathy sono, nell’ordine, Ghana, Giamaica, Filippine, Nigeria e Stati Uniti. Resilience invece va forte in Kenya, a Singapore, in Australia, in Nuova Zelanda e a Hong Kong. Il Corriere prosegue affermando che oggi un alto quoziente d’intelligenza – il vero mito del secolo scorso – non basta più a districarsi nelle complessità della vita, e che le nuove generazioni, piegate dalla crisi, cercano prospettive che vadano oltre il successo e il possesso: l’empatia, appunto. Il rischio, conclude il Corriere citando, tra gli altri, un brillante articolo uscito su The Atlantic, è che la moda empatica si affermi nella sua versione ingenua e buonista, il sentimentalismo, e infine collassi su se stessa schiacciata dal peso dell’attenzione dovuta a ogni più delicata sensibilità individuale: se il “politicamente corretto” degli anni passati intendeva infatti rispettare i sentimenti collettivi delle minoranze, l’”empaticamente corretto” si pone l’obiettivo impossibile di proteggere ciascun individuo da ogni possibile fonte di turbamento. In questa prospettiva, è confortante che cresca anche l’attenzione nei confronti del concetto di resilienza. Dopotutto, potrebbe essere quella la chiave per ridurre le ormai troppe aree sensibili da cui sembrerebbe empaticamente obbligatorio stare alla larga.

Tuttavia.

È Giulio Giorello a sottolineare che il sentimento morale dell’empatia è in realtà antichissimo, universale, e che lo condividiamo con numerose specie animali, coccodrilli compresi. Forse, semplicemente, abbiamo trovato una parola nuova e più suggestiva per definire ciò che si è sempre chiamato “compassione”: quel tipo di affetto che connette l’interiorità dell’uomo alla realtà esterna, la sua coscienza alle vicende altrui, appunto attraverso la cognizione del dolore. E la rivista Le Scienze segnala i risultati di una ricerca che prova a collegare culture, stili di pensiero e tradizioni agricole delle singole comunità: succede che nelle regioni del nord della Cina, dove si coltiva il grano, le persone siano più individualiste e orientate al pensiero analitico. A sud si coltiva il riso, che chiede non solo più lavoro ma anche più cooperazione per la manutenzione di una complessa infrastruttura di dighe, terrazze e canali. Risultato: le persone sono più cooperative, solidali e orientate al pensiero olistico. Mi sto chiedendo se le recenti fortune dell’empatia non possano derivare anche dal fatto che ormai quasi tre miliardi di persone si incontrano, lavorano e hanno occasione di cooperare su quella complessa infrastruttura che è il web: una risaia, erbacce, zanzare e sanguisughe comprese, grande come il mondo. Per esempio, in una terrazza ci sono giovani brasiliani che imparano l’inglese chiacchierando con americani anziani soli: uno scambio che arricchisce entrambi. In un’altra, gli innumerevoli redattori occupati a scrivere e a rivedere oltre 24 milioni di voci, in 250 lingue, pubblicate su Wikipedia, per la quale siamo tutti grati. In un’altra ancora, sconosciuti che collaborano per catalogare comete, tenere sotto controllo il cambiamento climatico, decifrare i canti delle balene o dare una mano alla ricerca sul cancro. Certo: non è tutto così idilliaco. Anche per questo conviene che l’idea di empatia si rafforzi, fino a comprendere la possibilità di sviluppare (empaticamente) discussione e pensiero critico. Per quanto mi riguarda, però, sono contenta che si parli di empatia (dopotutto, esistono mode assai peggiori) e che siamo tutti qui, con i piedi a mollo nella stessa risaia. Tra l’altro, frugando qua e là, ho ritrovato questo video delizioso.

Fonte: www.internazionale.it, 09.07.2014

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasi un fine 118.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 118
(2020- Anno XVI)

quadratino rosso Tema: Economia civile

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 118 è sull'ECONOMIA CIVILE. Il cartaceo è stato spedito; il PDF lo si trova qui si sopra nella home page.

 listing Il n. 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  è in preparazione.

 listing Il n. 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 30 aprile 2020.

Per il n. 120 lanciamo un’iniziativa per coinvolgere tutti i nostri lettori: Tweet on duty - Un tweet sul dovere

Ti chiediamo di rispondere a una sola di queste domande (indicando nome, cognome, lavoro, città) in maniera sintetica, praticamente non più dei 140 caratteri che si usano in un tweet, da inviare a associazione@cercasiunfine.it o sms o whatsapp al cell. 337 1031728
Ecco le domande, scegline solo una e rispondi!
1. Cosa ti spinge a fare il tuo dovere?
2. Cosa provi nel fare il tuo dovere?
3. Cosa ti aspetti quando fai il tuo dovere?
4. Quali difficoltà incontri quando fai il tuo dovere? 
Testi da inviare entro il 30 aprile 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.