Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Il riarmo russo e l'Ucraina: gli alti satelliti vedono. E noi?, di Marina Corradi

Il riarmo russo e l'Ucraina: gli alti satelliti vedono. E noi?, di Marina Corradi

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 06/12/2021 09:58
Guerra fredda? Non la conoscono i ragazzi, ma se ne ricordano bene i nostri padri e nonni: che, reduci dal conflitto mondiale, avevano coscienza di come la pace mondiale fosse sempre sospesa a un delicato, fragile punto di equilibrio…

Gli occhi dei satelliti militari che, lassù in alto, gravitano attorno alla Terra registrano da settimane un massiccio addensamento di truppe russe al confine con l’Ucraina, decine e decine di migliaia di uomini con blindati e artiglieria, scriveva sabato il "Washington Post", parlando di una possibile offensiva di Mosca che potrebbe inaugurare il 2022. 

La notizia, tuttavia, è scivolata rapidamente in basso nei siti web. Un mese fa, un generale del Pentagono aveva ammesso che l’intelligence Usa era spiazzata dall’ultima impresa cinese, il lancio di un missile ipersonico (6.700 chilometri all’ora), che alla fine dell’estate ha fatto il giro del pianeta, mancando di appena 30 chilometri il bersaglio stabilito, in una regione desertica dell’Asia. "Lunga marcia", si chiama il missile in questione, e pochi giorni fa dal Pentagono ne hanno resa nota un’altra virtù, cioè il possedere una seconda testata autonoma, destinata a contrastare e potenzialmente ad annientare le difese missilistiche dell’obiettivo. Leggendo, a più d’uno si è stretta la gola.

Anche "Lunga Marcia" tuttavia è stato abbastanza snobbato dal web. E di Zircon, il suo fratello ipersonico russo, spedito in orbita a luglio, ricordate d’avere sentito parlare? Dalla fregata Ammiraglio Gorskhov, in navigazione nel Mar Bianco, Putin si è mostrato trionfante: «Questa nuova generazione di armi russe non ha eguali nel mondo».

Ma noi, alle prese con il Covid, non sembriamo granché coscienti di cosa sta accadendo. Ogni sera l’amaro computo dei morti, e le battaglie sul Green pass, e, in vacanza dove si può andare? La lotta contro il virus ci ha presi totalmente. Ma il mondo si sta riarmando. Nel 2020, primo anno di Covid e di crisi economica globale, le spese per gli armamenti sono cresciute del 2,6 per cento rispetto all’anno prima, un settore florido. L’Occidente tiene dietro al riarmo russo, i Paesi asiatici e anche gli Usa a quello cinese. E ora, i missili ipersonici. Un esperto di intelligence Usa ha avvertito che i droni sono ormai roba arretrata: armi al laser, soldati robot e vettori ipersonici, questo è il Terzo millennio.

E riferendosi al lancio di "Lunga marcia" un generale americano ha garantito in un’intervista che si tratta di qualcosa quasi paragonabile al "momento Sputnik" del 1957, quando il primo satellite dell’Urss lasciò sgomenti gli Usa, e fu una potente spinta alla Guerra fredda.

Guerra fredda? Non la conoscono i ragazzi, ma se ne ricordano bene i nostri padri e nonni: che, reduci dal conflitto mondiale, avevano coscienza di come la pace mondiale fosse sempre sospesa a un delicato, fragile punto di equilibrio. Anche chi scrive ha il ricordo di quella silenziosa apprensione in famiglia, dopo i tg in bianco e nero, certe sere. Lo sguardo degli uomini che erano tornati dal fronte e delle donne che avevano visto i bombardamenti distruggere le città, avevano ancora dentro come una sorta di inquietudine: ma, davvero sarà finita? Sembravano chiedersi.

Poi siamo arrivati noi, i figli del boom, e le bombe e i lager e il Don e erano già solo un racconto degli adulti. Siamo cresciuti in un’Europa nata sulle macerie, che prometteva di essere unita, giusta, democratica. Forse ci siamo seduti un po’ troppo su questa certezza? Sembra che diamo questo elemento per scontato. Abbiamo, è vero, cento guai, disoccupazione, inquinamento, cambiamenti climatici, disagio giovanile - e su tutto questo virus, che non se ne va. Ma, quanto alla pace e per lo meno in casa nostra, non ce ne diamo troppo pensiero. Come fosse una faccenda scontata. La guerra, da noi? Impossibile, via.

In questo senso i carri armati di Putin alle porte dell’Ucraina, mai tanti quanti ora, sono un po’ disturbanti – l’Ucraina è Europa. Giriamo la pagina di giornale, lasciamo scorrere il titolo sullo schermo del pc, lasciamolo andare giù, come anche quell’altra storia dei missili ipersonici che cominciano a ronzarci attorno. A 6.700 chilometri all’ora circumnavigano silenti il pianeta, mentre noi lavoriamo, o mettiamo i bambini a letto, la sera. Ecco, i bambini: quelle armi spaventevoli e i nostri figli. Ci pensiamo abbastanza? O non dovremmo averne una coscienza maggiore? Almeno come i nostri genitori: quella inquietudine, a certe notizie, che mescolava nei loro occhi ansia, memoria, sollecitudine per noi, e, in alcuni, preghiera. Perché, avendo visto, non potevano cullarsi in un troppo facile "non succederà più".

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/ucraina-riarmo-i-satelliti-vedono-e-noi-no-corradi

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: ,
Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo:

Vico II Spineto,2 (c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)

76013 Minervino Murge (BT)

per info:

mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it

cell: 349 6534286

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 124
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Pianeta che vogliamo

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  è in preparazione. 

 listing Il n. 126 è su "Il rispetto dell'identità sessuale"  (cosa intendiamo per identità sessuale? Come rispettarla nella vita quotidiana? Quali tutele politiche e giuridiche introdurre?). Tc

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). Testi da inviare entro il 28 febbraio 2022.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.