Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Il razzismo strisciante e un prete che invita a sparare, di Rocco D’Ambrosio

Il razzismo strisciante e un prete che invita a sparare, di Rocco D’Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 09/08/2017 14:29
Un intervento del nostro direttore, Rocco D'Ambrosio, su Repubblica Bari, sul tema dell'accoglienza e della lotta al razzismo negli ambienti ecclesiali...

 

Era l’otto agosto del 1991: nel porto di Bari sbarcano 20.000 albanesi; il 7 marzo a Brindisi ne erano arrivati 27000. A Bari ad accoglierli, tra tantissime difficoltà, c’erano le forze dell’ordine, i volontari, le autorità, in particolare i vescovi Bello e Magrassi. Parte da quel periodo la storia recente dell’accoglienza dei migranti in Puglia. Quasi trent’anni che hanno visto luci e ombre su cui è imperativo morale riflettere. Le luci: una straordinaria capacità di pronto intervento, mobilitando operatori, risorse e mezzi senza nessuna remora; un’attenzione costante delle istituzioni pubbliche al fenomeno migratorio; una lenta trasformazione da mentalità chiusa e egoista a mentalità aperta e accogliente, un po’ più saggiamente globale. Le ombre: il razzismo e le tante forme di chiusura crescenti; i luoghi comuni sciocchi e infondati sulle migrazioni; lo scaricabarile nell’assumersi le responsabilità dell’accoglienza e dell’inserimento dei cittadini stranieri; il leghismo in salsa meridionale, ottuso quanto ridicolo; la resistenza di alcuni settori culturali e politici – quali pezzi di sinistra e ambiente cattolico – a promuovere e testimoniare accoglienza e solidarietà. Fino ad avere politici di sinistra che sono più razzisti di altri o pastori cattolici che predicano contro i migranti. In questo quadro, per quanto possa fare notizia, un prete che invita a “sparare sui migranti” deve indurci a un’analisi un po’ più ampia.

Esiste anche nelle nostre terre una forma di fede cattolica, che è “refrattaria al Vangelo”, direbbe Sturzo. E’ quella pseudo religiosità nutrita di ideologie destrorse e razziste e di una religiosità popolare che ha più di magico e superstizioso che di autentica devozione. Riguardo alla ideologizzazione della fede: la tendenza è presentare un sapere compatto, indiscutibile, che è distintivo della propria identità proprio perché viene accettato in toto e senza discutere; che non permette domande e non tollera dubbi o sottolineature diverse; che mortifica la ricerca intellettuale in schemi rigidi e sterili. Sulla religiosità popolare: se la devozione popolare non è autentica riduce la fede a spettacolo liberatorio; preferisce un dio usato come dispensatore di guarigioni e non Dio Padre; insegue gli atti magici, con richieste di denaro per creare vere e proprie imprese a fine di lucro, spesso anche mafiose.

Su queste derive cattoliche, tutti, pastori e laici credenti, abbiamo il dovere, secondo le personali responsabilità, di dichiarare che tutto questo è negazione del Vangelo di giustizia e pace. Dalle prime comunità cristiane a don Tonino Bello, dai santi della carità a papa Francesco la linea è sempre la stessa, cioè quella del Buon Samaritano, che soccorre, a prescindere da fede e cultura del malcapitato o povero. Essere cristiani vuol dire farsi prossimo: questo non è un invito, ma è una opzione fondamentale; chi la nega non è cristiano. Ci sono, invece, anche in Puglia, pastori e fedeli cattolici, che hanno creato, culturalmente e praticamente, una zona ambigua in cui si tenta di conciliare gli impossibili: cristianesimo e nazi-fascismo, accoglienza e razzismo, carità e rifiuto, condivisione e lusso sfrenato e cosi via. Qualche NO in più (con conseguenti provvedimenti disciplinari), specie da parte della gerarchia cattolica, non guasterebbe. Sulle banchine del porto di Bari – me lo ha raccontato il magistrato Nicola Magrone – don Tonino Bello e padre Mariano Magrassi non discutevano di politiche migratorie e aiuti agli italiani o agli stranieri. Semplicemente si “struggevano”, con il cuore e la mente, per trovare una soluzione alle migliaia di persone che stavano sbarcando. Perché questa è la fede cristiana: non inneggiare a chi nega la dignità del povero e bisognoso, ma rimboccarsi le maniche per far sentire a casa chi fugge per fame di pane o libertà. Non a caso don Tonino ripeteva: “non sono i coperti che mancano sulla mensa; sono i posti in più che non si vogliono aggiungere a tavola”.

 

Fonte: Repubblica Bari, 9 agosto 2017, pp. I e V

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: ,
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.