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Il Papa: in politica mancano statisti di alto spessore umano, riscoprire La Pira, di Salvatore Cernuzio

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 24/11/2018 11:44
Francesco incontra la fondazione intitolata al “sindaco santo” di Firenze e ne richiama l’esempio come modello contro le tentazioni di «attaccamento al potere» e «clientelismo» …

Riscoprire, guardare e ispirarsi alla figura di Giorgio La Pira. In un momento in cui «la complessità della vita politica italiana e internazionale necessita di fedeli laici e di statisti di alto spessore umano e cristiano per il servizio al bene comune», Papa Francesco richiama la vita e l’opera del “sindaco santo” di Firenze, «profeta di speranza» per la Chiesa e per il mondo contemporaneo, il cui esempio - dice nell’udienza di oggi in Vaticano ai membri della fondazione intitolata al venerabile - «è prezioso specialmente per quanti operano nel settore pubblico».

Proprio costoro, afferma Bergoglio nel suo discorso in Sala Clementina, «sono chiamati ad essere vigilanti verso quelle situazioni negative che San Giovanni Paolo II ha definito “strutture di peccato”». Ovvero tutte quelle azioni e tentazioni che «sono la somma di fattori che agiscono in senso contrario alla realizzazione del bene comune e al rispetto della dignità della persona».

Si cede ad esse, evidenzia il Papa, «quando, ad esempio, si ricerca l’esclusivo profitto personale o di un gruppo piuttosto che l’interesse di tutti; quando il clientelismo prevarica sulla giustizia; quando l’eccessivo attaccamento al potere sbarra di fatto il ricambio generazionale e l’accesso alle nuove leve». Quando, in sostanza, si finisce per dimenticare quello che La Pira non si stancava mai di ribadire, e cioè che «la politica è un impegno di umanità e di santità». E che il Concilio Vaticano II definiva «una via esigente di servizio e di responsabilità per i fedeli laici, chiamati ad animare cristianamente le realtà temporali».

Ai membri della fondazione “Giorgio La Pira”, accompagnati dall’arcivescovo di Firenze il cardinale Giuseppe Betori, che hanno concluso i lavori del V Convegno nazionale a Roma, Papa Bergoglio chiede quindi di contribuire, attraverso i loro studi e le loro riflessioni, «a far crescere, nelle comunità e nelle regioni italiane nelle quali siete inseriti, l’impegno per lo sviluppo integrale delle persone». E soprattutto «a mantenere vivo e a diffondere il patrimonio di azione ecclesiale e sociale» di La Pira; in particolare - dice - «la sua testimonianza integrale di fede, l’amore per i poveri e gli emarginati, il lavoro per la pace, l’attuazione del messaggio sociale della Chiesa e la grande fedeltà alle indicazioni cattoliche». Tutti elementi che costituiscono «un valido messaggio per la Chiesa e la società di oggi, avvalorato dall’esemplarità dei suoi gesti e delle sue parole», sottolinea Francesco.

«I suoi atteggiamenti erano sempre ispirati da un’ottica cristiana, mentre la sua azione era spesso in anticipo sui tempi». Varia e multiforme fu pure la sua attività di docente universitario, soprattutto a Firenze, ma anche a Siena e Pisa; le diverse opere caritative come la “Messa del Povero” presso San Procolo e la Conferenza di San Vincenzo “Beato Angelico”; il lavoro presso la rivista Principi, in cui non mancarono critiche al fascismo che per questo lo prese di mira e lo costrinse a rifugiarsi. Lui, ricercato dalla polizia del regime, trovò riparo in Vaticano soggiornando per un periodo soggiornò nell’abitazione dell’allora sostituto della Segreteria di Stato, Giovanni Battista Montini, il futuro Paolo VI, «che - ricorda il Papa - nutriva per lui grande stima».

Nel 1946 La Pira fu invece eletto all’Assemblea Costituente, dove contribuì alla stesura della Costituzione della Repubblica Italiana, ma «la sua missione al servizio del bene comune trovò il suo vertice nel periodo in cui fu sindaco di Firenze, negli anni cinquanta», sottolinea il Pontefice. «La Pira assunse una linea politica aperta alle esigenze del cattolicesimo sociale e sempre schierata dalla parte degli ultimi e delle fasce più fragili della popolazione».

Si impegnò anche in un grande programma di promozione della pace sociale e internazionale, con l’organizzazione di convegni internazionali “per la pace e la civiltà cristiana” e con vibranti appelli contro la guerra nucleare. Per lo stesso motivo compì uno storico viaggio a Mosca nell’agosto 1959. L’impegno politico-diplomatico divenne sempre più incisivo: nel 1965 convocò a Firenze un simposio per la pace nel Vietnam, recandosi poi personalmente ad Hanoi, dove poté incontrare Ho Chi Min e Phan Van Dong.

Insomma questo unico uomo che presto sarà elevato agli onori degli altari custodiva «una “manciata” di talenti», alle diverse associazioni che ne hanno raccolto l’eredità è chiesto quindi di farli «fruttificare», afferma il Papa. Il suo invito è a «valorizzare le virtù umane e cristiane che fanno parte del patrimonio ideale e spirituale del venerabile Giorgio La Pira. Così - conclude - potrete, nei territori in cui vivete, essere operatori di pace, artefici di giustizia, testimoni di solidarietà e carità; essere fermento di valori evangelici nella società, specialmente nell’ambito della cultura e della politica; potrete rinnovare l’entusiasmo di spendersi per gli altri, donando loro gioia e speranza».

«Oggi - aggiunge Papa Francesco a braccio, quasi come a verbalizzare una richiesta personale - ci vuole una “primavera”. Oggi ci vogliono profeti di speranza, profeti di santità, che non abbiano paura di sporcarsi le mani, per lavorare e andare avanti. Oggi ci vogliono “rondini”: siate voi».

 

https://www.lastampa.it/2018/11/23/vaticaninsider/il-papa-oggi-in-politica-mancano-statisti-di-alto-spessore-umanoriscoprire-la-pira-27YS6yqD53sAGvzneCWauK/pagina.html

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