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Il Papa: il mondo non ha bisogno di slogan urlati ma di dialogo, di Iacopo Scaramuzzi

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 28/07/2018 13:30
“Imparerete sempre meglio le forme della fedeltà alla Parola di Dio che ci interpella nella storia e della solidarietà con il mondo, sul quale non siete chiamati a emettere giudizi, ma a indicare strade, accompagnare cammini, lenire ferite, sostenere fragilità”...

«Non c’è bisogno di slogan urlati che rimangono spesso vuoti o antagonismi di partiti che si confrontano per conquistare la scena», ma di «una leadership capace di aiutare a trovare e mettere in pratica un modo più giusto per vivere in questo mondo e condividere un destino comune»: Papa Francesco lo scrive in un messaggio inviato ad un incontro di 500 teologi provenienti da tutto il mondo riuniti a Sarajevo, da oggi fino a domenica prossima, per affrontare questioni quali i cambiamenti climatici e le migrazioni . «Il tema del vostro incontro è un tema al quale io stesso ho richiamato spesso l’attenzione: la necessità di costruire ponti e non muri», afferma il Papa.

«Cari fratelli e sorelle, saluto tutti voi che prendete parte a questa terza conferenza mondiale sull’etica teologica, che ha luogo a Sarajevo, città di grande valore simbolico per il viaggio di riconciliazione e pacificazione dopo g li orrori di una guerra recente che ha portato tanta sofferenza alle persone di questa regione», scrive Jorge Mario Bergoglio nel messaggio firmato l’11 luglio e letto in inglese da monsignor Luigi Pezzuto, nunzio apostolico in Bosnia ed Erzegovina.

«Sarajevo è una città di ponti. Il vostro incontro è ispirato a questo motivo dominante che avvisa della necessità di costruire in un ambiente di tensione e divisioni nuovi cammini di vicinanza tra persone culture, religioni, visioni della vita e orientamenti politici. Ho apprezzato questo vostro sforzo sin dall’inizio, quando i membri del vostro comitato organizzatore mi hanno fatto visita in Vaticano a marzo scorso», scrive il Papa. «Il tema del vostro incontro è un tema al quale io stesso ho richiamato spesso l’attenzione: la necessità di costruire ponti e non muri. Continuo a ripeterlo nella speranza che le persone ovunque vi faranno attenzione a questo bisogno che è sempre più riconosciuto, sebbene a volte susciti resistenza e forme di regressione. Senza rinunciare alla prudenza, siamo chiamati a riconoscere ogni segno e mobilitare ogni nostra energia per rimuovere i muri della divisione e costruire ponti di fraternità dovunque nel mondo».

Tra i punti al centro dell’incontro «teso a costruire ponti in un tempo critico quale il nostro», scrive il Papa, «avete dato un posto centrale alla sfida ecologica, poiché alcuni dei suoi aspetti possono creare gravi squilibri non solo in termini di relazioni tra uomo e natura, ma anche tra generazioni e persone. Questa sfida come emerge dall’enciclica Laudato si’, non è solo una tra tante ma il più ampio sfondo per una comprensione sia dell’etica ecologica che dell’etica sociale. Per questo motivo, la vostra preoccupazione per la questione dei migranti e dei rifugiati è molto seria e provoca una metanoia che può promuovere una riflessione etica e teologica anche prima di ispirare auspicabili atteggiamenti pastorali e politiche responsabili e pianificate accuratamente».

«In questo scenario complesso ed esigente – sottolinea Papa Francesco – c’è bisogno di persone e istituzioni capaci di assumere una leadership rinnovata. Non c’è bisogno, d’altra parte, di slogan urlati che rimangono spesso vuoti o antagonismi di partiti che si confrontano per conquistare la scena. Abbiamo bisogno di una leadership capace di aiutare a trovare e mettere in pratica un modo più giusto per vivere in questo mondo e condividere un destino comune».

In merito alla questione di «come possa l’etica teologica offrire il proprio specifico contributo in tal senso – prosegue Bergoglio – trovo penetrante la vostra proposta di creare una rete tra persone e i diversi continenti con diverse espressioni e modalità che possano dedicarsi ad una riflessione etica in chiave teologica in uno sforzo per trovare effettive risorse. Con tali risorse possono essere svolte analisi auspicabili e, più importante ancora, possono essere mobilitate energie per una prassi compassionevole e attenta alle situazioni umane tragiche, preoccupata di accompagnarle con cura misericordiosa. Per creare una tale rete, è urgente innanzitutto costruire ponti tra voi, condividere idee e programmi e sviluppare programmi di vicinanza. Non c’è bisogno di dire che questo non significa puntare alla uniformità di punti di vista, ma piuttosto cercare sinceramente con buona volontà una convergenza di proposte, in apertura dialogica e in discussione tra prospettive diverse».

«Troverete di aiuto - prosegue il Papa - una particolare forma di competenza alla quale ho fatto riferimento nella introduzione della recente esortazione apostolica Veritatis gaudium : nel citare i criteri fondamentali per un rinnovamento degli studi ecclesiastici, ho sottolineato l’importanza di un dialogo di ampio raggio che può servire come base per una apertura interdisciplinare e transdisciplinare sia per la teologia che per l’etica teologica. Sottolineavo anche l’urgente bisogno che le istituzioni in giro per il mondo facciano rete per coltivare e promuovere gli studi ecclesiastici».

«Vi incoraggio, come donne e uomini che lavorano nel campo dell’etica teologica, ad essere appassionati ad un simile dialogo e al fare rete», scrive ancora il Pontefice argentino. «Questo approccio può ispirare analisi che possono essere quanto più penetranti e attente alla complessità della realtà umana. Voi stessi imparerete sempre meglio come essere fedeli alla parola di Dio che ci sfida nella storia e mostrare solidarietà con il mondo che non siete chiamati a giudicare ma piuttosto al quale offrire nuovi cammini, accompagnare viaggi, sostenere le debolezze. Voi avete già oltre dieci anni di esperienza nel costruire ponti nella vostra associazione. I vostri incontri internazionali a Padova nel 2006 e Trento nel 2010, i vostri incontri regionali in vari continenti e le vostre varie iniziative, pubblicazioni, attività di insegnamento vi hanno insegnato uno stile di condivisione che confido possa spingervi ad essere fruttuosi per l’intera Chiesa. Ringrazio coloro che sono giunti a conclusione del loro termine e coloro che prendono nuove responsabilità. Vi ricorderò nella mia preghiera. Impartisco di cuore le mie benedizioni – conclude il Papa – e vi prego di pregare per me».

http://www.lastampa.it/2018/07/26/vaticaninsider/il-papa-il-mondo-non-ha-bisogno-di-slogan-urlati-ma-di-dialogo-LgzqfvFmL1BRsU927fFPaP/pagina.html

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