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Il grande salto in avanti, di Danilo Taino

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 18/11/2020 17:22
Durante la pandemia l’accelerazione della scienza è stata straordinaria…

I vaccini annunciati da Pfizer-BioNTech lo scorso 9 novembre e da Moderna il 16 sono qualcosa di più della siringa alla fine del tunnel messa giustamente in copertina dall’Economist. Indicano che dalla pandemia possiamo uscire meglio di come ci siamo entrati. Forse molto meglio. Lo raccontano le realizzazioni e le tendenze della scienza, dell’innovazione tecnologica e organizzativa, dell’economia. Lo scenario si materializzerà però a una condizione. La condizione è che i governi superino la straordinaria incompetenza che una parte di loro ha mostrato in questi dieci mesi di crisi.

I due vaccini non sono la vittoria definitiva contro il virus. Per quella occorreranno altri sforzi produttivi e distributivi, a cominciare dalla realizzazione di una struttura logistica del freddo. No, illustrano che durante la pandemia l’accelerazione della ricerca scientifica e dell’innovazione è stata straordinaria. Nel secolo scorso, per sviluppare un vaccino, per esempio quelli del morbillo e della polio, servirono dai dieci ai vent’anni. Contro la Sars-Cov-2 ci si sta arrivando in un anno. Non solo: sono in via di sviluppo oltre trecento altri vaccini. E molti di questi si basano su tecnologie nuove, fondate su istruzioni genetiche che aprono prospettive anche per altri utilizzi. Il balzo in avanti è grande, indica territori nuovi alla scienza e alla medicina e mette le società e i governi di fronte a un’evidenza: che le opportunità nella cura della salute sono maggiori e meno lontane di quanto si pensasse prima della pandemia. 

Ma non è solo il vaccino la novità di questi tempi. L’utilizzo del web e delle telecomunicazioni è molto cresciuto, almeno del 25%. E ha cambiato il modo di lavorare in numerosi settori. Ciò crea problemi seri, come ogni innovazione che si trascina una capacità «distruttiva» al fianco di quella creativa. Ma le piattaforme di e-commerce, come Amazon, e di comunicazione, come Zoom, hanno la potenzialità di accrescere la produttività in molti settori, una volta che entreranno in nuovi modelli organizzativi delle aziende. In parallelo, l’uso dell’Intelligenza artificiale e dei robot ha accelerato il passo e anch’esso promette di aumentare l’efficienza produttiva nella manifattura e nei servizi. È un cambio di passo per le imprese e una situazione nella quale lo spazio per il successo delle start-up migliori si amplia e, se i quadri normativi non lo ostacoleranno, porterà a ulteriori innovazioni. Tenendo conto che il miglioramento della produttività non viene solo dal nuovo strumento tecnologico ma dal cambiamento organizzativo che induce.

Enormi passi avanti si stanno compiendo nelle biotecnologie, nella conquista dello Spazio anche con obiettivi economici, nelle tecnologie energetiche pulite, nella gestione del denaro e nella forma stessa del denaro. Tutto ciò ha la potenzialità di aumentare, finalmente, la produttività del lavoro, che è la forza capace di creare crescita economica e ricchezza. Come in tutte le trasformazioni, ci sono costi sociali dei quali i governi dovranno farsi carico. Ma i benefici sono potenzialmente molto maggiori: potremmo essere alla fine della stagnazione iniziata con la Grande Recessione del 2008. I mercati finanziari stanno già scommettendo su una nuova stagione di crescita.

In un recente dibattito nell’ambito della manifestazione «BookCity» di Milano, l’economista dell’Mit Daron Acemoglu ha sostenuto che secondo «molte misure oggettive questo è uno dei periodi più innovativi nella storia dell’umanità. Non solo migliorano i prodotti di consumo o i processi produttivi: ciò che è più importante è che stiamo migliorando gli strumenti per fare scienza, gli strumenti nelle mani di uno scienziato che può accedere alla conoscenza accumulata in centinaia di anni con un click su un bottone». Ha aggiunto che ciò «potrebbe essere un grande inizio, per noi»; purtroppo «non ci aiuterà a risolvere il problema politico». Il quale problema è l’incompetenza dimostrata da molti governi occidentali nella gestione della pandemia e anche prima di essa: qualcosa che può annichilire tutto. Se il mondo in fondo al tunnel della crisi è potenzialmente molto più di una siringa, va lasciato prosperare.

https://www.corriere.it/editoriali/20_novembre_17/grande-salto-avanti-possibile-bffbf88c-2921-11eb-92be-ccd547aa4d2b.shtml

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