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I valori degli altri, di Christian Albini

creato da D. — ultima modifica 14/09/2015 17:43
Nella vita pubblica il rapporto con gli altri non è irrilevante rispetto al messaggio. Altrimenti, la comunicazione è solo disputa ideologica in cui l'obiettivo è far prevalere la propria posizione...

Cattolici e vita pubblica: formulo tre domande a mio parere decisive. Quale sguardo sugli altri? Quale relazione con gli altri? Quale obiettivo nel partecipare alla vita pubblica?

Parto da un fatto. A Riva Ligure a un immigrato tunisino di trentacinque anni, nell'ambito di un'operazione antidroga, è morto per asfissia dovuta a una procedura di arresto troppo violenta. È uno dei tanti casi di cronaca nera che rischiano di passare inosservati nella stagione estiva. A far ritorno sull'episodio è stata la filosofa Michela Marzano, sulle pagine diRepubblica, chiedendosi:

Come si spiegano gli incidenti che si sono verificati in questi ultimi anni durante l'arresto o l'incarcerazione di alcuni detenuti? È possibile che, in nome del diritto alla sicurezza dei cittadini, alcune persone perdano automaticamente i propri diritti? «Al di là di quello che ha commesso un soggetto, la vita è sacra», ha affermato ieri il Procuratore di Sanremo, Roberto Cavallone, commentando i risultati dell'autopsia del giovane tunisino morto in giugno a Santo Stefano al Mare, poco dopo essere stato fermato e portato in una caserma dei carabinieri. Era stato bloccato mentre spacciava in una piazza di Riva Ligure e, dopo aver tentato di fuggire, aveva resistito all'arresto. Il che spiegherebbe la colluttazione violenta con i carabinieri e il fatto che l' uomo sia stato poi schiacciato a terra. Spiegherebbe, ma non giustificherebbe: perché si trattava di un essere umano. Colpevole, molto probabilmente; clandestino, quasi sicuramente: ma non per questo privato di ogni diritto.

Michela Marzano, vale la pena di ricordarlo, da anni insegna filosofia morale a Parigi, è attualmente parlamentare del PD ed è una dichiarata sostenitrice del matrimonio tra persone omosessuali. È un tema su cui, per usare le parole di papa Francesco nel suo viaggio di ritorno dal Brasile, la Chiesa cattolica ha una dottrina chiara. Il problema che resta aperto, nel nostro contesto di convivenza, è come affrontare queste tematiche e come relazionarsi con chi ha posizioni diverse.

Il linguaggio e il rapporto con gli altri non sono irrilevanti rispetto al messaggio. Altrimenti, la comunicazione è solo disputa ideologica in cui l'obiettivo è far prevalere la propria posizione, perché la si ritiene vera, buona e giusta. L'interlocutore diventa irrilevante, perché conta vincere. Un atteggiamento del genere non ha nulla di cristiano, deriva dall'avere un occhio malevolo verso l'altro, e in sé diventa contradditorio anche rispetto ad affermazioni perfettamente ortodosse. Sostenere il valore del matrimonio tra uomo e donna, per esempio, significa muoversi dentro una logica di amore che non si concilia con la logica del nemico. Eppure, nel confronto pubblico ci sono voci cattoliche in cui prevale proprio quest'ultima, per cui chi afferma qualcosa di diverso in certi ambiti è parte di un fronte del male, ostile alla fede cristiana, portatore di disvalori, privo di positività. Estremizzo per cogliere elementi rintracciabili in vocabolari differenti, ma riconducibili a una matrice del genere.

Tornando a Michela Marzano, ho voluto segnalare questo articolo come esempio del fatto che chi non si riconosce in una posizione cattolica in campo etico non è di per sé senza valori o nemico dei valori. Qui si  parla della vita in un modo pienamente condivisibile da un credente. Il che non annulla le differenze di convinzioni, ma dovrebbe suscitare il dubbio di non essere in presenza di un assenza di valori, bensì di un sistema di valori altro e non per questo interamente negativo. La relazione passa allora per la via del dialogo, il quale non è rinuncia alle proprie convinzioni, ma ricerca dell'incontro. Perché siamo umani, compagni di viaggio, persone che cercano di realizzare un bene per sé e per gli altri anche se non sempre lo intendiamo allo stesso modo. Dialogo è una parola che alcuni respingono, dimenticando forse che la verità come tale è dialogica perché cerca di conoscere meglio, di capire meglio e lo fa in dialogo con gli altri. Certamente c'è qualcuno che ha pregiudizi e ostilità contro i cattolici. Significa che devo assumere lo stesso atteggiamento?

Veniamo agli obiettivi dell'impegno nella vita pubblica. Sulla questione del matrimonio, c'è chi ha fatto dei cattolici francesi una sorta di bandiera della lotta dura e a oltranza contro il governo. Vorrei segnalare un'intervista del presidente della Conferenza Episcopale Francese, il vescovo di Marsiglia Georges Pontier (La Croix, 5 luglio 2013), in cui ha definito l'impegno dei cattolici nel mettere in guardia dal rischio di trasformare l'idea del matrimonio, senza mettere in discussione il desiderio delle persone omosessuali di beneficiare di certi diritti. Pontier non individua l'obiettivo della Chiesa nell'essere pro o contro una certa legge, ma nel promuovere il bene comune in una società sensibile alle rivendicazioni individuali, nel difendere la dignità umana, il debole. Si agisce, da cittadini, nei processi legislativi, ma senza puntare tutto su di essi. I cattolici francesi non si ritengono credenti contro lo Stato che guardano ai rapporti di forza, ma credenti e cittadini che partecipano alla vita pubblica sostenendo posizioni che in certi momenti sono in minoranza. La priorità della Chiesa cattolica non è legislativa, ma educativa.

Significa evangelizzare, per dirla con Carlo Maria Martini, «col vangelo della carità, dell'accoglienza e anche col vangelo della pazienza. È la prima testimonianza che rende presente il Dio che amiamo. C'è poi l'evangelizzazione fatta con il vangelo della vita, vivendo l'onestà, la sincerità, la trasparenza nei rapporti di lavoro, l'accoglienza e la mutua fiducia. Infine, il vangelo della parola, che può essere particolarmente arduo da annunciare in certe circostanze. Sarà necessario cominciare tagliando i pregiudizi, chiarendo le idee sbagliate, crescendo nella conoscenza reciproca. Non dobbiamo mai tralasciare di proporre la verità, in cui crediamo e che amiamo, nella maniera più adeguata alle singole situazioni, cioè nei tempi e nei modi opportuni».

È un fatto di solidarietà con il mondo e con la storia, cioè con gli uomini e le donne del nostro tempo, senza assumere una mentalità mondana che è quella propria della logica del nemico.

 

fonte: www.vinonuovo.it, 11 agosto 2013

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