Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / I partiti servono, ma ora cambino, di Sabino Cassese

I partiti servono, ma ora cambino, di Sabino Cassese

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 02/06/2022 09:12
Sono necessari perché la società possa dialogare con il governo, però debbono ridiventare forze vive…

Sono molti i segni di esaurimento della forma-partito. Una volta tutti i partiti avevano un radicamento nazionale; ora tre dei principali partiti hanno la loro base solo in una parte del territorio. Una volta i partiti erano pochi e coesi (le correnti ne arricchivano il pluralismo, non li dividevano); ora sono frammentati e divisi al loro interno, mentre loro frazioni sono tentate di creare sempre nuove forze politiche. Una volta avevano milioni di iscritti; ora i loro membri sono un ottavo di quelli del passato e il numero di iscritti rispetto ai votanti si riduce, mentre si cercano surrogati, agorà o campi larghi. Una volta i partiti avevano basi elettorali fedeli, con un forte senso di appartenenza; ora gli elettorati sono estremamente volatili (alcuni partiti, in pochi anni, hanno raddoppiato o dimezzato, o raddoppiato e poi dimezzato, il proprio seguito, comprendendo così che il vento può nuovamente girare in un breve volgere di tempo). 

Una volta i leader dettavano la linea, ora — come ha osservato Angelo Panebianco su questo giornale il 30 maggio scorso — i leader sono divenuti follower, in perenne ascolto dei sondaggi e dei risultati delle elezioni locali. I congressi di partito erano una volta un rito rispettato; ora sono divenuti una rarità. Lì una volta maturavano progetti e proposte, mentre ora basta un argomento minuscolo come quello dell’inceneritore romano a infiammare le parti.

Una volta tutti i partiti portavano nella loro denominazione la parola partito, ora rifiutata da tutte le forze politiche in Parlamento, con una sola eccezione.

Se i partiti sono un magma in continua ebollizione e dividono, invece di unire (mentre i leader si muovono per tentativi quotidiani, e un po’ alla cieca), deve concludersi che rappresentano una figura in via di estinzione? Prima di giungere a questa drastica conclusione, proviamo a cercare la spiegazione di questa «disarticolazione del sistema politico istituzionale» (così l’ha definita Alessandro Campi su Il Mattino del 30 maggio scorso).

Vorrei provare a indicare una ragione — quella che ritengo fondamentale — della ossificazione dei partiti: la realizzazione/esaurimento delle tre grandi tradizioni che hanno dominato la storia novecentesca della società italiana, quella liberale, quella popolare e quella socialista.

I protagonisti di queste tre grandi tradizioni compirono azioni stupende, opere bellissime e ci hanno trasmesso un ricco tesoro di forme di pensiero, di idealità, di istituzioni, che si sono realizzate, talora in modo incompleto, talora in modo contraddittorio, per cui oggi, parafrasando una nota frase di Benedetto Crocenon possiamo non dirci tutti liberali, popolari, socialisti. Questo perché nessuno può rifiutare l’idea che l’individuo rappresenti un valore autonomo rispetto allo Stato, la cui azione va limitata, per assicurare libertà come quella di parola, di stampa e di associazione, il rispetto del diritto, l’indipendenza dei giudici, l’economia di mercato. 

Perché nessuno può rifiutare di riconoscere il ruolo della famiglia, delle autonomie territoriali e del decentramento, della libertà di religione e di quella di insegnamento, il posto della piccola proprietà, della piccola e media impresa e dei corpi e delle comunità intermedie. Perché nessuno può rifiutare l’idea che la Repubblica debba assicurare l’eguaglianza sostanziale, in primo luogo garantendo a tutti assistenza sanitaria, istruzione, lavoro e protezione sociale.

Ora che abbiamo fatto un lungo percorso, guidati da questi tre grandi movimenti ideali, che nel corso della storia novecentesca hanno anche trovato il modo di confluire su obiettivi comuni (distribuendo a tutti non «bonus» o redditi variamente denominati, ma beni più consistenti come istruzione, sanità, pensioni, mentre assicuravano libertà e rispetto per le autonomie e i corpi intermedi), non sappiamo più dove andare, e quindi la politica è divenuta scaramuccia quotidiana. 

Chi ci ha preceduto ha compiuto pacifiche rivoluzioni, per le quali valori di libertà, solidarietà, fratellanza sono scritti persino nella Costituzione, in quella sua prima parte che nessuno ha mai posto in dubbio in più di un settantennio.

Ora nascono nuovi bisogni, che vanno interpretati (bisogna capire «come sono davvero cambiate le cose del mondo»: Angelo Panebianco, 30 maggio), sui quali la politica deve riflettere e formulare soluzioni, aggregare consensi, stabilire alleanze. Ed è questo che manca alla forma partito di oggi: vigore intellettuale nell’interpretare bisogni e sentimenti, e poi capacità di costruire intorno ad essi programmi e progetti, preparandosi a gestirli.

Dei partiti c’è bisogno, perché non vi è altro modo con il quale la società possa dialogare con il governo, la piazza farsi ascoltare dal palazzo. Ma i partiti debbono ridiventare forze vive, uscire dagli schemi consueti e interrogare la nuova realtà, intercettare una domanda di politica tanto viva quanto insoddisfatta, selezionare nuovo personale, fare programmi, individuare chi sappia tradurli in realtà.

https://www.corriere.it/editoriali/22_giugno_01/i-partiti-servono-ma-ora-cambino-693bc028-e1e3-11ec-bb0d-bf3a1b8d46c7.shtml

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: ,
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.