Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / I partiti e le regole: se la politica cambia rotta, di Sabino Cassese

I partiti e le regole: se la politica cambia rotta, di Sabino Cassese

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 11/02/2021 09:40
Adesso però si dovrà verificare quanto siano schietti i protagonisti, quanto questo ciclo sia duraturo e quali altre correzioni di rotta richieda…

La decisione del presidente della Repubblica e la sua scelta di Draghi per formare un nuovo governo stanno spingendo le forze politiche a cambiare rotta. Nel rimescolamento delle carte, la Lega riconosce le regole del gioco (l’Italia fa parte dell’Ue da 64 anni), così completando il suo accreditamento quale partito nazionale, il M5S si avvia a continuare la sua trasformazione da movimento anti-sistema a forza di governo. Ma questo è un esito incerto; Pd e Leu accettano una inedita alleanza. Si tratta ora di vedere quanto schietti siano i protagonisti del nuovo corso, quanto questo sia duraturo, e quali altre correzioni di rotta esso richieda.

Le forze politiche italiane, negli ultimi tempi, hanno sperimentato molte nuove alleanze e contrapposizioni. Prima Lega con M5S, poi M5S con Pd e Leu; ora si tenta un «ménage à trois». I partiti sono da tempo liquidi, lo sta diventando anche la politica, nel senso di non avere programmi, ma solo collocazioni negli schieramenti. L’assenza dei partiti-associazione, il leaderismo dei loro segretari, il predominio del centralismo, la tendenza a cogliere, improvvisando, gli umori passeggeri dell’elettorato, il disorientamento che ne consegue nei loro stessi seguaci, rendono le forze politiche fragili e questa fragilità si riverbera sulla democrazia. Quindi, il contratto che si accingono a sottoscrivere, dando la fiducia a un nuovo governo, deve registrare i cambiamenti intervenuti e va firmato da contraenti in buona fede.

In questa fase di gestazione, s’è detto che il governo non può durare all’infinito ed è stato evocato il governo Parri, di durata semestrale. S’è affacciata l’idea di un governo più largo e più breve. Ma la Costituzione non prevede governi di durata predeterminata. Maurizio Lupi ha giustamente osservato che «un governo non ha una data di scadenza, come lo yogurt».

Varare ora un governo di breve durata vorrebbe dire lasciare ai governi successivi la parte più ardua del compito. Infatti, il regime di eccezione per gli aiuti di Stato termina a fine 2021 e la «general escape clause» del patto di Stabilità potrà esser estesa nel 2021 fino al 2022. Inoltre, una volta che si sopprime la clausola di sospensione del patto di Stabilità, vanno riformate le regole finanziarie e, con Draghi, l’Italia ha la possibilità di influenzare il nuovo «Rulebook». 

Insomma, tra il 2022 e il 2023 riprendono vita le più stringenti disposizioni europee, dal cui rispetto siamo oggi esentati. Inoltre, la presidenza del G20 e la co-presidenza della Cop26 dànno all’Italia l’opportunità di modellare la sovranità globale nella direzione di un multilateralismo inclusivo e di una nuova centralità transatlantica. Avere oggi un governo di unità nazionale guidato dall’italiano più apprezzato in Europa, per poi cambiare governo domani, quando ce ne sarà più bisogno, mentre continua la ricca dote che ci viene data (un quarto di più dei fondi del piano Marshall e il doppio di quel che viene concesso alla Francia) sarebbe un palese errore.

Gli obiettivi più condivisi del «piano di ripresa», le grandi riforme, richiedono anche essi che il governo duri fino alla fine della legislatura. Un esempio è la riforma amministrativa. I soli tre obiettivi minimi di essa richiedono almeno due anni per essere realizzati. Mi riferisco al ridisegno di un centinaio di processi di decisione, per liberarli dai lacci; alla introduzione di un «fast track» che porti nel funzionamento dello Stato un congruo numero di tecnici e manager; alla soppressione di controlli preventivi e responsabilità sproporzionate per chi decide. Quindi, nel valutare i tempi, non bisogna perdere di vista quel che occorre fare.

La terza condizione del successo dell’esperimento in corso è di non agitare miti vuoti, che potrebbero domani riempirsi di contenuti pericolosi. Il leader della Lega, una volta sovranista appassionato, nel discorso della svolta, il 6 febbraio scorso, ha dichiarato che occorre «difendere l’interesse nazionale italiano, un’azienda italiana, una spiaggia italiana, il mare italiano, l’agricoltura italiana». Tutti buoni propositi. Nessuno, nel mondo globalizzato, si aspetta che gli Stati agiscano contro il proprio interesse. Solo che l’interesse nazionale va definito. 

Quando la Cina entrò nell’Organizzazione mondiale del commercio e venne immesso nei mercati il tessile cinese, i produttori nazionali protestarono. Tuttavia, i consumatori (e con loro le grandi catene di distribuzione) si giovarono molto della concorrenza di prodotti a più buon mercato. Proprio grazie a questi conflitti progredisce la globalizzazione. L’interesse nazionale non scompare (come in un condominio non evapora quello dei proprietari), ma si ricompone.

Agitare il mito sovranista quando la sovranità non esiste più da tanti anni, mentre la dimensione europea rappresenta la massa critica minima per essere ascoltati nel mondo; quando il debito degli Stati dipende dal «rating» dei mercati mondiali; quando senza un mercato più ampio le nostre imprese esportatrici fallirebbero; quando senza il riconoscimento universale di un minimo di diritti condivisi non potremmo neppure mandare i giovani a studiare all’estero; quando non si potrebbero affrontare i problemi mondiali (il riscaldamento del pianeta, il terrorismo globale, l’inquinamento degli oceani, i fenomeni migratori) senza accordi globali, costituisce, nello stesso tempo, un’ingenuità e un pericolo.

https://www.corriere.it/editoriali/21_febbraio_10/i-partiti-regolese-politica-cambia-rotta-d9cbcb02-6bd9-11eb-8932-bc0ccdbe2303.shtml

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
Presentazione del libro "Il Potere. Uno spazio Inquieto" di Rocco D'Ambrosio

Giovedì 12 agosto 2021 alle ore 19:00 - Piazza Adua, Cassano delle Murge (BA)

Giovedì 12 AGOSTO 2021 dalle ore 19:00
Piazza Adua, Cassano delle Murge (BA)

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 122
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Tutti pazzi per i sociale?

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 123 è sulla RINASCITA (1. Cosa vuol dire “rinascita” dopo la crisi sanitaria? 2. Positività e negatività della crisi sanitaria nel lavoro, scuola, famiglia, politica, sanità, economia, ambiente? 3. Cosa vuol dire sperare in un futuro migliore?): in preparazione.

 listing Il n. 124 è su Il Pianeta che vogliamo (1. Che rapporto c'è tra la pandemia e la situazione ambientale? 2. Nuove politiche industriali e del lavoro e impatto sull'ambiente? 3. Cosa cambiare negli stili di vita? 4. Quale il contributo delle religioni?) Testi da inviare da entro 31 maggio 2021.

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  Testi da inviare da entro 31 agosto 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.