Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Gli effetti pericolosi dell’ansia, di Giuseppe De Rita

Gli effetti pericolosi dell’ansia, di Giuseppe De Rita

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 11/06/2021 07:54
La preoccupazione per la ripartenza non riesce ad andare oltre l’attesa di un magico avvento dei decimali di Pil,senza che si crei una mobilitazione collettiva…

Circola una sottile ansia, nell’opinione collettiva italiana, un’ansia che alimenta l’attesa della ripresa dopo la crisi pandemica ed economica degli ultimi mesi; che stimola le speranze che arrivi una svolta decisiva nel nostro sviluppo; che spinge a decifrarne sintomi e dati magari rincorrendo i decimali delle variazioni di Pil; che porta un po’ tutti, governanti ed opinionisti, a incitare i cittadini ad assumere nuove e più accentuate responsabilità. 

Un clima che richiama tutte le «epopee» degli ultimi decenni, dalla ricostruzione post bellica al superamento delle gravi crisi dei primi anni Duemila; e che arriva anche ad un rilancio potenziale dell’immaginario collettivo, verso un’idea di Italia diversa e migliore.

Non si sfugge però alla sensazione che tale volontaristico rilancio non riesca a decollare, non riesca cioè ad innervare coerenti comportamenti di massa, quasi che vinca la consapevolezza che i tempi sono cambiati rispetto ai decenni precedenti, e che l’attuale insieme dei sentimenti collettivi e delle attese non sia riconducibile a una nuova fase di mobilitazione collettiva. Chi, come me, è stato analista e cantore di tutte le grandi epopee dal dopoguerra, avverte chiaramente che il richiamarle come esempi da rivivere oggi è un esercizio sempre meno mobilitante.

Gli italiani di oggi sanno di vivere una crisi tutta loro, nei singoli luoghi e nelle singole modalità di lavoro; ed è naturale che nei loro pensieri vincano le componenti del loro necessario impegno soggettivo. Con una specifica realistica sottovalutazione delle esperienze del passato; e con una naturale indifferenza per le chiamate alle armi di tipo collettivo.

Forse l’ultimo episodio di emotiva chiamata alle armi l’abbiamo riscontrato nella crisi del 2008-2009, ma era l’espressione di una difesa di massa, non certo una tensione in avanti, di costruzione di nuovi assetti economici e sociali. E non sorprende quindi che la stessa grande discussione di massa sull’epocale «programma europeo di resilienza» non sia riuscita a traguardare un immaginario collettivo in cui far emergere coerenti flussi di valutazioni e comportamenti del nostro corpo sociale; ci siamo limitati alla curiosità per la quantità di risorse disponibili e per le loro ufficiali destinazioni, spesso troppo tecniche e sofisticate (dalla digitalizzazione alla riconversione ecologica) per destare sociali partecipazioni collettive.

È quindi comprensibile che l’ansia di ripartenza non riesca ad andare oltre l’attesa di un magico avvento dei decimali di Pil, senza che si crei una mobilitazione collettiva su precisi obiettivi di sviluppo del sistema. 

Del resto, almeno una cosa la storia di questi decenni la insegna: che le epopee prima si fanno e poi si raccontano, visto che in Italia esse sono frutto non di disegni e messaggi proposti dall’alto, ma degli sforzi quotidiani di milioni di singoli cittadini, attenti a se stessi ed ai propri interessi.

Lasciamo quindi che la dinamica oggi in corso, per ora indecifrabile, abbia il suo silenzioso, sommerso svolgimento; poi la potremo raccontare, dandole forma e denominazione. È sempre stato così nelle conclamate epopee del passato, ed è sicuro che anche questa volta qualcuno saprà, in avanzato corso d’opera, far racconto di ciò che sta succedendo.

 https://www.corriere.it/editoriali/21_giugno_10/gli-effetti-pericolosi-dell-ansia-1f2d572e-ca21-11eb-9b8e-b9086462d45e.shtml

Azioni sul documento
  • Stampa
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 122
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Tutti pazzi per i sociale?

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 123 è sulla RINASCITA (1. Cosa vuol dire “rinascita” dopo la crisi sanitaria? 2. Positività e negatività della crisi sanitaria nel lavoro, scuola, famiglia, politica, sanità, economia, ambiente? 3. Cosa vuol dire sperare in un futuro migliore?): in preparazione.

 listing Il n. 124 è su Il Pianeta che vogliamo (1. Che rapporto c'è tra la pandemia e la situazione ambientale? 2. Nuove politiche industriali e del lavoro e impatto sull'ambiente? 3. Cosa cambiare negli stili di vita? 4. Quale il contributo delle religioni?) Testi da inviare da entro 31 maggio 2021.

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  Testi da inviare da entro 31 agosto 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.