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Genova, don Giacomo piange Jerry, migrante morto suicida: "Gli avevano negato l'asilo politico", di Massimo Minella

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 31/01/2019 08:36
Il prete dell'accoglienza: "Ragazzo speciale, molto sensibile e anche colto: celebrerò il suo funerale"…

È sconvolto, don Giacono Martino. Il prete dei migranti, il sacerdote sempre in prima fila per aiutare chi chiede aiuto, piange il povero Jerry, migrante africano morto suicida nei giorni scorsi a Tortona. Domani, venerdì, per lui, ci sarà una messa alla Nunziata e poi la sepoltura a Coronata, in quei luoghi in cui don Giacomo sperimenta solidarietà e integrazione. Un percorso non sempre facile, spesso osteggiato, ma che non ha mai imposto colpi di freno all’azione del sacerdote, responsabile della Pastorale dei migranti della Curia di Genova.

Ora però, c’è soltanto un ragazzo da piangere, un ragazzo nigeriano particolare, colto e sensibile, che il 17 dicembre, racconta don Giacomo, si era sentito rispondere no alla sua richiesta di asilo politico. Don Giacomo avrebbe voluto ricordare Prince Jerry solo con la sua comunità e una ristretta cerchia di amici, «perché non si finisse per strumentalizzare quella che è una tragedia». Ma la notizia della scomparsa del giovane ha cominciato a circolare sulle chat di Whatsapp e da qui sui social. E in poche ore era diventata pubblica.

Ma chi era Prince Jerry, don Giacomo?

«Un ragazzo speciale e straordinario, molto sensibile e anche colto. Era laureato e amava conoscere e apprendere. Ci mancherà tantissimo».

Come ha saputo della sua scomparsa?

«Mi hanno chiamato dicendomi che un ragazzo della mia comunità era stato trovato morto a Tortona, sui binari della ferrovia. Sono dovuto partire per il riconoscimento, è stata una cosa straziante».

Era con voi da molto tempo?

«Due anni e mezzo. Con noi aveva compiuto un bellissimo percorso. Arrivato qui dopo la laurea in Nigeria, aveva avuto tre borse lavoro, aveva lavorato per l’Auxilium e allo Staccapanni. Era stato accompagnatore e volontario per la scuola della pace a Sant’Egidio».

Qual era il suo status?

«Aveva fatto richiesta di asilo politico, ma non era stata accolta e lo aveva saputo alla metà di dicembre, il 17 per la precisione. E non rientrava in quello status, non più previsto dalle norme, che prima garantivano il permesso umanitario. Per noi è una tragedia sconvolgente la perdita di questo ragazzo».

Eravate sempre in contatto?

«Ultimamente un po’ meno, ma continuavamo a seguirlo. Anche chi lo ha raggiunto quel giorno telefonicamente, ricordandogli dell’appuntamento che aveva fissato qui da noi si è subito accorto che qualcosa non funzionava».

In che senso?

«Gli abbiamo ricordato che lo stavamo aspettando per le 13,30, lui ha risposto “Scusa”. Poi più nulla fino a quel gesto».

Celebrerà il suo funerale?

«Sì alle 11, 30 alla Nunziata celebrerò il suo funerale. E poi lo porteremo a Coronata e lo seppelliremo lassù, pregando per lui e per la sua famiglia».

 

https://genova.repubblica.it/cronaca/2019/01/31/news/genova_don_giacomo_piange_jerry_migrante_morto_suicida_gli_avevano_negato_l_asilo_politico_-217890196/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P11-S1.4-T1

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