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Furore, amore e lacreme napulitane, di Angela Donatella Rega

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 06/05/2022 09:09
Lacrime napoletane, lacrime di emigranti ed immigrati, lacrime di chi non ha niente se non una buona pesca e tanto sole…

Il mondo è meraviglioso. Se guardiamo ad ogni nazione del mondo non possiamo non riconoscere che ognuna ci ha regalato immensi tesori in quanto a musica, letteratura e belle arti, e anche in quanto a scoperte scientifiche ed a sperimentazioni politiche che ci hanno insegnato molto sotto ogni punto di vista.

Che bellezza questo coro infinito di voci talvolta dissonanti, che nel suo insieme si è fatto maestro nella Storia.

Purtroppo però, alcuni allievi di questa meravigliosa scuola, hanno riscaldato il banco, mi sa. Oppure di quella scuola hanno fatto tesoro prevalentemente degli aspetti violenti della lotta per il potere. Un furore può prendere tutti, magari in un momento, nella propria sfera di azione. Se la tua sfera di azione è il condominio o la famiglia, le conseguenze del furore momentaneo, avranno una portata di corto raggio, anche se non è detto che siano trascurabili. Se invece la tua sfera di azione è il mondo, be’, qualche guaio grosso lo puoi combinare. 

Ma oltre al furore c’è la pianificazione del male. Un durevole progetto di destabilizzazione dell’altro, del nemico, che può rasentare la patologia. Anche qui una portata di corto raggio ti permette di essere segnalato ai servizi di igiene mentale, ma se il tuo raggio di azione è il mondo, e tu hai subito la fascinazione di alcuni avvenimenti tragicamente violenti della Storia, be’ allora sono guai seri, veramente.

Qualcuno si chiederà di chi io parli o a chi mi riferisca, ma davvero a nessuno in particolare, la Storia è lì ed anche se raccontata sempre almeno in due versioni, dalla parte dei vinti e dalla parte dei vincitori, dalla parte degli oppressi e dalla parte degli oppressori, un’attenta lettura di entrambe le versioni ci illumina sempre, perché la nostra mente è fatta per pensare almeno quanto il nostro cuore per amare.

Il furore può prendere chi ama, ammettiamolo, ma in questo caso bisognerebbe pensare alle lacrime che può generare un nostro eccesso, un gesto inconsulto, su chi amiamo.

Se invece non amiamo nessuno dovremmo chiederci cosa ci è successo. Alcuni lo fanno e ritrovano la via del cuore ma qualcuno non può guardarsi dentro. E vede fuori il nemico che è dentro di sé.

Guai quindi se si permette che un solo uomo possa detenere un potere molto grande senza la collaborazione e la partecipazione di una organizzazione democratica a suo sostegno. D’altro canto guai se le politica finisce nelle mani di interessi privati perché in questo caso anche un’organizzazione democratica può generare mostri e può fare tanto male.

A chi? Ma a chi si può far male se non a chi non ha voce in capitolo oppure a chi non ha scaldato il banco alla scuola della Storia e ad un certo punto fa da profeta o da Cassandra?

Lacrime napoletane, lacrime di emigranti ed immigrati, lacrime di chi non ha niente se non una buona pesca e tanto sole. Lacrime di chi prevede il futuro leggendo nel presente. Una di queste persone previdenti mi sottolinea che eravamo ad un bivio per salvare il pianeta e lei non accendeva neanche più il caminetto per non usare la legna, un combustibile fossile. 

Da qualche giorno passano sulla sua testa caccia militari in volo verso l’Adriatico ed il Mediterraneo, di certo ci difenderanno, mi dice, ma quanto combustibile fossile stanno bruciando? Stiamo andando in deroga alla salvezza del pianeta, oltre che dell’umanità. 

Davanti alla chiesa rupestre di San Michele, vicino casa mia, l’altra sera c’era un mezzo blindato dell’esercito con due soldati ed il loro bell’elmetto retato in testa, un’esercitazione. Ci sono rimasta di stucco. Fino a pochi giorni fa e per anni ci ho visto auto con coppiette ad approfittare della luna che si alza sul mare. 

Stasera ho acceso il caminetto e, anche se napoletana non sono, mi scappa qualche lacrima mentre guardo il fuoco scoppiettare in un mondo così diverso da quello che avrei immaginato guardando alle sue meraviglie ed alle meraviglie di quella musica, di quella letteratura, delle belle arti che, guardate nel loro senso profondo e non nel loro aspetto puramente estetico, hanno segnato il sentiero umano che avrei voluto percorrere fino alla fine.

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