Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Fukuyama: «È la rivincita delle democrazie liberali. Con Putin perde il modello autoritario», di Federico Fubini

Fukuyama: «È la rivincita delle democrazie liberali. Con Putin perde il modello autoritario», di Federico Fubini

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 22/09/2022 08:21
Il politologo statunitense, docente all’Università di Stanford: «I russi non capiscono e non sostengono le ragioni della guerra»…

Francis Fukuyama ha seguito la svolta di Vladimir Putin in un giorno particolare: il celebre politologo di Stanford partecipa al Budapest Forum, l’evento del Political Capital Institute e della Central European University che raccoglie i critici interni e internazionali di Viktor Orbán.

Professore, Putin sembra in difficoltà. Cos’è in gioco per l’Europa, se il dittatore vince o perde in Ucraina?
«In gioco non c’è solo il destino dell’Ucraina, le implicazioni per l’Europa sono veramente grandi. La posta è decidere quale sia la forma di governo dominante nel mondo. Con il leader cinese Xi Jinping, Putin da qualche anno sostiene che la democrazia liberale è obsoleta. Lo ha detto nel 2019, spiegando che le democrazie liberali non sarebbero efficaci nel prendere decisioni e nel fare grandi cose per i loro popoli. Quindi un fallimento delle proporzioni di quello a cui stiamo assistendo mina completamente il suo messaggio».

Con che conseguenze?
«Molti leader populisti — Orbán, Marine Le Pen, Donald Trump, Eric Zemmour, Vox in Spagna — esprimono ammirazione per Putin. Non su basi ideologiche, ma perché ha quest’aria da uomo forte che fa succedere le cose. Anche i leader populisti in Occidente aspirano a una posizione simile: non vorrebbero essere controllati dai media, dai parlamenti, dai tribunali e dalle altre istituzioni che sono il cuore della democrazia liberale. Ma se ora viene fuori che proprio l’autoritarismo ha facilitato uno dei maggiori fallimenti degli ultimi decenni, allora questo richiamo diventa molto meno potente».

Come valuta la risposta delle democrazie, fin qui?
«La solidarietà è stata notevole. Dato quello che ci si sarebbe potuti aspettare prima di febbraio, il sostegno del mondo libero all’Ucraina è stato impressionante. Dimostra che, sotto pressione, le democrazie sanno reagire».

Ora arrivano i riservisti russi, ma sembra siano privi di convinzione: Putin è l’uomo forte di un sistema debole, che non motiva né persuade i suoi stessi cittadini?
«Nel mio libro La fine della storia e l’ultimo uomo dedico molte pagine alla debolezza degli uomini forti. Ne stiamo vedendo una dimostrazione. In tanti prima di febbraio credevano che Putin avesse uno Stato estremamente forte, perché aveva un esercito sulla carta gigantesco e ci spendeva sopra tutti quei soldi. Ma ora si capisce che nessun esercito è mai più forte delle persone che lo compongono. E la loro motivazione è debole: la corruzione è ovunque, i soldati non capiscono perché devono combattere e, quando lo capiscono, non condividono. Questa probabilmente è la ragione profonda che fa sì che in Ucraina stiano perdendo. Gli ucraini invece sanno esattamente perché combattono: per le loro famiglie, la loro terra, la sovranità e la loro libertà. Sono motivazioni poderose». 

In Cina, Xi Jinping continua a imporre durissimi lockdown contro il Covid e non riesce a gestire la crisi immobiliare: problemi simili a quelli di Putin?
«Assolutamente, c’è un parallelismo fra Putin e Xi. Entrambi hanno reso i loro sistemi non solo molto accentrati, anche molto personalistici. Xi è così strettamente legato alla strategia dello “zero Covid” che non riesce ad adattarla neanche quando è chiaro che non funziona. I fallimenti paralleli di Russia e Cina dimostrano come sia buono avere democrazie liberali con regole e vincoli sul potere esecutivo».

Ma anche nelle democrazie liberali qualcosa non va: la protesta populista sembra ormai radicata.
«La gente vota per i politici populisti perché è insoddisfatta. In parte perché non vede crescita economica ed opportunità, in parte perché le élite non prestano attenzione alla vita della gente che non è come loro. Per questo credo che i movimenti populisti continueranno».

In Italia, Giorgia Meloni è la chiara favorita alle elezioni. Che ne pensa?
«Chiaramente non è una buona cosa. Con Mario Draghi l’Italia ha avuto un ruolo guida nell’organizzare la risposta alla crisi ucraina e nel costruire le istituzioni europee. L’arrivo di una leader populista dopo Draghi è una grande battuta d’arresto. Tuttavia mi pare di capire che Meloni non sia come Matteo Salvini. Non è anti-americana, non è anti-Ucraina, non condivide le propensioni terribili di altri populisti europei. Mi pare possibile che si trovi di fronte alle difficoltà del governare l’Italia e diventi qualcosa di più simile a un politico mainstrean. È quello che tutti sperano».

Per molti elettori le sanzioni alla Russia significano solamente caro-bollette. Quanto conta che l’Europa mantenga la fermezza?
«È importante. Neanche l’America è solidissima nel sostenere l’Ucraina: a ogni voto sugli aiuti al Congresso, sempre più repubblicani hanno votato contro. Se viene fuori che alcuni Paesi dell’alleanza si sfilano, questo non aiuta. E se i repubblicani vincono le elezioni di mid-term, questa tendenza può solo accelerare».

 https://www.corriere.it/esteri/22_settembre_21/fukuyama-rivincita-democrazie-liberali-putin-perde-modello-autoritario-1acaba54-39e3-11ed-88d4-6f9687a3379e.shtml?refresh_ce

Azioni sul documento
  • Stampa
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

La fatica di essere nel mondo. Lettera sul discernimento

Un po’ imitando don Milani e la sua lettera a una prof.ssa, con amici di Vicenza abbiamo scritto insieme una lettera sul discernimento e il nostro essere nel mondo. Per disponibilità copie info al 333 8465594, 0444 226530, 080 5014906 


 

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 127
(2022- Anno XVIII)

quadratino rosso Tema: La vita quotidiana

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). In preparazione.

 

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 settembre 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.