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Francesco, papa comunista? di Nina Fabrizio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 24/09/2015 13:02
A margine di un incontro in Gregoriana, alcuni spunti di riflessione su papa Francesco...

 

Martedì 14 gennaio 2014 il Dipartimento di Teologia Morale della Gregoriana ha organizzato una tavola rotonda sulla prima Esortazione Apostolica di Papa Francesco: EVANGELII GAUDIUM. UN TESTO CHE CI INTERROGA. Criteri per la lettura della prima Esortazione apostolica di Papa Francesco. La discussione moderata da P. Miguel Yáñez, Direttore del Dipartimento di Teologia Morale, ha visto la partecipazione di Don Dario Vitali (Il “Sensus fidelium” e il Popolo di Dio), P. Joseph Xavier, S.I. (Verso una nuova immagine della chiesa), P. Paolo Benanti, T.O.R. (L’annuncio del Vangelo di fronte alle nuove sfide culturali: un dialogo con inedite antropologie e nuovi valori), Don Rocco D’Ambrosio (Parlare e comunicare alla gente), P. Felix Körner, S.I. (Dialogo interreligioso), P. Diego Alonso-Lasheras, S.I. (Evangelizzazione, economia e bene comune), P. René Micallef, S.I. (Il problema delle migrazioni) e P. Miguel Yáñez, S.I. (L’opzione preferenziale per i poveri).

In un'intervista all'ANSA padre Yanez così si è espresso:

 

"Il Papa sarebbe marxista perché nella Evangelii gaudium parla di economia che uccide? E' una critica superficiale e non credo che i marxisti sarebbero d'accordo. Alcuni settori della Chiesa si allarmano per un papa definito 'pauperista'? Mi domando che cosa è successo alla Chiesa, povero era Gesù Cristo". Parola di Miguel Yanez, docente di Teologia morale alla Pontificia Università Gregoriana, promotore della tavola rotonda che si terrà domani nell'ateneo dei Gesuiti proprio per riflettere sull'esortazione apostolica di papa Francesco: "Non dobbiamo usare questo documento - osserva - per accusarci, no 'alla guerra tra di noi', dice lo stesso Bergoglio in un testo in cui c'è tutta la sua impronta e va approfondito e discusso perché davvero apre gli orizzonti".
Padre Yanez è una vecchia conoscenza di Bergoglio. Argentino anche lui, fu il provinciale oggi Papa a farlo entrare nella Compagnia di Gesù nel 1975. Alla Chiesa del Gesù la settimana scorsa ha raccontato a Francesco dell'appuntamento di domani e il Papa lo ha incoraggiato: "Bravi, fate rumore! Fate casino!".
C'è persino chi ipotizza che sia lui uno dei due gesuiti che, come da consuetudine dell'ordine ignaziano, hanno rivisto il testo del Papa. All'ANSA Yanez ovviamente nega: "Non l'ho rivisto io, ma comunque non lo direi". Spiega quindi il perché della tavola rotonda. "Questo documento - dice - apre gli orizzonti, ci interroga anche dal punto di vista teologico, alla base c'è la problematica del rapporto tra evangelizzazione e morale, questo è l'asse portante. C'è un legame profondo con il Vaticano II, ci dice che l'evangelizzazione non va ridotta a un elenco di principi ma è un atto comunicativo che investe tutta la persona, per cui la dimensione morale è molto importante". "Quella del 'marxista' a Bergoglio - osserva Yanez - è una critica superficiale, non credo che i marxisti siano d'accordo - aggiunge ridendo - e non è la prima volta che un Papa critica il capitalismo selvaggio. Non c'è un unico capitalismo: il capitalismo della Germania o degli Stati Uniti, ad esempio, non è lo stesso. Ma in ogni caso il Papa parla da pastore, non da economista e può contare comunque sulla sua esperienza argentina dove ha visto egli stesso gli effetti di un capitalismo mal regolato". "Posso capire che ci sono dei malcontenti - prosegue - ma non è il primo Papa ad avere una posizione del genere, poi ognuno ha il suo approccio. E' normale che la Chiesa sia plurale ma la domanda che mi faccio è sulla fondazione teologica: il Papa sarebbe 'pauperista' perché ha fatto gesti di povertà? L'accusa mi sorprende perché Gesù era povero e se un Papa povero sorprende alcuni settori della Chiesa io mi domando, che cosa è successo? La povertà è un valore evangelico indiscutibile, più il Papa decide di essere povero e più è coerente".
"Il cristiano del terzo millennio - continua il teologo - dovrebbe osservare uno stile di vita non consumistico, aperto ai bisogni degli altri, solidale, l'opzione preferenziale per i poveri è stata indicata già da Giovanni Paolo II, è uno sviluppo del magistero pontificio. Poi che Francesco lo assuma anche a livello personale, che sia un uomo povero io non ho dubbi, lo è sempre stato e mi rallegra vedere che lui è capace di portare avanti questo stile di vita, sono cose che devono cambiare".
Un altro aspetto da sottolineare del documento, per Yanez, "è il discernimento pastorale: il Papa offre delle chiavi per un discernimento personale e comunitario, svela tutte le tentazioni che abbiamo, siamo uomini e nessuno è libero dalle tentazioni soprattutto quelle, come dice Sant'Ignazio, 'sotto specie di bene', cose che distraggono dalle vere finalità pastorali e lì il Papa molto intelligentemente svela tanti atteggiamenti pseudoreligiosi o pseudocristiani". "Non dobbiamo usare questo documento per accusarci - esorta Yanez -, no alla guerra tra di noi, ognuno faccia il suo esame di coscienza davanti a Dio. Non si deve usare la scelta religiosa per il carrierismo o per trascorrere una vita comoda, sarebbe sfuggire alle sfide dell'evangelizzazione che ci aspettano nel mondo d'oggi. Per questo il Papa ci invita a uscire da questi atteggiamenti comodi o ipocriti e lo dice uno che ha grande esperienza pastorale e spirituale, si deve vivere per gli altri, la nostra vocazione è essere con gli altri non è Dio che ci stacca dal mondo". (ANSA).

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