Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Fiducia e responsabilità: una sfida per tutti noi, di Stefano Simontacchi

Fiducia e responsabilità: una sfida per tutti noi, di Stefano Simontacchi

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 07/03/2020 10:19
La crisi ci conferma che siamo in una casa comune, possiamo essere motori della ripresa…

Nella vita ci sono momenti di crisi e sofferenza che bisogna saper affrontare perché – come ci ricorda l’Agamennone di Eschilo – al tempo stesso offrono l’opportunità di conoscere e, quindi, di cambiare e di evolvere. Se questo è vero nella vita delle persone, lo è ancora di più nella storia di una nazione. L’Italia si trova ad affrontare l’emergenza del coronavirus e, giusto o sbagliato che sia, è finita sotto i riflettori del mondo. Il nostro Paese ha bisogno di una visione strategica chiara e di una direzione condivisa, nessuno è giustificato ad esimersi dal mettersi in gioco. 

È il momento di dimostrare che siamo capaci di un senso civico e una compattezza che da troppo tempo abbiamo smarrito e che paghiamo sulla scena internazionale a prezzo fin troppo caro. Politici di governo e di opposizione, medici, imprenditori, professionisti, insegnanti, ogni singolo cittadino è chiamato a dare il proprio contributo. 

Solo così potremo affrontare i prossimi mesi. Il tema di fondo è se vogliamo farlo solo per sopravvivere e resistere o se invece vogliamo cogliere l’opportunità di costruire il nostro futuro e il rilancio della nostra economia. 

Come evidenziato in un recente articolo dell’Harvard Business Review, lo scenario più probabile in caso di crisi sarà un andamento a «V», cioè un calo seguito da una ripresa relativamente rapida. Vogliamo o non vogliamo essere motori della ripresa?

È il momento di un segnale chiaro e forte da parte della classe dirigente. C’è bisogno di una direzione definita, di una strategia a medio-lungo termine da troppo assente in questo Paese. La premessa per affrontare questa sfida è racchiusa in tre parole chiave: consapevolezza, fiducia e responsabilità.

 

Consapevolezza: solo la piena consapevolezza della situazione può consentire di agire responsabilmente. La realtà va affrontata guardandola in faccia, non nascondendola dietro una foglia di fico. Sono convinto che nel medio termine l’approccio italiano al coronavirus darà i suoi frutti. I Paesi che non comunicano e che non hanno prontamente eseguito i tamponi finiranno inevitabilmente travolti da un’ondata di contagio molto più difficile da gestire.

Fiducia: diversi studi tra cui uno recentissimo di BCG indicano come elemento chiave di una possibile crisi economica il venir meno della fiducia dei cittadini-consumatori, con conseguente modifica delle attitudini alla spesa e all’acquisto. È fondamentale porre in essere misure di comunicazione e azione che ristabiliscano la fiducia nel nostro Paese, nelle istituzioni e nella capacità di superare questo momento di difficoltà seguendo le indicazioni di medici e scienziati. Non si può negare che da molte parti ci sia stata, all’inizio, una confusione che non ha giovato. Ora, come rilevato due giorni fa da Massimo Franco, c’è bisogno di una cabina di regia e di una voce unica: quella del presidente del Consiglio, che ha preso in mano la situazione. Non è il momento della corsa a slogan e a una propaganda che, finalizzata alla bieca ricerca di consenso, mina la fiducia nel sistema.

Responsabilità: abbiamo tutti la responsabilità, da un lato, di limitare il contagio con i nostri comportamenti e, dall’altro, di reagire aiutando la società e l’economia ad affrontare questo momento e ripartire, traendo il meglio da questa esperienza.

Tre sono le linee di azione che il governo dovrebbe porre in essere:

1. Varare misure che aiutino e supportino i settori più colpiti dell’economia, facendo ampio ricorso a strumenti straordinari che necessariamente implicano un impegno coordinato a livello comunitario. Questa è comunque una situazione in cui il fattore tempo è critico e che, quindi, richiede un salto di qualità in termini di leadership e di presidio delle istituzioni europee da parte dell’Italia;

2. Predisporre una strategia di rilancio dell’economia che si fondi sullo stimolare gli investimenti tenendo conto delle opportunità che questa crisi ha evidenziato. In particolare lo smart-working, l’e-learning, l’e-delivery e la gestione strategica dei big data. Questa crisi ci dà l’opportunità di fare un salto quantico sotto questo punto di vista. Non coglierla vorrebbe dire pagare un prezzo altissimo nell’economia del prossimo decennio. A questo proposito la storia, come sempre, insegna: in Asia la Sars ha dato un impulso decisivo allo shopping online decretando il successo di Alibaba. Al tempo stesso una politica industriale lungimirante dovrebbe cogliere, da un lato, e sfruttare, dall’altro, le criticità maggiori che questa crisi ha evidenziato a livello macroeconomico. Una di queste riguarda l’eccessiva dipendenza produttiva da un unico Paese (la Cina) con il correlato rischio di interruzione di forniture. Il nostro Paese è la seconda manifattura d’Europa e una delle principali al mondo, con punte di eccellenza assolute. Non possiamo non cogliere l’opportunità di porre le basi strutturali per poter essere uno dei luoghi produttivi d’elezione nel contesto globale. Anche in deroga ai limiti imposti dall’Europa, deve essere varata una importante politica di incentivi e stimoli per il comparto industriale (in linea con le misure di Industria 4.0). È il momento che un governo con il supporto della società civile finalmente abbia il coraggio di affrontare i problemi strutturali che disincentivano gli investimenti nel nostro Paese e che il mondo imprenditoriale chiede da decenni di affrontare, quali ad esempio: infrastrutture, burocrazia eccessiva, corruzione, tempi della giustizia e fisco.

3.A livello internazionale, ed europeo in particolare, l’Italia deve trasformare in vantaggio competitivo l’apparente posizione di debolezza attuale. Siamo il primo Paese occidentale che ha affrontato questo virus sconosciuto e lo abbiamo fatto in modo più rigoroso e responsabile degli altri. Abbiamo un’esperienza da mettere a fattor comune per rivendicare un ruolo di leader in Europa per un progetto di coordinamento dei sistemi e degli standard sanitari e – soprattutto – sulle misure di sostegno all’economia. Dobbiamo farci promotori di un’azione incisiva e coordinata dell’Europa.

In chiusura, credo che il coronavirus ci abbia dimostrato che in un mondo globalizzato difficilmente le crisi possono essere circoscritte: siamo ormai in una casa comune. È quindi tempo di modificare radicalmente il quadro politico, perché il reale problema non è la globalizzazione in sé, ma la mancanza di governance dei processi che la determinano: servono approcci e le strategie comuni e condivisi a livello globale. Non è più tempo per nazionalismi e separatismi. Solo insieme si possono affrontare le sfide che il futuro ci riserva.

 

https://www.corriere.it/editoriali/20_marzo_06/fiducia-responsabilita-sfida-tutti-noi-50de1694-5fc6-11ea-96d2-d1c7db9c0ec3.shtml

Azioni sul documento
  • Stampa
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasiunfine-120.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 120
(2020- Anno XVI)

quadratino rosso Tema: I doveri

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  è in spedizione.

listing Il n. 121 è su RESISTERE RESISTERE RESISTERE: come abbiamo vissuto il periodo di crisi sanitaria è in preparazione.

 listing Il n. 122 è su... Tutti pazzi per i Social? Come i social stanno trasformando nostro modo di pensare, giudicare, informarci e razionarci? Riusciamo ad essere ironici su questa influenza diffusa? Testi da inviare entro 31 ottobre 2020.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.