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Fa bene la dieta web? Di Alberto Laggia

creato da D. — ultima modifica 17/09/2015 11:10
Per porre un argine all'invadenza di internet nella quotidianità, un gruppo di genitori vicentini ha proposto e messo in pratica il "digiuno digitale". Meno cellulari, tv, e tablet. Scoprendo che...

E’ giusto o no limitare l’accesso a internet ai propri figli? O quello a Facebook? E’ utile dare delle regole condivise in famiglia riguardo al cellulare o al tablet? Qualcuno crede di sì, tanto da aver inventato il “Digiuno digitale”. A Vicenza, un gruppo di genitori che frequentano la parrocchia  di Sant’Andrea hanno praticato per tutto il mese di marzo questa singolare “dieta” virtuale, impegnandosi a limitare l’invadenza dei dispositivi digitali per riutilizzare il tempo guadagnato nei rapporti diretti con familiari e amici. E hanno scoperto che si può fare, con un piccolo sforzo, e che, anzi, ci guadagna la qualità della vita.

In casa Pasqualetto, ad esempio,  alle nove di sera si spengono i cellulari e si stacca la copertura Wi-Fi. Papà, mamma e le due figlie hanno deciso di bandire smartphone e tablet nel dopocena. C’è chi ha limitato in alcune fasce orarie l’uso di internet e dei social network, chi oscura la tv durante e dopo i pasti,  e chi non porta il telefonino a scuola. Insomma hanno deciso di disconnettersi, almeno per un po’, per riaccendere il dialogo in famiglia e riscoprire, così, il gusto delle relazioni reali.

Tutto è nato in occasione del compleanno di uno dei nostri figli. Ci siamo accorti che la festa non decollava e il motivo era uno solo: tutti i ragazzi invitati se ne stavano isolati a  giocare con i loro cellulari. Allora ho deciso di fare una cosa un po’ impopolare: mi sono fatto consegnare i telefonini e ho proposto un gioco in giardino. Beh, è cambiato tutto. E la festa è iniziata”. Racconta Guido Zovigo, uno dei papà che hanno inventato il “digiuno”. Da quella piccola esperienza  è nata l’idea di proporre ad altri l’impegno a rinunciare un po’ alle tante abbuffate di internet per accogliere, in spirito quaresimale, l’invito a digiunare. Un modo per concedersi una pausa di riflessione, per cercare di capire qualcosa riguardo allo scarso dialogo interpersonale, tra genitori e figli, “perché ci siamo accorti –prosegue - che tutte le famiglie, chi più chi meno, hanno lo stesso probema: siamo sempre più connessi, ma sempre meno comunicanti”.

Così, per allargare l’invito hanno deciso di mettere in rete la proposta del digiuno con lo slogan “Il tempo per noi”. “Abbiamo realizzato un piccolo ‘open project’ e le risposte non sono tardate”, spiega Zovico. Chi ha fatto l’esperimento non se ne è pentito, anzi. “Dopo un inizio faticoso, perché le limitazioni erano vissute come una pesante imposizione dai miei figli”, commenta Filippo Pasqualetto, “una volta compreso il principio, silenziare cellulari e chiudere Facebook per qualche ora è diventato semplice”.    Teresa Sgambato, madre di due ragazze preadolescenti, ha invece proposto in famiglia una specie di decalogo di buone prassi da rispettare in casa e fuori, a partire dall’uso della tv: “una sola trasmissione al pomeriggio, uso del cellulare solo in caso di vera necessità. Se si eccede col telefonino, niente ricarica per il mese successivo”, spiega.

Il gruppo vicentino ha anche organizzato alcuni incontri su internet e l’esperienza digitale, coinvolgendo psicologi e filosofi. Ma non solo: per una sera hanno messo in cattedra i veri esperti, i ragazzi, dando loro la possibilità  di spiegare ai genitori quale uso facciano dei social network.

fonte: http://www.famigliacristiana.it/articolo/fa-bene-la-dieta-web.aspx, 10.04.2014

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Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo:

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Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

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