Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Etica europea e spirito del capitalismo, di Ugo Tramballi

Etica europea e spirito del capitalismo, di Ugo Tramballi

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 12/12/2020 09:20
La mancanza di vigore e dignità nazionale che a volte caratterizza chi governa il nostro paese, la conoscevamo già. La tristezza di oggi è che i francesi non sono meglio dei nostri…

Esistono questioni che hanno risposte difficili. Da quasi un anno viviamo dentro una pandemia, nel dubbio fra il primato della salute per evitare un massacro, e la necessità di non fermare l’economia per non avere una devastazione sociale. E continuiamo a non avere una risposta chiara.

Quella estrema di Donald Trump e Jair Bolsonaro a favore dell’economia, negando il contagio, è stato un disastro. La soluzione contraria – fermare un paese senza chiedersi quanti poi ne pagheranno il costo sociale – la può applicare solo una rigida dittatura come quella cinese che non ammette il dissenso. La mia opinione non da esperto ma da citoyen, da persona che come voi vive da dieci mesi nella pandemia in un paese democratico e industrializzato, è che non esiste una risposta che possa accontentare tutti. Le due esigenze esistono, sono contrastati e vanno entrambe tenute in debito conto.

Alla categoria delle domande senza una risposta certa è se nelle relazioni internazionali debbano prevalere i diritti umani o gli interessi economici di un paese. Gli esempi più attuali ma non i soli, sono i casi di Giulio Regeni, Patrik Zaki e del regime egiziano che ha assassinato il primo e tiene il secondo – egiziano ma studente in Italia – in galera da un anno senza aver formalizzato un’accusa. Il dibattito non è nuovo, da sempre lo scontro è fra morale e business. L’una o l’altro: chiudiamo tutti i rapporti economici e diplomatici con l’Egitto o ingoiamo il rospo perché gli affari sono investimenti e lavoro.

Senza scomodare Max Weber (“L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”) valori morali ed economia possono essere perseguiti allo stesso modo con un regime come quello egiziano che non è mai stato democratico ma col quale interagiamo dai tempi di Cesare e Antonio. Questo è possibile se il paese – noi – tiene la schiena dritta, se è capace di alzare la voce e di non subire la versione degli interlocutori; di ribadire che i nostri valori sono irrinunciabili senza che questo implichi la fine dei rapporti commerciali e diplomatici. E’ una linea sottile ma percorribile.

Per esempio. Dopo la vergognosa risposta egiziana alle notifiche della nostra magistratura agli assassini di Giulio Regeni, non ci sarebbe stato nulla di male a richiamare Gianpaolo Cantini, il nostri ambasciatore al Cairo. Per una settimana, un mese. Per dare un segnale politico serio che tuttavia non avrebbe compromesso le nostre imprese laggiù. Credo che la dignità di un paese aiuti la sua economia più del silenzio al quale abbiamo assistito. Invece i nostri governi hanno abituato troppo bene al-Sisi e i suoi scagnozzi.

Mentre i giudici del Cairo negavano di nuovo la libertà a Patrik Zaki, il presidente egiziano andava in visita ufficiale a Parigi. Le notizie alle quali è stato permesso di essere diffuse mostravano un Emmanuel Macron che affronta il tema del quale parlavamo: quella linea sottile che separa i valori morali dalle priorità economico-strategiche. “Siamo in disaccordo sui diritti umani e ne parliamo con molta franchezza”, ha detto in conferenza stampa il presidente francese, accanto ad al-Sisi. Tuttavia “non condizionerò la nostra cooperazione economica e di sicurezza a questo disaccordo…anche perché credo che un esigente dialogo politico sia più utile di un boicottaggio”.

Non sono sicuro di condividerle in pieno ma queste riflessioni hanno un senso. Mostrano l’impossibilità di uno stato e dei suoi interessi superiori – che dovrebbero essere collettivi – di aderire completamente ai valori che quello stato afferma. A loro come anche a noi, gli affari con l’Egitto garantiscono posti di lavoro e punti di Pil.

O meglio. Tutto questo poteva avere un senso fino a che la tv egiziana, praticamente il sito personale di al-Sisi, ha rivelato quello che ai francesi era stato tenuto nascosto. L’autocrate è stato ricevuto con trombe, tamburi e red carpet e se ne è andato con la Grand Croix della Legion d’Onore. Tenendolo nascosto, implicitamente Macron confessava di sapere che tutto questo sarebbe stato il gesto servile di una grande democrazia verso una grande autocrazia. Probabilmente per denaro, cioè contratti.

Forse, invece, non si rendeva conto di fare qualcosa di simile il principale macronista italiano. La settimana scorsa, mentre i giudici del Cairo ingiuriavano nuovamente la memoria di Giulio, l’ex premier Matteo Renzi parlava alla commissione parlamentare dedicata a quell’assassinio. “La non collaborazione egiziana è un falso: non è stata sufficiente ma c’è stata”, ha detto. Dove? Quando? Quale collaborazione, sia pure scarsa? Non fosse per i giudici di Roma, temo che la classe politica – compresa la cosi detta novità dei 5Stelle – avrebbe già archiviato il caso Regeni. E senza la mobilitazione dell’Università di Bologna, ignorato la vicenda Zaki.

La mancanza di vigore e dignità nazionale che a volte caratterizza chi governa il nostro paese, la conoscevamo già. La tristezza di oggi è che i francesi non sono meglio dei nostri. E la tristezza ancora più profonda è constatare che in Egitto sprofondano anche le illusioni di un’Europa coesa, certa dei suoi valori. L’unione d’intenti e azione è ancora un Santo Graal perduto. Molto più efficace è la promozione degli interessi nazionali. Business batte Etica 2 a 0.

https://ugotramballi.blog.ilsole24ore.com/2020/12/11/etica-europea-spirito-del-capitalismo/

Azioni sul documento
  • Stampa
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

La fatica di essere nel mondo. Lettera sul discernimento

Un po’ imitando don Milani e la sua lettera a una prof.ssa, con amici di Vicenza abbiamo scritto insieme una lettera sul discernimento e il nostro essere nel mondo. Per disponibilità copie info al 333 8465594, 0444 226530, 080 5014906 


 

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 127
(2022- Anno XVIII)

quadratino rosso Tema: La vita quotidiana

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). In preparazione.

 

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 settembre 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.