Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Ecco il nuovo accordo europeo su energia e clima, di Valeria Serpentini

Ecco il nuovo accordo europeo su energia e clima, di Valeria Serpentini

creato da webmaster ultima modifica 14/09/2015 16:58
Numeri, obiettivi, tendenze e differenti impostazioni

 

Dopo molte ore di negoziato, l’ultimo Consiglio presieduto da Van Rompuy ha raggiunto l’accordo europeo sul clima e l’energia con scadenza 2030. L’opposizione di alcuni Paesi dell’est, Polonia in prima fila, hanno reso le discussioni più complesse, ma alla fine non ci sono state variazioni sostanziali rispetto alle aspettative:

-   riduzione di almeno il 40% delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 1990
-   aumento dell’efficienza energetica di almeno il 27%
-   uso di almeno il 27% delle rinnovabili nel mix energetico
-   aumento del 15% delle interconnessioni energetiche tra Stati membri

Dietro alle percentuali così individuate e alla terminologia utilizzata si cela un compromesso.Roger Harrabin per BBC riconosce l’esistenza di Stati che vedono nel carbone ancora una risorsa fondamentale (Europa dell’Est) e Stati come la Gran Bretagna che vorrebbero stabilire obiettivi più ambiziosi in termini di riduzione delle emissioni.

Come osservato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, “avere utilizzato il termine “almeno” crea spazio per futuri miglioramenti dei target”. Ad esempio, “il target dell’efficienza energetica sarà sottoposto a revisione nel 2020, con l’intenzione di portarlo al 30%”.

Spagna e Portogallo sono stati i promotori del punto relativo alle interconnessioni energetiche.European Voice mette in luce il fatto che questa richiesta possa essere un modo per spingere la Francia ad accordare il suo reticente consenso alla costruzione di connessioni energetiche attraverso i Pirenei.

Tutti gli obiettivi sono calcolati su base europea, mentre la riduzione delle emissioni di CO2 è calcolata su base nazionale in relazione al PIL pro-capite. Ai Paesi più in difficoltà (PIL pro-capite inferiore del 60% rispetto alla media UE) sono garantite delle quote gratuite di emissioni, in modo da evitare che tali restrizioni possano strozzare ulteriormente i loro tentativi di crescita. Il 2% dei proventi sui crediti ETS sarà utilizzato per la creazione di un fondo da destinare a interventi ambientali nei paesi in cui al situazione risulta essere più critica.

Come riconosciuto anche dal Financial Times, l’Europa conferma la volontà di essere forza propulsiva dell’accordo globale sul clima previsto per la fine del 2015 a Parigi, SecondoFrançois Hollande, si legge su Euractive, “l’accordo è un chiaro segnale ai grandi inquinatori come Cina e Stati Uniti, affinchè al prossimo meeting di Parigi venga raggiunto un accordo globale vincolante sui limiti alle emissioni di gas a effetto serra”.

Non tutte le parti interessate all’accordo hanno accolto positivamente gli esiti. In particolare c’è chi ha visto nelle percentuali proposte degli obiettivi solo parziali e non adeguati a limitare gli effetti negativi del cambiamento climatico. Greenpeace lo ha definito un pacchetto di misure “modesto”. La coalizione di organizzazioni ambientaliste europee (European Environment Bureau) ritiene che gli obiettivi siano “disperatamente inefficaci”. Oxfam individua percentuali differenti affinché possa essere data risposta concreta all’inquinamento in corso: 55% la limitazione delle emissioni, 40% il risparmio energetico e 45% la copertura energetica tramite rinnovabili.

Fonte: Formiche.net del 24 ottobre 2014

http://www.formiche.net/2014/10/24/accordo-europeo-sul-clima-lenergia/

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto:
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasi un fine 118.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 118
(2020- Anno XVI)

quadratino rosso Tema: Economia civile

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 118 è sull'ECONOMIA CIVILE. Il cartaceo è stato spedito da qualche giorno; il PDF lo si trova a destra nella home page.

 listing Il n. 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  è in preparazione.

 listing Il n. 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 30 marzo 2020.

Per il n. 120 lanciamo un’iniziativa per coinvolgere tutti i nostri lettori: Tweet on duty - Un tweet sul dovere

Ti chiediamo di rispondere a una sola di queste domande (indicando nome, cognome, lavoro, città) in maniera sintetica, praticamente non più dei 140 caratteri che si usano in un tweet, da inviare a associazione@cercasiunfine.it o sms o whatsapp al cell. 337 1031728
Ecco le domande, scegline solo una e rispondi!
1. Cosa ti spinge a fare il tuo dovere?
2. Cosa provi nel fare il tuo dovere?
3. Cosa ti aspetti quando fai il tuo dovere?
4. Quali difficoltà incontri quando fai il tuo dovere? 
Testi da inviare entro il 30 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.