Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Due errori e nessun alibi, di Marco Tarquinio

Due errori e nessun alibi, di Marco Tarquinio

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 12/10/2021 09:52
Necessaria unità contro lo squadrismo…

Ci sono due errori che non possiamo permetterci di fronte al tentativo di manipoli di squadristi neofascisti di intestarsi violentemente il disagio, le paure, i dubbi e le proteste di quella minoranza rumorosa e spesso (ma non sempre) irriflessiva che chiamiamo 'novax' e/o 'no-pass'. Ma a Roma, sabato 9 ottobre, non sono stati i no-vax ad aggredire le forze dell’ordine, a dare l’assalto alla sede della Cgil e a fare furiosa irruzione nel Pronto soccorso del Policlinico romano Umberto I. 

Gli aggressori sono capi e militanti di una destra estrema, concittadini che hanno diritto a pensarla come vogliono, ma che si rivelano sistematicamente – e questo è il punto – nemici delle regole democratiche, anche di quelle che hanno sinora permesso loro di organizzarsi in partito e di sfidare il limite oltre il quale si realizza l’«apologia del fascismo», il crimine che in Italia fa memoria degli orrori della dittatura nera.

Il primo errore da non fare è, dunque, di dargliela vinta sul piano mediatico ai manganellatori. Accadrebbe se consegnassimo a ripetizione e con enfasi a questi malviventi i titoli di testa di giornali, telegiornali e radiogiornali. Informare è indispensabile, infornare il loro pane avariato no. Se invece lo facessimo, aiuteremmo paradossalmente queste e altre schegge della piccola galassia neofascista a centrare un obiettivo propagandistico, consentiremmo loro di mostrare muscoli che non hanno e di vantare consensi che non ci sono, e al tempo stesso rischieremmo di metterli in condizione – grazie alla sovraesposizione ottenuta – di far proselitismo e di ulteriormente avvelenare un pezzetto di società italiana.

Il secondo errore da non compiere è di dargliela vinta sul piano politico. Non serve retorica e non servono distinguo, serve semplicità e nettezza per denunciare all’opinione pubblica i misfatti dei forzanuovisti e dei loro compari e per varare risposte ben proporzionate ed efficaci (meglio non parlare neppure di scioglimento di Forza Nuova, se non c’è la certezza giuridica e politica di poterlo sancire). 

Purtroppo, però, un po’ tutti i portavoce di partito (di più quelli di destra, ma anche a sinistra non si scherza) stanno marcando male, con un gioco di rilanci, ripicche e vecchi ritornelli. Dopo un accenno di unanimità iniziale nella condanna, è infatti scattato il riflesso condizionato di fazione e si sono accese polemiche disorientanti, soprattutto per chi del fascismo e dei suoi immani disastri ha appena una vaga idea.

La solfa è la solita. E meno male che non si arriva a parlare di «camerati fuori strada» (come un tempo a sinistra con i «compagni che sbagliano»). Ma fioccano notazioni sui «nostalgici utili idioti», sugli «atti di matrice incerta» (Meloni dixit) e – udite udite, visto che viene dall’ex ministro dell’Interno Salvini – sulle possibili malizie delle autorità di pubblica sicurezza. 

Ma non appare scelta azzeccata neanche quella di aver fissato proprio alla vigilia del voto per i ballottaggi amministrativi una grande e sacrosanta manifestazione sindacale. Cgil, Cisl e Uil l’hanno indetta per il 16 ottobre, che è giorno evocativo e che cade di sabato come nel 1943, quando nazisti e fascisti rastrellarono 1.259 uomini, donne e bambini nel Ghetto ebraico di Roma, avviandoli ai campi di sterminio. I sindacati non sono partiti, e non sono in lizza il 17 e 18 ottobre, e però con questa scelta senza (apparente e convincente) consultazione sono stati offerti la possibilità e un mezzo alibi parolaio per non essere in piazza contro il fascismo a tutti coloro che in piazza preferiscono non esserci.

Solo un mezzo alibi, sia chiaro, anzi, nessuno. Perché un modo lineare per disinnescare il 'conflitto' c’è, eccome. Basta esserci tutti in piazza contro lo squadrismo neofascista. Ma proprio tutti. Centrosinistra e destracentro insieme. Dopo settantacinque anni di Repubblica democratica ce lo possiamo e dobbiamo permettere. Errori a parte, chi non ci sarà una responsabilità in più. 

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/due-errori-e-nessun-alibi

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
La Vignetta, di Martina Losito

"Il bene più prezioso"

Vignetta di Martina Losito 

*Martina Losito, studentessa di ingegneria energetica presso il Politecnico di Milano.

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 124
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Pianeta che vogliamo

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 124 è su Il Pianeta che vogliamo è in distribuzione.

 

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  Testi da inviare da entro 31 agosto 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.