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Dove è il coraggio di essere scomodi?

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 10/03/2019 20:39
Un appello ecclesiale di alcuni veronesi: a leggere bene non si tratta solo di un problema della Chiesa di Verona, ma comune a molte diocesi, parrocchie e aggregazioni cattoliche italiane. Forse dovremmo iniziare a discuterne di più insieme...

Pastori senza l'odore delle pecore Dove è il coraggio di essere scomodi?

Da tempo, come molte persone credenti e non, ci stiamo interrogando su fatti che quotidianamente leggiamo sui giornali o dei quali veniamo a conoscenza. Ci riferiamo in particolare ad alcune vicende che riguardano la chiesa locale e, più in generale, a quanto accade nella chiesa universale. Gli episodi da commentare non mancano, né difettano i sentimenti che spesso li accompagnano, a partire dal disagio, sdegno e perché no, da un po' di vergogna per la comunità dei cristiani. Vorremmo partire dalla vicenda del Parroco di Borgo Roma (Tomba Extra) periferia sud di Verona, assurto agli onori della cronaca alcuni mesi fa. I fatti sono noti ai più, o meglio, sono stati raccontati in vario modo dai media e dalle autorità ecclesiastiche, senza che ciò, tuttavia , abbia portato elementi di chiarezza su questa sconcertante vicenda. Poco importa se le motivazioni del grave ammanco economico arrecato alla Parrocchia e ai parrocchiani siano legate alla ludopatia, all’usura o ad altre forme di comportamento dissennato. Ciò su cui vorremmo condividere la riflessione sono il senso di estraneità, la “normalità” del gesto, la mancanza di verità, il senso di un disagio profondo e di tradimento che tali comportamenti generano. Nessuno può sentirsi estraneo a fatti che, probabilmente, traggono origine anche da sentimenti di isolamento ed emarginazione del singolo, ma certo, chi ha compiti di vigilanza e di guida ha maggiori responsabilità nella ricerca di verità e di riconciliazione con le comunità ferite. Altre vicende più “lontane”, ma purtroppo anche molto recenti, scandalizzano e creano smarrimento ponendo seri problemi di credibilità dell’intera Chiesa. Ci riferiamo agli scandali locali di pedofilia (ex alunni istituto Provolo) e a quello recentissimo che ha interessato l’ex ( ci auguriamo) Cardinale George Pell. Perché , ci chiediamo non si riesce ad andare oltre le formali condanne, i risarcimenti economici, la sospensione degli incarichi? Quando sentiremo da ogni pulpito delle nostre chiese parole sincere di vergogna? Talvolta sembra che le sole parole di denuncia e di verità siano appannaggio del Papa e di pochi altri. A quando gesti veri di dialogo, di perdono e di riconciliazione con tutto il popolo di Dio che a fatica ormai si riconosce nei suoi pastori? Un ultimo esempio di questa lontananza è stato la scarsa (eufemismo) partecipazione del clero veronese e delle sue massime istituzioni all’adunata di popolo, credente e non, raccolta dentro e fuori le mura di San Nicolò all’Arena lo scorso 5 febbraio in occasione dell'incontro che ha visto la partecipazione del missionario comboniano Alex Zanotelli e del sindaco di Riace Mimmo Lucano. Eppure le motivazioni di questo incontro erano profondamente cristiane: la difesa dei diritti delle persone immigrate e l'allarme contro ogni forma di razzismo. Dov’era la Chiesa veronese missionaria? Dove i rappresentanti di quello spirito cristiano-sociale che ha generato tanto bene alla città e non solo nei secoli scorsi? Siamo certi che larga parte del popolo cristiano e dei laici, che hanno a cuore il senso vero della comunione tra gli uomini ed il rispetto delle persone, viva come noi lo sconforto nel vedere che le istituzioni cristiane e parte dei responsabili della chiesa veronese vengono meno al loro dovere di "pastori" di guidare e accompagnare il popolo di Dio a loro affidato, di ascoltare i fedeli, di parlare con chiarezza e di annunciare con coraggio la novità del Vangelo di Gesù Cristo, mettendosi al servizio della società di oggi in spirito di completa gratuità e senza secondi fini. Certo anche noi, laici, abbiamo colpe: l’abbandono, la disaffezione, l’identificazione sempre più radicata in una visione della vita del "qui e ora". Crediamo però che per recuperare vitalità , impegno, coinvolgimento, confronto sereno e costruttivo, non ci possa che essere l’abbandono di atteggiamenti come l’omertà e dell’arroccamento ed un sincero pentimento da parte delle istituzioni non solo per i fatti di ieri, ma soprattutto per quelli di oggi e per quanto il futuro riserverà.

VERONA - ILLUMINI GROUP – BORGO ROMA seguono firme

fonte: http://gericotv.altervista.org/joomla/desknews-1/31-riflessioni/1574-pastori01

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Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
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listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.