Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Don Russo: il Vangelo ci guida a capire il dramma dei migranti, Benedetta Capelli

Don Russo: il Vangelo ci guida a capire il dramma dei migranti, Benedetta Capelli

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 26/08/2020 17:12
Ha suscitato pareri diversi il post apparso su Facebook del parroco della chiesa di San Francesco d'Assisi a Floridia, non lontano da Siracusa. Parole nate sulla scia delle polemiche innescate dall’ordinanza del presidente della regione Sicilia Musumeci riguardo lo sgombero degli hotspot e dei centri di accoglienza su tutta l’isola, definiti focolai di Covid-19…

Non voleva provocare ma ribadire che la coerenza fa la differenza nella vita, che dirsi cristiani non è solo una bella frase ma è un impegno che passa nella luce del Vangelo. Don Lorenzo Russo è il giovane parroco che da 5 anni regge la chiesa di san Francesco d'Assisi a Floridia, in provincia di Siracusa. Da alcuni giorni, diversi politici lo tirano per la giacchetta cercando di usare quanto scritto in un suo post su Facebook. Parole – ci tiene a sottolineare – che lui voleva rivolgere ad alcuni suoi parrocchiani favorevoli alla decisione del governatore siciliano Musumeci di chiudere le strutture di accoglienza dei migranti perché considerate focolai di coronavirus.

Proteggere e accogliere

Parole spontanee che sono anche timori di una Chiesa che offre il suo contributo nell’abbracciare chi è in difficoltà. Di ieri una nota dei Centri Astalli di Palermo e Catania che hanno espresso “preoccupazione per la situazione dei migranti arrivati di recente in Sicilia” e per l’ordinanza di Musumeci.  “Ci pare necessario ribadire – hanno sottolineato - che la vera emergenza è data dalle persone che muoiono nel Mediterraneo e dalle cause che li spingono a fuggire dai loro Paesi vessati da guerre, crisi umanitarie e gravi ingiustizie sociali”. “Le politiche migratorie, restrittive, di chiusura che hanno caratterizzato l’ultimo anno - affermano in conclusione - acuiscono precarietà di vita, esclusione e irregolarità, rendendo l’intera società più vulnerabile. Oggi in Sicilia vediamo i danni provocati dal non aver investito in protezione, accoglienza e integrazione dei migranti”.

Dare conto delle parole come dei silenzi

“Scrivo ai miei parrocchiani, a quanti tra questi oggi gioiscono per l’ordinanza di Musumeci convinti da domani di essersi liberati del problema delle migrazioni, a quanti osannano scelte politiche che non fanno il bene dei poveri di questo mondo ma guardano solo al proprio interesse. A voi dico: non venite a Messa, state perdendo tempo! Non giova a nulla battervi il petto, ascoltare la parola del Vangelo, nutrirvi dell’Eucarestia. La vostra ipocrisia vi precede”. Il post di don Lorenzo è appassionato e diretto. “Chiedete coerenza a chi vi circonda, imparate voi ad essere coerenti con la fede che dite di professare. Sennò saremo solo come i ‘sepolcri imbiancati’ di cui parla Gesù: che si lasciano ammirare dalla gente per la loro bellezza esteriore, ma che all’interno custodiscono solo odore di morte. Convertiamoci al Vangelo, fratelli miei. Un giorno dovremo dare conto a Dio di tutto, delle parole come dei silenzi. Sull’amore saremo giudicati”.

Un parroco deve anche essere padre

Come è nato questo post? Risponde don Lorenzo Russo della parrocchia di san Francesco d'Assisi a Floridia:

R. - Con molta semplicità nasce dal fatto che a un certo punto mi rendo conto che molti miei parrocchiani cominciano, già da tempo, a condividere qualche idea poco vicina al Vangelo, soprattutto dopo la notizia dell’ordinanza del governatore Musumeci. E allora è nato il desiderio di chiedere ai miei parrocchiani innanzitutto una coerenza con il Vangelo stesso; molti frequentano, molti partecipano a Messa però il rischio, come ci ricorda Papa Francesco, è che si viva in una bolla di sapone. Per un attimo ci si è convinti che solo partecipando si sia già a posto con la coscienza e poi quello che si dice fuori, quello che si fa fuori è tutt'altra cosa. Allora il mio post voleva proprio in qualche modo provocare i miei parrocchiani, scuoterli da questa bolla di sapone e farli avvicinare sempre di più al Vangelo. Credo che questo sia anche il compito di un parroco, di un padre nei confronti dei propri figli.

Che reazione ha avuto dai suoi parrocchiani?

R. – I parrocchiani hanno reagito bene, nel senso che ho ricevuto tantissimi messaggi di vicinanza nei miei confronti. Spero e mi auguro che però non sia una vicinanza incoerente, una vicinanza per dire sì, siamo con te, però la vita continua a scorrere come sempre. Mi auguro che sia servito questo mio post su Facebook per scuotere le coscienze dei miei parrocchiani e a questo punto anche degli altri.

Lei parla del rischio di essere “sepolcri imbiancati”, chiede così a chi si professa cristiano un salto in avanti. Quanto è difficile seminare in questo momento?

R. – E’ molto difficile perché ci si scontra con una cultura che parla alle pance delle persone ed è molto facile parlare alla pancia delle persone, molto più complicato, molto più difficile, invece seminare per un futuro che non è magari domani, non è dopodomani ma chissà quando, però questo è il nostro impegno. È l'impegno di tutti i cristiani. Ecco perché il mio post era anche molto duro e accorato, appassionato. Come pastore non posso vedere i miei stessi parrocchiani andare incontro a una cultura che non ha niente a che fare con il Vangelo. Bisogna scuoterci. E’ facile essere belli esteriormente, ed essere applauditi dalla gente ma noi non siamo chiamati a questo come battezzati, siamo chiamati a testimoniare anche con la vita il Vangelo di Gesù Cristo. Credo che questo sia il cuore del messaggio che volevo rimandare ai miei amici parrocchiali, invitarli a questo, a non essere sepolcri imbiancati ma essere coerenti con ciò che si celebra, con quella parola ascoltata, con l’Eucaristia di cui ci nutriamo.

Lei viene da una terra dove spesso si è assistito da parte della mafia ad una strumentalizzazione della religiosità popolare, della devozione. Su questo fronte lei che difficoltà ha incontrato, se le hai incontrate?

R. - Io personalmente non ho incontrato particolari difficoltà anche perché la mia esperienza di parroco è molto giovane. Sono sacerdote da 7 anni, parroco da 5 e quindi non ho incontrato difficoltà, ma certamente molti miei confratelli la incontrano. Ed è sempre lì il punto centrale: la difficoltà di capire che c'è bisogno di tanta coerenza, cioè quel Vangelo ascoltato va anche praticato. Non può essere dimenticato appena si esce dalla porta della chiesa. E questo vale per ogni cosa: vale per quanto riguarda gli immigrati, vale per quanto riguarda la mafia e con tutte le varie situazioni di difficoltà che abbiamo in Sicilia. La coerenza al Vangelo fondamentalmente. Su questo ci stiamo scommettendo tutti come è chiaro che sia ed è una fatica, non so se vedremo i frutti ma intanto bisogna seminare oggi.

Per quanto riguarda l'accoglienza dei migranti la sua parrocchia come affronta questo tema?

R. – Noi non abbiamo una particolare emergenza perché la città di Floridia è vicino Siracusa, conta 25mila abitanti e non ha particolare contatto con questa realtà. Però la diocesi è in prima linea da tanti anni, a partire dall'opera del nostro arcivescovo monsignor Pappalardo. Insomma ci siamo stati, pronti a dare una mano di aiuto, nel silenzio, senza troppo clamore quando c'erano i numeri importanti di questa emergenza. E tutt’ora siamo pronti a dare una mano d'aiuto laddove ce ne sia bisogno, senza troppi proclami, volendo semplicemente testimoniare il Vangelo nella vita di tutti i giorni. 

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2020-08/immigrazione-sicilia-sgombero-don-lorenzo-russo-vangelo-coerenza.html

Azioni sul documento
  • Stampa
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 121
(2020- Anno XVI)

quadratino rosso Tema: Resistere

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

listing Il n. 121 è su RESISTERE RESISTERE RESISTERE - su come stiamo vivendo il periodo di crisi sanitaria - è stato già inviato.

 listing Il n. 122 è su... Tutti pazzi per i Social? - Come i social stanno trasformando nostro modo di pensare, giudicare, informarci e razionarci? Riusciamo ad essere ironici su questa influenza diffusa? - è in preparazione.

 listing Il n. 123 è sulla RINASCITA (1. Cosa vuol dire “rinascita” dopo la crisi sanitaria? 2. Positività e negatività della crisi sanitaria nel lavoro, scuola, famiglia, politica, sanità, economia, ambiente? 3. Cosa vuol dire sperare in un futuro migliore?). Testi da inviare da entro 31 gennaio 2021.

 listing Il n. 124 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse" (1. Come la pandemia ha cambiato i processi politici? 2. Chi e Come stiamo utilizzando le risorse comunitarie? 3. Quale visione politica ispira il tutto?) Testi da inviare da entro 30 aprile 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.