Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Documenti falsi ai terroristi jihadisti, il ruolo della criminalità organizzata, Roberto Colella

Documenti falsi ai terroristi jihadisti, il ruolo della criminalità organizzata, Roberto Colella

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 27/03/2021 09:00
Il ruolo della criminalità organizzata italiana nel fornire documenti ai terroristi di matrice jihadista…

Il recente fermo a Bari di Athmane Touami, alias Tomi Mahraz riapre il dibattitto sul ruolo strategico della criminalità organizzata nel fornire documenti falsi ai terroristi. Touami ha avuto un ruolo fondamentale negli attentati a Parigi nel 2015, in particolar modo al Bataclan. Le indagini hanno consentito di accertare, anche grazie alla collaborazione di forze di sicurezza internazionali, la vicinanza dell’indagato ad ambienti radicali di matrice jihadista. 

Da quanto emerge dall’inchiesta il terrorista 36enne algerino destinatario del provvedimento di fermo è già in carcere per altri reati e sarebbe dovuto uscire a giugno. Per questo il Pubblico Ministero ha chiesto di fermare l’iter per la prossima scarcerazione. Gli investigatori del Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno della Polizia di Stato e dalla Digos di Bari hanno accertato la diretta attività di Touami come supporto agli autori degli attentati nella capitale francese, a cui avrebbe garantito la disponibilità di documenti contraffatti. 

Tutto ciò conferma il ruolo della criminalità organizzata italiana nel fornire documenti ai terroristi di matrice jihadista. Dopo gli attacchi Charlie Hebdo a Parigi nel gennaio 2015 i funzionari anti-mafia e anti-terrorismo italiani hanno evidenziato connessioni di lunga data tra i jihadisti e la camorra napoletana. Inoltre hanno scoperto legami con la mafia siciliana Cosa Nostra e la ‘Ndrangheta, tracciando le armi oggetto di traffico clandestino arrivate facilmente nei porti napoletani. 

In passato Anis Amri, l’attentatore di Berlino, era arrivato in Germania passando per l’Italia. Di origine tunisina era sbarcato a Lampedusa. Nel 2015 era stato fermato dalla polizia tedesca, esattamente a Friburgo, con una carta d’identità italiana falsa. La rete di fiancheggiatori di Amri aveva base nell’agro ponentino. Secondo le indagini condotte dalla Digos, sarebbe stato Akram Baazaoui a fornire i documenti falsi che hanno permesso ad Amri di raggiungere la Germania nel 2015.  Ad esempio nella Regione Campania è storica la presenza di algerini legati al Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento nato da una scissione all’interno del Gruppo islamico armato (Gia). 

Si tratta di un’organizzazione legata al terrorismo con diramazioni in tutta Europa, dedita principalmente al traffico internazionale di documenti falsi, con collegamenti con le aree di Vicenza, Milano e soprattutto nel casertano a Santa Maria Capua Vetere.  Spesso ai comuni italiani, nel tempo, sono stati sottratti documenti. Da luglio 2014 a maggio 2016 sono state rubate in Italia quasi cinquemila carte di identità. Ad esempio ad Albano Laziale (970), in Puglia a Foggia (500) e a Gallipoli (1050), in Campania a Nocera Inferiore (1300). 

Nel luglio del 2014 a Gallipoli, nel Salento, scattava l’Operazione Bingo quando vennero rubate 12 pistole e 1050 carte di identità. Gli indagati facevano parte di un gruppo criminale operante nel Sud Italia e specializzato in documenti falsi, molti dei quali poi finiti in mano ad immigrati siriani, palestinesi, afghani, albanesi, nordafricani eccetera. 

Nel 2020 veniva arrestato a Varese il ceceno, Turko Arsimekov, al termine di un’inchiesta che lo vedeva a capo di un traffico di documenti falsi: secondo la Procura, il 35enne l’uomo riceveva da ogni cliente che riusciva a contattare tramite il web e i social un pagamento tra i 300 e i 1.500 euro via money transfer, prima di fabbricare i documenti falsi e spedirli al destinatario con un semplice corriere. In definitiva i diversi episodi accaduti ci portano a considerare che:

  1. La holding jihadista per sopravvivere ha bisogno di finanziamenti, di basi logistiche ma soprattutto di documenti falsi (passaporti o carte di identità) che vengono utilizzati dai futuri attentatori.
  2. L’Italia resta un paese leader nella produzione di documenti falsi ai terroristi grazie alla connection tra la criminalità organizzata e le organizzazioni jihadiste.
  3. Napoli e il Casertano risultano l’epicentro prescelto. E’ acclarato il legame tra la camorra locale e le attività strumentali al terrorismo internazionale.
  4. Neanche le nuove carte d’identità con i microchip rappresentano un ostacolo. Dalle indagini si evince come le card arrivino dai comuni e i microchip, invece, vengano realizzati dai falsari. Gruppi criminali che subappaltano ad altri gruppi prevalentemente marocchini, algerini e ghanesi ai quali hanno insegnato il mestiere.

 

https://www.itstime.it/w/documenti-falsi-ai-terroristi-jihadisti-il-ruolo-della-criminalita-organizzata-by-roberto-colella/

Azioni sul documento
  • Stampa
La Vignetta, di Martina Losito

"Il bene più prezioso"

Vignetta di Martina Losito 

*Martina Losito, studentessa di ingegneria energetica presso il Politecnico di Milano.

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 124
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Pianeta che vogliamo

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 124 è su Il Pianeta che vogliamo è in distribuzione.

 

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  Testi da inviare da entro 31 agosto 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.