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Dieci giorni per cambiare marcia, di Paolo Baroni

creato da D. — ultima modifica 14/09/2015 18:53
Quarantuno virgola due per cento. E’ questo il numero che il governo ed i leader politici dovrebbero segnare in cima alla loro agenda: ma subito, stamattina, non nelle «prossime settimane», nel 2014 o chissà quando.. 41,2 per cento è il livello di disoccupazione giovanile che abbiamo raggiunto il mese scorso, ennesimo record di una frana senza fine.
Dieci giorni per cambiare marcia, di Paolo Baroni

Fonte: www.focus.it - Pawel Kuczynski

Quarantuno virgola due per cento. E’ questo il numero che il governo ed i leader politici dovrebbero segnare in cima alla loro agenda: ma subito, stamattina, non nelle «prossime settimane», nel 2014 o chissà quando..

41,2 per cento è il livello di disoccupazione giovanile che abbiamo raggiunto il mese scorso, ennesimo record di una frana senza fine.

Mentre in tutta l’Eurozona la situazione inizia a migliorare, con l’indice che scende di un decimale al 12,1%, in Italia siamo al 12,5%, 1,2 punti in più rispetto a dodici mesi prima. L’economia è ferma, dei consumi meglio non parlare (basta vedere che pure l’inflazione continua ad essere negativa), la ripresa stenta ad ingranare, la crisi ha pure eroso pesantemente i salari e di lavoro proprio non ce n’è. Anche quello «cattivo», il lavoro precario, cala: contratti a tempo determinato e collaboratori in un anno sono infatti scesi dell’8,8 per cento. Per questo non sorprende gli esperti un altro dato che invece dovrebbe scandalizzare, quello degli sfiduciati: giovani e meno giovani che a questo punto il lavoro non lo cercano nemmeno più.

 

Siamo arrivati – altro record - a quota 1,9 milioni.

Quando va bene uno su due aspetta almeno un anno prima di trovare un posto.

Il ministro del Lavoro Giovannini minimizza, sostenendo che senza gli interventi presi di recente dal governo la situazione sarebbe stata anche peggiore e che i dati, certamente brutti, riflettono lo stato della nostra economia. Ma parliamo di 15 mila nuovi posti creati grazie al bonus giovani, un goccia d’acqua del mare delle disperazione di tante famiglie.

 

E allora, saranno importanti i numeri della fiducia al Senato, anzi sono fondamentali quei 171 «sì» incassati l’altra notte al Senato da Letta, così come sono importanti i novemila gazebo che domenica prossima metterà in piazza il Pd per scegliere il nuovo segretario o i mille club della nuova Forza Italia, ma - oggi - sono molto più importanti questi numeri, quelli sulla disoccupazione. Anzi, sono decisivi. Tanto più sapendo già oggi che l’anno venturo la crisi del lavoro continuerà e che, pur in presenza di una ripresa, l’indice di disoccupazione salirà ancora toccando il 12,6 per cento.

 

E quindi, altrettanto decisivi sono i prossimi giorni. Ieri, da Vilnius, il presidente del Consiglio ha spiegato che un nuovo voto di fiducia per fare la conta della maggioranza che lo sostiene servirà anche a spingere ulteriormente sulle riforme istituzionali ed economiche e a impostarne di nuove con maggiore forza ed efficacia. «Nel 2014 giocheremo in attacco». E’ quello che tutti si augurano, perché in queste settimane si è perso troppo tempo in bisticci e pasticci.

 

Servirebbe una scossa, ma per quella sappiamo che non ci sono abbastanza fondi. Di certo non serve gettare altri miliardi nella fornace degli ammortizzatori in deroga, che fino ad oggi sono serviti solo a tamponare le falle a carissimo prezzo (30 miliardi di euro!) senza costruire nulla di alternativo, come continuano a chiedere i sindacati, come sempre troppo legati alla difesa dello status quo.

Se non ci sono soldi, almeno si possono mettere in circolo idee e nuovi progetti. Si può immaginare una nuova stagione di riforme, cominciando ad intaccare davvero rendite e clientele, ma qualcosa bisogna inventarsi. Occorre fare. Non serve né litigare, né aspettare. Perché la crescita non ce la porterà Babbo Natale (e nemmeno la Befana).

fonte: http://www.lastampa.it/2013/11/30/cultura/opinioni/editoriali/dieci-giorni-per-cambiare-marcia-nxVmKyXg1iUGIvV2tKVJdO/pagina.html, 30.11.2013

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