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Diamoci una mano: promuovere la cittadinanza attiva nei territori, di Giulia Agresti

creato da D. — ultima modifica 15/09/2015 10:54
Il progetto consente ai soggetti coinvolti di sviluppare nuove capacità e di rendere un servizio utile .alla comunità. L’iniziativa coinvolgerà i cittadini soprattutto nei settori della tutela dei beni culturali e paesaggistici

Grazie al contributo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al sostegno dell’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) prende vita il progetto “Diamoci una mano”. L’iniziativa ha durata biennale ed è finalizzata ad un maggiore coinvolgimento dei cittadini, beneficiari di misure di sostegno al reddito, in attività di cura e riqualificazione della propria città.

Diamoci una mano” punta avalorizzare il coinvolgimento attivo della persona. Il protocollo d’intesa, che dà vita al progetto, è stato firmato lo scorso 28 gennaio dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, dal presidente dell’Anci Piero Fassino e dal portavoce del Forum nazionale del terzo settore Pietro Barberi. L’iniziativa prevede che, chi beneficiasse di misure di sostegno al reddito, potrà svolgere un’attività di volontariato in favore del proprio comune di residenza. Tali attività saranno organizzate e guidate da organizzazioni di terzo settore, comuni ed enti locali. Per avviare concretamente questo progetto ed assicurarne una buona riuscita, è necessario che i comuni e le associazioni coinvolte forniscano ai cittadini ogni informazione utile sulle finalità e le modalità di funzionamento di questo progetto. A tal fine l’Anci si impegna a favorire, da parte delle amministrazioni comunali, la realizzazione di numerose iniziative.

L’idea alla base del progetto

Coloro che sceglieranno di impegnarsi in attività di cura e rigenerazione della città riceveranno in cambio una certificazione delle competenze acquisite in modo che i volontari le possano riutilizzare nella ricerca di un nuovo impiego. La copertura assicurativa, garantita ai cittadini che decidono di partecipare, verrà attivata dall’Inail e gli oneri ad essa relativi saranno sostenuti da un fondo creato ad hoc, che come il progetto, avrà durata biennale. Una volta accertata la disponibilità del soggetto e verificata la sua rispondenza ai requisiti richiesti, l’organizzazione di terzo settore potrà quindi richiedere all’Inail l’attivazione della copertura assicurativa, garantita dal fondo istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Il decreto ministeriale che lo regola (90 del 2014), disciplina le modalità di utilizzo del fondo, stabilendo anche i requisiti necessari per poter beneficiare della copertura assicurativa. In concreto, può accedervi chi beneficia di alcune misure di sostegno al reddito, come per esempio i cassintegrati o chi gode di un’integrazione salariale. I volontari interverranno in specifici settori tra i quali la Protezione civile, l’ambiente, la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale delle città. Il presidente dell’Anci Piero Fassino ha sottolineato il valore morale del progetto “Diamoci una mano” che consente ai soggetti coinvolti non solo di sviluppare nuove capacità, ma anche di rendere un servizio utile alla comunità.

fonte: www.labsus.org, 23.02.2015

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