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Davide Casaleggio ha incontrato a Roma Steve Bannon, di Jacopo Iacoboni

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 15/02/2019 09:06
Lunga inchiesta sul Movimento 5 stelle del magazine Wired su Bannon ed esponenti del Movimento ....

 

La notizia è destinata a non passare inosservata, altro tassello cruciale del network internazionale anglosassone ultraconservatore in cui naviga il Movimento cinque stelle. La riferisce Wired, che era probabilmente la rivista più amata da Gianroberto Casaleggio, quella su cui hanno scritto e sono stati intervistati tanti cyber-utopisti simili a quello che avrebbe voluto rappresentare lui in Italia: «Una fonte vicina a (Steve) Bannon ha confermato a Wired che quando era a Roma, a giugno, Bannon incontrato Davide Casaleggio». L’articolo di Darren Loucaides è una lunga storia delle origini e dello sviluppo del Movimento, intitolata “What happens when Techno-utopians actually run a country”, Che succede quando davvero gli utopisti tech guidano un Paese). Wired parte da prima che il Movimento nascesse, ossia dagli anni in cui Casaleggio iniziò l’esperimento di testare le dinamiche di costruzione e gestione del consenso e del discorso online nella intranet di Webegg. Ma le rivelazioni più forti dell’articolo riguardano appunto la sfera dei contatti angloamericani della cellula fondativa dei cinque stelle (abbiamo inviato mail agli indirizzi personali di Davide Casaleggio per ottenere conferma o smentita della notizia di un suo incontro a Roma con Bannon, ma non abbiamo ricevuto risposta).

L’incontro sarebbe avvenuto a inizio giugno 2018, il o intorno al 3, cioè proprio nei giorni in cui stava nascendo il governo di Giuseppe Conte, l’alleanza Movimento-Lega per la quale così tanto si è battuto politicamente proprio il mondo di Steve Bannon. Bannon dopo il 4 marzo disse subito a caldo, al New York Times, che l’alleanza tra le due forze populiste era «il sogno finale», suo e di suoi tanti amici. L’8 si incontrò con Matteo Salvini a Milano (allo Spazio Pin, in quella occasione era presente anche Marcello Foa), un pomeriggio che racconteremo meglio in altra occasione. In seguito l’ex senior strategist di Donald Trump alla casa Bianca (e successore di Paul Manafort alla guida della campagna presidenziale Trump) spiegò a The Politico che Lega e Movimento erano profondamente affini, anche se in una specie di chiasma rovesciato: «Un partito populista con tendenza nazionalista come i Cinque stelle e un partito nazionalista con tendenze populiste come la Lega», disse, e resta tuttora una delle letture più vere e penetranti fatte finora del fenomeno del Movimento. «È imperativo che funzioni, perché questo mostra un modello per le democrazie dagli Stati Uniti all’Asia». A Politico.eu Bannon chiarì ulteriormente il concetto: «L’alleanza Lega-Movimento è un esperimento che, se funziona, cambierà la politica globale».


L’articolo di Wired contiene tanti altri dettagli interessanti, oltre a confermare - dal lato americano - una indiscrezione che in Italia era stata anticipata da Nicola Biondo e Marco Canestrari, due ex collaboratori di Gianroberto Casaleggio. Per esempio Wired accenna a uno degli episodi cruciali della storia del Movimento: la visita in Casaleggio associati a Milano, nel gennaio 2015 - raccontata con due fonti dirette che parteciparono all’incontro - di Nigel Farage e Liz Bilney (ceo di Leave.Eu, il comitato finanziatore della Brexit costituito da Arron Banks). Scrive Wired: «È stato questo incontro, dice [Bilney], che “ha piantato il seme delle idee” di quello che porterà al successo della Brexit. Leave.EU è stata fondata sei mesi dopo l’incontro di Milano, e un anno dopo il Regno Unito ha votato per lasciare l’Unione europea (Bilney è ora sotto indagine della National Crime Agency per presunta violazione delle leggi sulle regole di spesa elettorali)».

L’inchiesta di Wired contiene poi altri dettagli sulle tecniche e le modalità usate da Casaleggio ai tempi dell’esperimento sul consenso e la psicologia di gruppo in Webegg. Wired ricorda tra l’altro che, accanto alla fede convinta che le reti avrebbero abbattuto la mediazione tra capi e base (nelle aziende e nelle società), avvicinando le periferie ai vertici e dando potere decentralizzato alle periferie (i nodi esterni di una rete), Casaleggio coltivava poi un culto e una passione per la verticalità: «Scrisse un commento su una rivista lodando Gengis Khan (apocrifo) e la pratica di uccidere i suoi generali a caso come mezzo efficace di mantenere i subordinati e gli intermediari sulle loro dita. Khan, lui scrisse, “divenne il più grande conquistatore nella storia con l’applicazione di tecniche e principi che oggi sono necessari per competere in rete”».

 

fonte: https://www.lastampa.it/2019/02/14/italia/wired-ecco-quando-davide-casaleggio-ha-incontrato-a-roma-steve-bannon-O2TCDJ2k1otApq2lB2eMkN/pagina.html

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