Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Dalla pandemia alla guerra, come gestire paure e incertezze, di Rocco D’Ambrosio

Dalla pandemia alla guerra, come gestire paure e incertezze, di Rocco D’Ambrosio

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 04/04/2022 09:40
Alla pandemia è succeduta la guerra in Ucraina, ma non possiamo dimenticare tante altre e incisive paure che ci portiamo dietro: quella di crescere, di essere autonomi, di intraprendere relazioni stabili e durature, di non trovare o cambiare lavoro…

Incertezza e paure non sono mai mancate, nella vita dei singoli, dei gruppi, dei popoli. Alla pandemia è succeduta la guerra in Ucraina, ma non possiamo dimenticare tante altre e incisive paure che ci portiamo dietro: quella di crescere, di essere autonomi, di intraprendere relazioni stabili e durature, di non trovare o cambiare lavoro; ci sono le paure delle malattie, dei rischi per strada, del terrorismo, di incappare in ladri, briganti, maniaci sessuali, pedofili, violentatori. E così via.

Su di tutte emerge, madre e sovrana, la paura della morte. Forse oggi le avvertiamo di più perché siamo “di vetro” (V. Andreoli), cioè siamo molto più fragili rispetto alle generazioni passate. Tuttavia si comprende bene come il problema è, innanzitutto, antropologico, prima che sociale e politico. Ovviamente non esistono ricette, vista l’ampiezza del problema e i suoi mille volti. Certamente esistono percorsi educativi e psicologici che aiutano a fronteggiare e superare le tante paure. Come esiste, nel nostro caso, un’analisi che si può compiere sugli aspetti istituzionali della paura.

Il punto è capire, allora, come le istituzioni sociali e politiche generano e amplificano incertezze e paure o come le riducono e le controllano: pandemia e guerra sono un ottimo test per farlo. In termini tecnici il riferimento è alle istituzioni che “controllano l’incertezza” (M. Douglas). O, più semplicemente, ci si può riferire al ruolo delle istituzioni rispetto alle paure dei singoli. Implicitamente riconosciamo, allora, che le istituzioni esercitano, con tempi e modi diversi, una sorta di “azione di protezione” (E. Mounier) nei confronti del singolo, tanto da ridurne le sue incertezze e paure.

Non a caso Hannah Arendt definisce “la paura e l’impotenza come principi antipolitici”, in quanto gettano le persone in “una situazione contraria all’azione politica e contengono un principio distruttivo per ogni convivenza umana”. Consegue che non solo la persona, singolarmente presa o in gruppo, necessita di gruppi e istituzioni che la proteggano, ma anche queste devono impegnarsi a ridurre paure, impotenze e incertezze.

Diversi studiosi offrono oggi attente analisi per comprendere se questa funzione di protezione sia esercitata dalle istituzioni alla stessa maniera che nel passato; per esempio il periodo della nascita del terrorismo confrontato con quello attuale. Certamente possiamo affermare che molte delle nostre insicurezze e paure sono legate alla presa di coscienza della mole di problemi che lo sviluppo scientifico-tecnologico non ha ancora risolto, specie negli scenari così ampi del villaggio globale.

Problemi quali pandemie, malattie gravi e ancora incurabili, aumento della delinquenza e del terrorismo, minacce di una nuova guerra mondiale, conflitti locali violenti irrisolti, disastri ecologici, inarrestabile crescita demografica, crisi economiche continue, carenze di lavoro, conflitti culturali e religiosi e altri potenziali catastrofi costituiscono motivo di apprensione sia nelle piccole realtà istituzionali che nelle grandi. Saremmo tentati anche di attribuire quasi tutte le colpe all’informazione, che spesso moltiplica le emozioni negative (paure e incertezze) a scapito della informazione e formazione autentiche.

Il problema della gestione di paure e incertezze è molto più ampio. Come per la pandemia si inizia da misure igieniche di base: le mascherine, in questo caso, sono un fermo No all’informazione spazzatura che ci affligge: non ce l’ha ordinato il medico di seguire flusso informativi infondati e squallidi. Anzi, meno li seguiamo e meno paura e incertezza accumuliamo.

Ma non esistono solo i media (Tv, giornali, web e social) come strumento di informazione e formazione, ma esistono, con tutte e singole le loro responsabilità: persone, famiglie, scuole e università, comunità di fede religiosa, associazioni, organismi vari. Orbene tutti questi soggetti, tra notevoli difficoltà, non possono mai venir meno nel risolvere le incertezze dei loro membri nutrendoli cognitivamente, come anche a diminuire le loro paure offrendo un supporto emotivo.

Il modo in cui i soggetti citati devono affrontare i problemi fondamentali non ha niente di “esoterico” (E. Voegelin). Infatti paure e incertezze dipendono dalle risposte personali e istituzionali a domande concrete e quotidiane quali: il senso della felicità e il modo per essere felice, la virtù (soprattutto quella della giustizia), le scelte educative, la qualità dello stare insieme.

Queste domande scaturiscono dalle condizioni stesse dell’esistenza delle persone nella società e attendono risposte autentiche, come anche un relativo sostegno emotivo. In altri termini pandemia e guerra non sono piovute del Cielo come punizione, né sono frutto di chissà quale alchimia sociale e politica, sono solo il frutto delle nostre scelte personali, sociali e politiche. Ma sono, al tempo stesso, anche un monito a “rifare” scelte autentiche, secondo giustizia e pace.

Albert Camus ha scritto ne La peste: “Lo stesso flagello che vi martirizza, vi eleva e vi mostra la via…”.

https://formiche.net/2022/04/pandemia-guerra-paura-tv/

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
Associandoci

logo-barchetta.jpg

Cercasi un fine è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

Prossimi eventi
Il voto politico tra astensione e progetti 03/09/2022 16:00 - 20:00 — Sala Bice Leddomade, via Sanges 11/A, Cassano delle Murge (BA)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
Il 5 x mille per CuF


Sapete quanto è prezioso per noi la vostra firma del 5 x mille a nostro favore: con esso realizziamo scuole di formazione sociale e politica, un sito web e un periodico di cultura e politica, insegnamento dell’italiano per cittadini stranieri, incontri, dibattiti…

Basta la tua firma e il numero dell'associazione 91085390721 nel primo riquadro sul volontariato. 

I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
76013 Minervino Murge (BT)

per info:
mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it
cell: 349 6534286

Contribuendo

Contribuendo.jpg

Bonifico Bancario
Cercasi un Fine ONLUS
IBAN IT26C0846941440000000019932
BCC Credito Cooperatvo

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 126
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Il rispetto dell'identità sessuale

 

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). In preparazione.

 listing Il n. 128 è sulla "Riforma costituzionale in tema ambientale"  (qual è il significato dell'ultima riforma costituzionale in tema ambientale? Quali ricadute per noi e le generazioni future? E' un nuovo patto tra generazioni? Quali effetti sull'attività economica?). Testi da inviare entro il 30 giugno 2022.

listing Il n. 129 è su "Dopo il Covid e la guerra: una nuova globalizzazione?"  (La pandemia e la guerra in Ucraina sembrano aver messo in crisi il vecchio modello della globalizzazione: come costruire un nuovo modello? Cosa deve cambiare e cosa può restare?). Testi da consegnare entro il 30 agosto 2022. 

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.