Tu sei qui: Home / Meditando / In articoli e commenti, scelti da noi / Dal Cookie allo Zen, di Angela Donatella Rega

Dal Cookie allo Zen, di Angela Donatella Rega

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 22/11/2021 12:46
Fare vuoto, vuoto di interessi privati, perché il bene, quello comune, passa dall’agire disinteressato, non c’è altra via…

Cookies, biscotti. Certo se un italiano vedesse comparire sullo schermo del proprio computer o del proprio smartphone una scritta del genere: “il nostro sito utilizza biscotti, vuoi accettarli o personalizzare la loro tipologia?”, credo che anche il più sprovveduto ne trarrebbe delle conclusioni amaramente ironiche. Sarebbe molto più intuitivo il senso dei cookies, dei biscotti, immessi nei nostri circuiti dal web.

Se prendiamo ad esempio un ultrasessantenne, cioè una persona matura e nel pieno del vigore, attualmente almeno è così, ci rendiamo conto che quando apre un qualsiasi sito, dopo aver accettato i “biscotti”, sarà bombardato da un anacronistico elenco di prezzi allettanti di bare, funerali, dentiere, case di riposo, lasciti della quota disponibile dell’eredità et similia.  Hanno fretta.

Sì, chi segue un interesse privato ha fretta di realizzare i propri affari. Vogliono per caso farti sapere che ti manca poco, che il tempo vola, che se ti dai una mossa è meglio? Non esageriamo, non lo fanno apposta; le imprese, le aziende, non ci vogliono male, pagano per sfruttare gli algoritmi per fare pubblicità mirata, tutto qui.

Un mondo involontariamente spietato. Il grigio, il crepuscolo, non il bianco o il nero. Quella zona in cui non riconosci il male e ne resti come inebetito. 

Eh, ma senza interesse privato e senza concorrenza avremmo chiuso, niente lavoro, niente stipendio, niente di niente.

Ma la politica, che ancora esiste, anche se stiamo cercando da decenni di annientarla coprendola di fango dall’interno e dall’esterno delle aule parlamentari, al punto che abbiamo scelto persino di diminuire il numero dei nostri rappresentanti, perché non migliora la regolamentazione di ciò che dovrebbe servire a darci benessere ed invece finisce col darci malessere? È evidente che va adeguata o in molti casi solo applicata la legge sulla privacy, vanno soprattutto informati i cittadini di come possono difendersi da questa invasione della propria sfera personale. 

Ma torniamo un attimo al “niente di niente”, all’apparente opposto del libero mercato. Col niente di niente abbiamo detto non si vive, lo sanno bene i poveri della porta accanto, che in questa stagione autunno-inverno (come direbbe un grande magazzino) non sanno cosa mangiare, ma soprattutto come riscaldarsi. Perché se una stufetta costa poco e si può rimediare, la corrente elettrica non la si può pagare, ed intirizziti dal freddo, questi poveri che ci passano accanto ogni giorno, possono fare appunto niente, forse ammalarsi e talvolta morire.

Il niente di niente per alcuni è una condanna, a volte definitiva.

Sentiamo stridere, vero? Questo contrasto tra un affollarsi di interessi privati ed il niente della famiglia di disoccupati della porta accanto che non possono curare i denti e ricevono cure tardive in tutti gli altri casi. Probabilmente per Natale faremo qualche elemosina in più. 

Ma anche in questo caso la politica che ancora esiste dovrebbe pensare a ridistribuire, a far tesoro delle entrate, a sostenere ed incentivare i servizi pubblici alla cui scomparsa ci stiamo rassegnando per gli stessi motivi per cui plaudiamo alla fine della politica, per il fango che vi è stato gettato sopra.

Ma c’è un altro “niente” che contrasta con l’interesse privato. E quest’ultimo ci riguarda tutti. 

Fare un vuoto dentro riguardo all’arrivismo, al consumismo, al desiderio di possedere e di diventare sempre più benestanti. Siamo ad un punto in cui lo sfrenato consumismo anche di oggetti poco costosi, dovrebbe subire una battuta d’arresto perché ce lo sta chiedendo l’ambiente: consumare meno, spostarsi in ambiti più ristretti e con mezzi non inquinanti (magari procurati con politiche economiche e scelte intelligenti supportate dalla Scienza, non attraverso tre generazioni di autoveicoli da rottamare a cicli di sei sette anni, come paventato dal PNRR). Non essere costretti a rottamare a ritmo accelerato televisori, computer, batterie ed elettrodomestici in genere. 

Fare vuoto, vuoto di interessi privati, perché il bene, quello comune, passa dall’agire disinteressato, non c’è altra via. 

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: , ,
La Vignetta, di Martina Losito

"Il bene più prezioso"

Vignetta di Martina Losito 

*Martina Losito, studentessa di ingegneria energetica presso il Politecnico di Milano.

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 124
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Pianeta che vogliamo

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


  

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  è in preparazione. 

 listing Il n. 126 è su "Il rispetto dell'identità sessuale"  (cosa intendiamo per identità sessuale? Come rispettarla nella vita quotidiana? Quali tutele politiche e giuridiche introdurre?). Tc

 listing Il n. 127 è dedicato alla vita quotidiana (in un mondo eccessivamente mediatico quale valore ha il quotidiano? I suoi piccoli e significativi gesti quale senso hanno? Conosciamo i vissuti quotidiani attorno a noi?). Testi da inviare entro il 28 febbraio 2022.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo: testi non superiori a 4000 caratteri/spazi inclusi, da inviare ai nostri indirizzi mail. Accettiamo anche contributi in altre lingue e di bambini.