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Da Putin un’annessione di fatto (come in Crimea nel 2014), di Franco Venturini

creato da Paolo Iacovelli ultima modifica 22/02/2022 09:39
Il riconoscimento russo dell’indipendenza delle repubbliche separatiste del Donbass non deve ingannare: si tratta di una annessione di fatto. Uno scenario non troppo diverso da quello della Crimea nel 2014…

Alla fine Putin ha deciso di sparare, per ora con le parole e con gli atti politici ma creando le premesse perché anche i cannoni dicano la loro. Il riconoscimento russo dell’indipendenza delle repubbliche separatiste del Donbass non deve ingannare: si tratta di una annessione di fatto, confermata dall’avanzare di colonne di blindati verso Lugansk e Donetsk . Uno scenario non troppo diverso da quello della Crimea nel 2014. L’Ucraina ora dovrà decidere se reagire militarmente in proprio visto che gli occidentali non lo faranno.

Putin ha diviso il suo lungo discorso a reti unificate in due parti rivolte anche, e forse soprattutto, alla sua opinione pubblica interna (le presidenziali russe si terranno nel 2024). In primo luogo, la mano tesa ai patrioti del Donbass che contro le angherie del potere filo-americano di Kiev difendono i loro passaporti, la loro lingua e la giusta memoria storica.

Un argomento, quello della «generosità» nazionale di Mosca, che era già stato usato per la Crimea e per altre zone russofone, e su questo Putin è praticamente certo di ottenere un forte aumento dei consensi interni, soprattutto se non ci sarà guerra.

L’altra offensiva verbale il capo del Cremlino l’ha sferrata contro l’Occidente nel suo insieme e la Nato in particolare. Argomentazioni esagerate dalla propaganda, quelle di Putin, ma in questo caso non prive di qualche fondamento: il rapido allargamento a est dell’Alleanza Atlantica è un dato di fatto, e a Putin non è bastata la spiegazione che pure gli europei gli avevano fornito secondo cui l’ingresso dell’Ucraina nella Nato non è per oggi e nemmeno per domani. Lui voleva una garanzia scritta valida per sempre, e naturalmente questa, che violerebbe i principi dell’Alleanza, non l’ha ottenuta.

Donde l’illustrazione verbale di una Russia assediata dai missili nemici, che non avrebbe nemmeno il tempo di difendersi da un attacco nucleare. Anche qui pane per gli elettori, anche qui se non ci sarà una guerra con molte perdite.

La condanna occidentale è stata unanime, ma restano sul tappeto non pochi interrogativi sulle conseguenze delle scelte di Putin. Entreranno subito in vigore le micidiali sanzioni economico-finanziarie predisposte per il caso di una invasione continuamente prevista dagli Usa? 

In tal caso, resterà unito come dovrebbe il fronte occidentale malgrado i dissensi sui modi e sui tempi che discretamente esistono tra Washington e le principali capitali europee (Roma compresa)? E ancora, l’ipotesi di un compromesso negoziale va archiviata per intero e da subito, o resta aperto anche quel binario? 

Putin ha vibrato il suo colpo, ma ha avuto l’abilità che gli è propria di rimanere ambiguo sulle sue prossime mosse. Semmai è il linguaggio che ha usato, sono le accuse di malafede e di insanabile aggressività rivolte all’America e alla Nato che fanno temere il peggio.

https://www.corriere.it/esteri/22_febbraio_22/da-putin-un-annessione-fatto-come-crimea-2014-9373145c-9375-11ec-b122-b524cba6b0f8.shtml

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